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Rignano Flaminio: falsi abusi ? Una assoluzione prevedibile - di Dante Davalli

Cronache dai tribunali


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Rignano Flaminio: falsi abusi ? Una assoluzione prevedibile - di Dante Davalli

17/06/2012 - 01.47

Avevo già previsto questa assoluzione, che ha avuto precedenti “illustri” come Mirandola e Brescia. Su Mirandola, peraltro, pubblicai alcune mie riflessioni: “Quel pasticciaccio brutto della bassa modenese”.

Ora, come allora, ritengo inverosimile che frotte di bimbi in orario scolastico, vengano portati con i mezzi più inverosimili nei luoghi più impensati, per subire le più nefande molestie, naturalmente poi a scuola come se nulla fosse accaduto, nessuna lesione, nessuna traccia biologica, fotografica, testimoniale, un nulla pneumatico.

Elenco i punti in comune tra le tre vicende, tanto che appaiono addirittura parto della stessa mente, tutte finite con le assoluzioni di tutti gli imputati, ma che hanno lasciato strascichi pesantissimi su tutti i protagonisti, presunte vittime e presunti colpevoli, certamente non sugli “untori”.

In tutte le vicende i bimbi sarebbero stati portati a frotte nei luoghi di “molestia” addirittura in orario scolastico. A Rignano sono stati indicati 15 luoghi diversi, riconosciuti almeno 50 adulti partecipanti agli abusi (Andreani Gazzetta di Reggio).

Comune a tutte le vicende la presenza dell’uomo nero, Don Govoni a Mirandola, Don N. a Brescia. A Rignano, in carenza di preti adatti a rivestire il ruolo di pedocriminale, ci si è accontentati del benzinaio di colore, arrestato, rilasciato e nemmeno processato.

In tutte le vicende adulti mascherati che molestano bambini, naturalmente tutto videoripreso e/o fotografato, ovviamente mai nulla viene ritrovato, le uniche videoriprese esistenti a Rignano sono sulla falsariga di quella pubblicate dal noto talk show, realizzate da genitori che tentavano di estorcere “confessioni” ai poveri bimbi.

Mi chiedo chi sia l’ispiratore di queste indagini “fai da te”, dato, che risulta, che il tribunale non abbia lasciato nulla di intentato per verificare la sussistenza dell’accusa, valutati gli esiti scientifici, analizzati computer, cellulari, rapporti personali e conti bancari...

Nulla su nulla, e allora?

Alla lettura della sentenza - dicono le cronache - si sono sentite urla offensive all’indirizzo della corte, sentenza prevedibilissima dopo che il Tribunale del Riesame in data 10.05.2007 ed una pronuncia della cassazione datata 18.09.2007, essi scrivevano “L’accusa nei confronti degli indagati non trova riscontri esterni alle dichiarazioni dei bambini”. Scriveva la consigliera della Corte di Cassazione Claudia Squassoni, “l’istruttoria fa una indebita confusione tra indizi e prove e che la forte pressione dei genitori dei minori non consente di escludere un contagio dichiarativo”.

Ricordo che la prima denuncia fu presentata in data 09.07.2006 da tre famiglie contemporaneamente, in data 16.10.2006 da altre cinque famiglie. La dott.ssa SQUASSONI non è un magistrato qualsiasi, ma una autorità dei diritti dei minori, coautrice della Carta di Noto, protocollo per l’ascolto dei minori, universalmente riconosciuto per la sua validità, naturalmente bellamente ignorata dalla PSICHIATRA, consulente della Procura della Repubblica.

Ho l’impressione che esista un filo conduttore nelle tre vicende. Oltre ai punti sopra descritti, a Mirandola operò un medico legale che asserì, per attestare l’avvenuta violenza su di una bimba, “LA RICRESCITA DELL’IMENE”. Ebbene, questo medico venne in seguito platealmente accusato di totale incapacità da un Pubblico Ministero milanese. Questo medico è vicino ad una sedicente associazione antipedofilia lombarda, che abbiamo visto in prima linea nei fatti di Brescia, (tutti assolti), e pare fosse dietro le quinte anche a Rignano Flaminio. Associazione che per un briciolo di notorietà ha conferito un premio ad un soggetto noto per essere stato condannato a pena definitiva per un reato di sfruttamento di pornografia minorile…..

Alla fine, temo che gli unici a trarne “ vantaggio ….” da queste inverosimili vicende, siano gli untori, che non pagheranno mai, come sempre.

 

Dante Davalli

Uomo, padre, volontario della onlus La Caramella Buona, investigatore privato


Fonte: Redazione

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C'č 1 solo commento


16.08  di domenica 17/06/2012
scritto da  il soccombente
Vorrei ringraziare Roberto Scafuri per questo articolo, utile nella costruzione di una difesa dall´avanzare della rabbiosa (eh sì, ormai non piĂą gioiosa) macchina da guerra. Tuttavia debbo far notare come anche anche questo articolo è stato scritto senza la particolare cura che la gravitĂ  dell´argomento richiederebbe.
Enumero gli errori:
1) lĂ  dove è detto "...la legge del 2006 ha superato i limiti dell´affido condiviso a un solo genitore..." forse voleva dire affido esclusivo a un solo genitore;
2) lĂ  dove è detto "...nella vita quotidiana un genitore (l´affidatario)..." forse voleva dire (collocatario);
3) lĂ  dove è detto "...ex papĂ ...", c´Ă¨ un errore concettuale, forse voleva dire ex marito;
4) là dove è detto "...la legge del Senato..." forse voleva dire i 3-4 ddl associati al 957 in discussione nella Commissione Giustizia del Senato;
5) là dove è detto "...obbligatorietà della mediazione familiare..." forse voleva dire obbligatorietà della informazione sulla mediazione familiare;

cos´Ă¨ "fuoco amico"?


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