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Come affrontare con i bambini la separazione dei genitori

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Come affrontare con i bambini la separazione dei genitori

23/06/2012 - 22.59

Di Manuela Arenella -  Come ci si può separare “onestamente”? Oppure questa parola dobbiamo dimenticarla perché un divorzio mai sarà una soluzione onesta verso i figli?  la separazione dei genitori. Questo per i figli è sicuramente un evento doloroso, che li mette di fronte a diverse sofferenze, ma la “traumaticità” dell’evento stesso dipende molto da come viene gestito dai genitori.

Quando ci si separa possono scattare rabbie, senso di angoscia legato a quello che si vive come il fallimento di un progetto di coppia, una profonda disperazione, e altri stati d’animo negativi che ci portano ad agire più come uomini e donne feriti che non come genitori. 

La prima cosa da ricordare è che ci si può separare dal partner, ma non dai figli

È importante rassicurare i bambini su questo; in molte situazioni, anche senza rendersene conto, i genitori tendono a servirsi dei figli per accentuare il conflitto o avanzare rivendicazioni al partner, oppure per mantenere un legame, nel caso in cui uno dei due non voglia realmente separarsi (una cosa è separarsi legalmente, altra cosa è separarsi psicologicamente!). Sono tutti atteggiamenti da evitare nel modo più assoluto.

Di seguito sintetizzo una serie di linee guida per proteggere i figli in caso di separazione.

  • Comunicate l’intenzione di separarvi possibilmente insieme, dimostrando accordo sulla decisione, usando parole semplici, adatte all’età dei bambini, ribadendo che l’amore tra un uomo e una donna può finire, ma non finisce mai quello per i figli, per cui, anche se non vivranno più insieme, i bambini avranno sempre la loro mamma e il loro papà su cui contare.
  • Rassicurate i figli sul fatto che la separazione è una decisione vostra, e loro non c’entrano, non hanno nessuna colpa (talvolta i bambini si attribuiscono colpe e responsabilità che non hanno).
  • Aiutate il bambino ad esprimere i suoi pensieri e sentimenti rispetto alla separazione. Talvolta, anche a distanza di qualche tempo, possono manifestare disagi di tipo psicosomatico (mal di pancia, di testa, fatica a dormire…) o comportamentali (i bambini possono diventare irritabili, aggressivi, modificare il rendimento a scuola, piangere senza motivo…).
  • Chiarite che la decisione è irreversibile, per evitare che il bambino si prodighi in sforzi per farvi riconciliare, alternando continue illusioni e delusioni.
  • Non parlate male al bambino dell’altro genitore (importantissimo!). So che è faticoso, ma nell’interesse del bambino è necessario mettere da parte la rabbia e restituirgli gli aspetti buoni del suo papà o della sua mamma, in modo che possa interiorizzare un’immagine positiva a cui fare riferimento. Parlare male a un bimbo di un suo genitore significa ferirlo profondamente e minare il rapporto anche con chi parla male perché prima o poi il bambino tenderà a evitarlo o ci si scontrerà.
  • Evitate di cercare la complicità del bambino contro l’altro genitore usando atteggiamenti vittimistici; evitare di usarlo come messaggero o come “spia” per capire cosa fa l’ex.
  • Fate in modo che veda regolarmente il genitore che non vive con lui; il bambino ha bisogno di entrambi i genitori, e deve sentirsi garantito rispetto alla possibilità di vederli e libero di telefonargli ogni volta che ne sente il bisogno.
  • Fate in modo che il bambino mantenga il più possibile le sue abitudini e continui a vivere nella stessa casa, frequentare la stessa scuola, rispettare le stesse regole che aveva prima della separazione, portate avanti in modo coerente da entrambi i genitori.
  • Cercate di mantenere aperto il dialogo con l’altro genitore rispetto alla vostra responsabilità genitoriale: prendete insieme le decisioni importanti che possono riguardare scuola, salute, eccetera e, laddove il livello di conflittualità lo permetta, cercate di essere entrambi presenti a compleanni, incontri con la scuola, eventi in cui il bambino è protagonista.
  • Aspettate a presentare eventuali altri partner, e non candidateli mai come “genitore sostitutivo”: il bambino una mamma e un papà, per quanto possano avere dei difetti o essere poco presenti, e nessuno potrà sostituirli.

 

MANUELA ARENELLA, psicologa psicoterapeuta, specializzata in psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza a Bologna


Fonte: http://www.noinonni.it/1_filo-diretto/risponde-lo-psicologo/risponde-lo-psicologo-quando-i-genitori-si-separano/

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Ci sono 8 commenti


18.52  di giovedì 08/08/2013
scritto da  @ Maurizi Mattia
Caro Mattia, ho 49 anni, sono sposato dal 95 e stavo insieme a mia moglie da quando lei ne aveva 16 ed io 21. Abbiamo 2 figli, 9 e 12 anni. L´anno scorso la scoperta del tradimento di mia moglie. Infiniti tentativi da parte mia di recuperare la nostra vita, ma lei niente. da febbraio a settembre è stato per me un inferno, avevo pensato di farla finita. Pensa, sono stato salvato, da una ragazzina su internet che mi ha scritto di non farlo per lei, perché ci avrebbe sofferto, lei, una sconosciuta, ha evitato che lasciassi questo mondo.
Non riuscivo più a giustificare la mia vita, per me non aveva più senso vivere, io ho sempre amato mia moglie (e la amo tutt´ora).
Devi far passare del tempo e cercare dentro di te, trovare delle ragioni per andare avanti.
Devi riuscire a convincerti che le sensazioni che provi sono frutto della tua mente, che ci deve essere per forza qualcosa oltre. Che tutta questa negatività sulla terra è causata dal nostro ego. Riuscendo ad osservarlo in modo neutrale, come se fosse un nostro compagno, le cose cambiano. Devi cercare di perdonare tua moglie, lo devi a te stesso, ma è molto difficile.
Per 8 mesi sono riuscito a resistere in casa con i miei bambini, occupandomi di tutte le faccende domestiche perché lei era impegnata con il suo amante. Ho continuato a stirare per un po´ anche le sue cose, ma quando mi ha fatto pervenire la convocazione per la separazione, non ce l´ho più fatta.
Ho provato a resistere, a chiedere io l´affidamento, sono arrivato dal giudice e non ho accettato la separazione consensuale, cercavo una riconciliazione. Il giudice purtroppo ha disposto la nomina di un CTU, rimandando l´udienza a tempo indefinito. I costi da sopportare e soprattutto lo stress che avrei dovuto far passare ai miei figli con psicologi, servizi sociali, avvocati e giudici, uniti ad una mia difficile situazione lavorativa, mi hanno convinto a cercare un accordo.
E che accordo! Ho dovuto accettare di essere cacciato dalla mia case, con custodia dei bambini a weekend alterni. Sono uscito di casa da 2 mesi. Questo fatto mi ha provocato un rifiuto nei confronti di mia moglie, non la posso vedere, mi provoca un immenso fastidio. Non è più il dolore e la disperazione che provavo l´anno scorso, e questo mi consola sulla capacità di recupero che abbiamo. Purtroppo l´unica cosa che possiamo fare è arrenderci all´evidenza dei fatti. La persona che ho amato di più a questo mondo mi ha tradito, e con me ha tradito anche i suoi figli.
Mi ha condannato,nel nome dell´amore che nutro per i miei bambini a doverne sopportare la sua presenza, a cercare di accettare la sua presenza, perché non è possibile amare i propri figli se si odia la loro madre.
Questa è la tragica e sconvolgente verità.
Dovrò lavorare ancora parecchio su di me per superare questo scoglio, ma sono sicuro di riuscirci.
Tra l´altro quanto successo mi ha spinto a ricercare dentro di me, a valutare più profondamente l´essenza di questa nostra vita e quello che mi pare di intravvedere, al di la del buio che ancora mi avvolge, è la presenza di una luce. Farò di tutto per riuscire a raggiungerla.
Un abbraccio
Michele

12.07  di martedì 16/07/2013
scritto da  maurizzi mattia
Ciao Manuela , mia moglie mi a lasciato non prova più nulla. Abbiamo 3 bambini , io la amo ancora ma me ne devo andare . Aiuto non so cosa fare sono distrutto i miei angeli.

15.29  di mercoledì 09/01/2013
scritto da  uomoincrisi
Nel mio caso, sono io a volermi separe. Mia moglie sta reagendo con cattiveria e aggressività e usa la bambina come strumento di minaccia. Le dice che non la amo abbastanza se vado via di casa, che non deve considerarmi. e su di me, di conseguenza, scarica tutta la responsabilità di abbandonare una figlia, sottolineando che me la farà pagare e me la metterà contro. Io parlo con la mia bambina, spiegandole semplicemente che la amo da impazzire, per lei ci sarò sempre, ma non vado più d´accordo con la madre. ormai la situazione è al limite: scenate continue e crisi di pianto di mia figlia che mi supplica di non cambiare casa. Cosa mi consigliate? grazie infinite.

09.36  di giovedì 27/09/2012
scritto da  Gino
@per la mamma separanda: come è lodevole il suo pensiero signora! Perservare i figli dai litigi ,separandosi! Originale! Non è che la sua sia una recriminazione soltanto per non essersi separata prima sfruttando le opportunità che il business della separazione le offriva? Se non è così non sarà adesso un problema per lei lasciare la casa coniugale e rifarsi una vita no? Per il bene dei figli si fa questo ed altro.

11.45  di lunedì 10/09/2012
scritto da  mamma separanda e un tantino arrabbiata
Si fa presto a dire che l´80% delle separazioni è chiesto dalle mogli.... Ma è forse giusto crescere i propri figli in un ambiente ostile e privo di amore dove regnano continue furiose litigate inconcludenti se non cause di dolore?! Per aver accettato, per amore di mio marito, di vivere nella sua casa con, al piano di sotto i suoi genitori, sarò io a lasciare la casa coniugale, sarò io a dover ripartire dal nulla. Fa troppo comodo dire: "l´hai voluto tu!" senza aver la minima volontà di cambiare ma anzi facendo vedere i lati di sè stessi più brutti e cattivi (una sorta di Dottor Jeckill e Mister Hyde)....
I miei figli, adolescenti, non ne possono più di questi due genitori litigiosi .... e soffrono. Soffriamo tutti. Non è facile ammettere di aver fallito nel progetto di vita più importante, non è facile ammettere che con quella persona, che fino a poco era il tuo unico punto di riferimento, è finito tutto e oltre ai tuoi figli non hai più nulla in comune. Si fa presto a puntare il dito contro chi chiede la separazione perchè non ne può più di una situazione pesante. Si fa presto a puntare il dito contro chi si è sentito dire "se ci separiamo tu per me sarai come fossi morta!". Si fa presto a dire molte cose.... Penso che ogni separazione sia diversa dalle altre come penso che siano poche le persone che riescano ad affrontare una simile situazione usando il buon senso e l´intelligenza.... Una separazione fatta in modo civile.....senza odio....senza che tutto diventi una gara per accallappiarsi l´amore dei figli.


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