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Affidamento condiviso anche se il padre non versa gli alimenti al figlio

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Affidamento condiviso anche se il padre non versa gli alimenti al figlio

17/06/2012 - 01.54

Una sentenza che premia gli affetti e il legame tra genitori e figli, quella appena firmata dalla Cassazione, che con la pronuncia n. 9538 del 12.06.12 ha confermato l’affidamento condiviso di un minore, a entrambi i genitori, nonostante il padre fosse inadempiente all’obbligo di versare le somme per il mantenimento del figlio. Nel caso di specie è stato considerato più importante lo “stretto legame affettivo” che si era instaurato tra genitore e figlio piuttosto che l’inottemperanza ai doveri alimentari.

In generale, la legge stabilisce, come regola generale, l’affidamento del minore a entrambi i genitori (separati o divorziati), salvo che ciò comporti, per il figlio, un “grave pregiudizio”. La legge non dice cosa si debba considerare per “grave pregiudizio” e lascia il compito di individuare i casi concreti ai giudici. Così, in passato, la giurisprudenza aveva ritenuto che il mancato versamento degli alimenti potesse integrare un motivo valido e sufficiente – in quanto altamente pregiudizievole – per affidare il bambino in via esclusiva all’altro genitore.

Oggi invece la Cassazione ha rivisto il proprio orientamento. La Corte ha specificato che l’affidamento condiviso si può negare solo nel caso in cui vi sia “inidoneità educativa del genitore”. Nel caso deciso dai giudici, era stata invece rilevata una positiva relazione papà-figlio, idonea a creare un clima di serenità familiare, tanto da rendere del tutto trascurabile la violazione dell’obbligo, da parte del padre, di corrispondere l’assegno di mantenimento.  Ragion per cui è stato mantenuto l’affido ad entrambi gli ex coniugi.


Fonte: Redazione

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Ci sono 5 commenti


16.52  di giovedì 20/02/2014
scritto da  Bambolina 1971
Ora che la Corte di Cassazione ha deciso che il mancato pagamento del mantenimento dei figlio non è pregiudizievole per la negazione dell´affido congiunto, mi chiedo cosa si intende per "inidoneità educativa dei figli". Io mi sono separata nel 2007 dal padre di mio figlio, scappando letteralmente da lui perché sottoponeva tutti noi a vivere in stato di indigenza per il suo vizio del gioco e delle frequentazioni ai vari bar della città. La sentenza di separazione dava l´affido esclusivo a me perché, dopo aver lasciato l´ex marito, mi sono trasferita in Sardegna, terra mia di origine, mentre lui è rimasto in Emilia Romagna. La sentenza gli imponeva di pagare il mantenimento per il bambino ma non per me che non ne ho mai fatto richiesta (sono sana e in grado di lavorare), che non ha mai corrisposto. Nel 2010 ho avviato le pratiche per avere il divorzio, ma il giudice ha preteso che l´affido fosse congiunto o non lo avrebbe concesso. Ho accettato questa imposizione, pur di liberarmi definitivamente di lui e riprendere una vita normale con un compagno, ora marito, esemplare. Il bambino, che ora ha quasi 12 anni, ha il problema dell´obesità che tengo sotto controllo facendogli fare sport e facendogli seguire un´alimentazione quanto più sana ed equilibrata possibile. Ma ogni volta che va dal padre, come stabilito in sentenza e a volte oltre poiché non ho posto limiti al padre, il ragazzo mi ritorna ingrassato in modo sproporzionato (l´ultima volta era ingrassato di ben 6Kg e mezzo in due mesi) con grave rischio per la sua salute e vanificazione di tutti i sacrifici fatti sia dal ragazzo che da tutti noi. Questo nonostante io faccia presente al padre l´importanza di una giusta alimentazione e del movimento per aiutare il ragazzo a rimanere in salute. Questo è un buon motivo perché l´affido venga dato solo a me e per la riduzione dei diritti di visita ad un padre che se ne frega altamente della salute del figlio e delle sue possibilità di avere un futuro migliore se solo disponessi economicamente di qualcosa in più da dedicare solo a lui? E´ un ragazzino che ha ottimi voti a scuola, che è stato iscritto ai giochi matematici indetti dalla Bocconi di Milano per la sua bravura nella materia e che merita di poter avere di più per la sua istruzione, ma che io non posso offrirgli perché mi mancano tali possibilità economiche. Sono una lavoratrice stagionale da ormai 7 anni e non trovo giusto che tutto pesi sulle spalle del mio nuovo marito che si fa carico di tutte le spese del bimbo quando io non lavoro.
Grazie.

17.10  di lunedì 26/11/2012
scritto da  Stefani Donatella
Sono alle prese con una separazione conflittuale, da piu´ di sette anni. Il mio ex marito ha usato ogni tipo di violenza contro me e mio filglio, soprattutto psicologica e materiale, mi ha lasciata praticamente in mutande e con le banche alla porta di casa con un pignoranento dell´apartamento a lui intestato, ma affidato a me per viverci con mio figlio. Premetto che prima che il mio ex marito lasciasse la casa coniugale, costringeva me e mio figlio a sopravvivere con € 50 ogni 10 giorni. Dopo il matrimonio e dietro sua richiesta avevo lasciato il lavoro per dedicarmi solo alla famiglia. Lascio perdere i particolari di altri tipi di violenza perche´ riguardano solo me, dico solo che il mio ex era un cultore della pornografia e tutto cio´ che riguardava tale aspetto. Per anni ho temuto che mio figlio potesse trovare i suoi "filmetti" che nascondeva nell´armadio della cameretta del bambino. Arrivata la separazione, voluta da lui, si e´ scatenata in lui una bestialita´ incredibile e il figlio e´ diventato un fucile per colpire me e basta. Il figlio non e´ mai andato volentieri con lui, che mai prima di allora si era accorto che esistesse. Sono cominciate cosi estenuanti CTU psicologiche, da lui richieste mirate a valutare i rapporti tra genitorei figlio. Lui sperava sempre di trovare un appiglio per incolparmi del suo mancato rapporto con il figlio, ma nessuna di queste perizie ha mai affermato tale sospetto. Anzi l´ultima, che risake a 3 anni fa, ha rilevato in lui forti problematiche nell´ambito delle relazioni, forti tratti narcisisti e un io non ben strutturato. Il figlio , che nel frattempo aveva fatto le spese di questa bella personalita´ del padre, si era sempre piu´ allontanato da lui e anche il giudice aveva ridotto il diritto di visita per non stressare ulteriormente il ragazzo gia´ abbobdantemente provato. Dopo l´´ultima CTU il narcisista colpito e´ letteralmente sparito, non aveva piu´ possibiilita´ di usare il figlio contro di me. Non solo non paga neppure gli alimenti del figlio che adesso ha 15. Quindi padre un padre che ha chiamato la polizia per anni per costringere il fuglio a frequentarlo, che lo ha costretto a sedute psicologiche estenuanti e perniente rispettose, tutto in nome di questa nuova tendenza a difendere questi padri irresponsabili, piccoli Peter Pan che disseminano il mondo di figli per sentrsi appagati nel loro narcisimo patologico. Nel frattempo io tiro avanti la baracca da sola , con l´affido condiviso NATURALMENTE!!!!! Qual´e´ il diritto? E chi deve avere piu´ diritti un padre squilibrato ed egoista o un bambino? Chi tutela seriamente i diritti dei minori? Chi difende le madri che silenziosamente ogni giorno continuano a fare il proprio dovere di genitore solo?....ma con l´affido condiviso naturalmente! Altro che Cassatione che tutela gli affetti. Il bene passa anche dalle cose concrete e non pensare materialente ad un figlio dovrebbe costuruire grave reato. Vergogna!!!!

18.27  di lunedì 22/10/2012
scritto da  felicemente divorziata
salve a tutti mio figlio ha 13 anni e da 12 sono separata . Finalmente ad aprile 2012 mi sono decisa , visto il mio ex non aveva i soldi per dividere la spesa , di fare il divorzio pagandolo
di tasca mia. Dopo 4 giorni dall´udienza di divorzio mi comunica che se ne va ad abitare a 300 km dal figlio perchè ha trovato lavoro nel nostro paese natale e qui non era felice perchè aveva solo suo figlio e non si era mai trovato una donna con cui riformare una famiglia. Ora vi posso dire che abita in casa con la mamma è disoccupato , vede il figlio ogni 15 giorni e ogni mese che passa vedo sempre meno aiuti economici. Calcoliamo che qui aveva un lavoro fisso , un figlio e un appartamento (anche se in affitto) per i cavoli suoi. Cosa pensate del mio caso????? A cosa serve in questo caso l´affidamento congiunto?

10.38  di lunedì 18/06/2012
scritto da  Francesco
D´accordissimo con Scipione, infatti stavo per chiedere, se possiamo definirla un barlume di speranza, oppure l´ennesimo tentativo di far credere che loro sono cambiati....
P.S.: le cose si stanno muovendo, ma siamo ancora agli albori...:((((

19.56  di domenica 17/06/2012
scritto da  Scipione
Ennesimo ribaltone della Cassazione sull´affido condiviso e la conflittualità.

La Giurisprudenza assomiglia al corpo di leggi: un groviglio di contraddizioni che permettono di giustificare qualsiasi interpretazione ed applicazione della legge.

Riassunto: con la confusione che regna, i magistrati sono liberi di fare quello che li pare.

La certezza della legge è una delle fondamentali premesse per uno Stato di Diritto, e nella sua assenza lo Stato di Diritto non esiste.

Se io come cittadino, cerco di fare applicare il Diritto (all´affido condiviso), dovrei avere ragionevole sicurezza che lo Stato mi applicherà il Diritto. In partenza sono consapevole di dovere aspettare circa dieci anni per vedere il Diritto applicato, e in più la stessa applicazione diventa una lotteria. Esiste la conflittualità? (Il conflitto è tra io che voglio vedere applicato la legge del condiviso, e controparte che me lo impedisce). Quindi per qualche mese la presenza di questa conflittualità significa niente affido condiviso, poi per qualche mese significa che si può applicare lo stesso, poi di nuovo significa niente affido condiviso...

Senza certezza, non esiste Diritto, solo il caos e la legge del più forte. In altre parole, abbiamo sostituito la certezza del Diritto per la discrezionalità del giudice di turno. A chi giova questa situazione aberrante?

Non al cittadino onesto, che non sa come si deve regolare (insomma, questo benedetto condiviso esiste o non esiste?). Al giudice, che vede il suo potere aumentare. Al cittadino disonesto sì, perché sa che le possibilità di imbrogliare le carte sono molto buone. Al cittadino disonestissimo sì, perché la confusione vigente rende quasi impossibile la scoperta della compravendita delle sentenze (purtroppo avviene anche questo, e a mio avviso, il fenomeno è più diffuso di quello che si pensa).

Cambiamo la legge. Cerchiamo di cambiare la cultura di questo paese di mamme e mammoni. Ma non dimentichiamoci della Magistratura, che oggi fallisce proprio nel suo fine principale - di dare certezza e Diritto ai cittadini.


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