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Rush finale per la riforma forense: il testo approda in aula alla Camera

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Rush finale per la riforma forense: il testo approda in aula alla Camera

13/06/2012 - 13.59

Rush finale per la riforma forense: forse legge prima della pausa estiva dei lavori parlamentari.  Dopo  la prima lettura in Senato, terminata alla fine del 2010, il passaggio e il voto in commissione giustizia alla Camera, la riforma dell’ordinamento forense è approdata lunedi 11 giugno nell’Aula di Montecitorio. Il testo all’esame dell’Assemblea non si discosta molto da quello che ha superato il vaglio di Palazzo Madama,  per questo quando il Ddl tornerà al Senato in seconda lettura dovrebbe ottenere in tempi brevi il via libera definitivo. Anche perché il Governo, secondo quanto annunciato alcuni giorni fa dal ministro della Giustizia Paola Severino, ha intenzione di esercitare la delega sulla riforma delle professioni, che gli è stata affidata la scorsa estate dalla manovra finanziaria, soprattutto per evitare che le norme in vigore sugli ordinamenti professionali siano abrogate dalla data del 13 agosto 2012. Dopo mesi e mesi di discussioni e modiche la riforma sembra dunque tagliare il traguardo, ma se governo e forze politiche si dimostrano soddisfatti parte della categoria è ancora sul piede di guerra.

L’iter del Ddl e novità – L’attuale disciplina della materia è in gran parte contenuta nel Rdl 1578/1933 (Ordinamento delle professioni di avvocato e procuratore), e nel relativo provvedimento attuativo (Rd 37/1934). L’iter delle proposte di legge confluite in un testo unificato approvato in prima lettura dal Senato il 23 novembre 2010 ha avuto inizio il 4 febbraio 2009. Alla Camera, presso la seconda commissione, il progetto  ha iniziato l’esame il 26 gennaio 2011 e si è concluso lo scorso 7 giugno.

Le novità principali rispetto alla “vecchia” normativa consistono in:  inserimento tra le attività riservate in esclusiva agli avvocati delle attività di consulenza legale e assistenza legale stragiudiziale; nuova disciplina delle società tra avvocati e delle società multidisciplinari; nasce la figura dell’avvocato specialista; formazione continua obbligatoria; obbligo di assicurazione per la responsabilità civile; vincolatività dei minimi tariffari e ripristino del divieto del patto di quota lite; obbligo di esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione, pena cancellazione dall’albo; tirocinio professionale più rigoroso e inserimento del regime di incompatibilità per il praticante; modifiche alla disciplina del procedimento disciplinare, anche sotto il profilo degli organi competenti.

I recenti interventi normativi sulle professioni  -  Dalla scorsa estate, il Governo, attraverso  provvedimenti d’urgenza emanati in seguito alla crisi economica, ha affrontato il tema delle professioni con l’obiettivo di liberalizzare e valorizzare la concorrenza in questo settore.

Con il decreto-legge n. 138/2011 (convertito dalla legge n. 148/2011) sono state previste disposizioni che puntano a favorire la liberalizzazione del settore delle professioni. Ad esempio,  resta confermato l’esame di Stato, ma gli ordinamenti professionali devono garantire che l’esercizio dell’attività risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralità di offerta che garantisca l’effettiva possibilità di scelta degli utenti nell’ambito della più ampia informazione sui servizi offerti. Inoltre, l’articolo 3, comma 5, del Dl detta una serie di principi cui deve essere indirizzata la prossima riforma degli ordinamenti professionali, come la libertà dell’accesso alla professione, e l’impossibilità, in forza di una disposizione di legge, di istituire “numeri chiusi”, salvo ragioni di interesse pubblico; la priorità di un aggiornamento professionale continuo; la pattuizione del compenso al momento del conferimento dell’incarico; la possibilità di utilizzare pubblicità informativa su specializzazione, struttura dello studio e compensi richiesti per le prestazioni.

A tutto questo si è aggiunta la legge di stabilità 2012 (legge n. 183 del 2011), che all’articolo 10 ha stabilito che i suddetti principi dovranno orientare il governo nell’opera di delegificazione degli ordinamenti professionali entro il 14 agosto 2012 e comporterà – dal momento dell’emanazione dei regolamenti di delegificazione – l’abrogazione delle leggi professionali vigenti. La stessa disposizione regolamenta l’esercizio delle professioni in forma societaria, abrogando la legge sulle associazioni professionali.

Infine, il decreto-legge 1/2012 (convertito dalla legge 27/2012) con l’articolo 9 è tornato a disciplinare le professioni regolamentate prevedendo: l’abrogazione delle tariffe professionali (il ministero della Giustizia dovrà fissare parametri per orientare la liquidazione del professionista in caso di ricorso all’autorità giudiziaria); la pattuizione del compenso al momento del conferimento dell’incarico; la predisposizione di “un preventivo di massima” che anticipi al cliente la misura delle spese; l’obbligo per il professionista di stipulare un’assicurazione per la responsabilità civile;  tirocinio da svolgersi massimo in 18 mesi, con un rimborso forfetario che scatterà dopo i primi sei mesi.

Il testo all’esame dell’Aula -   Il disegno di legge sulla riforma forense, dopo le correzioni e gli emendamenti approvati, è oggi,  secondo il relatore, il senatore Pdl Roberto Cassinelli, un testo equilibrato che tra i suoi punti  centrali mette l'attribuzione all'avvocatura di una forma di esclusiva sulla consulenza stragiudiziale, salvando allo stesso tempo l'attività dei giuristi d'impresa e delle associazioni di categoria. Prevista anche una delega per la disciplina delle società tra avvocati, che tenga conto del “segreto professionale”, un elemento qualificante, a forte rischio per una presenza troppo invasiva dei soci di capitale. Le tariffe si chiameranno parametri, ed è confermata la predisposizione di un preventivo da parte dell'avvocato. Il tirocinio durerà 18 mesi e non 24 e sei di questi potranno essere svolti presso le università. Previste specializzazioni e la possibilità di acquisire titoli per effetto di esperienze nel settore, riconosciute da determinate condizioni che dovranno essere fissate dal Cnf. Il lavoro dei giovani praticanti sarà ricompensato con un “mini stipendio” di 400/500 euro, comunque non inferiore al 30% dei contratti di apprendistato. Stabilita poi l'istituzione di consigli distrettuali di disciplina dei quali sono chiamati a fare parte gli avvocati del distretto e non quelli dell'Ordine locale. Nasce infine uno sportello obbligatorio presso ogni Ordine aperto ai cittadini che potranno fare domande su costi e durata delle cause.

Reazioni Oua - ''Questa riforma nasce già vecchia, inutile, inadeguata e mortifica la professione di avvocato''. Così il parere dell'Organismo unitario dell'Avvocatura. Secondo Maurizio de Tilla, è una legge inutile  e dannosa  che oltre a eliminare le tariffe e i minimi dei compensi consente ai soci di capitale di entrare nelle società professionali tra avvocati.  Il giudizio dell’Oua è totalmente negativo tanto da chiamare gli Ordini e le associazioni forensi a un’assemblea nazionale a Roma i prossimi 15 e 16 giugno ''per valutare la possibilità di proclamare una prolungata astensione dalle udienze in segno di protesta''.


Fonte: http://www.diritto24.ilsole24ore.com/guidaAlDiritto/

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