Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Gentile Fabio Nestola..... - di Barbara Spinelli

Cronache dai tribunali


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Gentile Fabio Nestola..... - di Barbara Spinelli
Barbara Spinelli (a sin. nella foto)

13/06/2012 - 08.35

Gentile Fabio Nestola, il Suo post sul blog di Adiantum non meriterebbe risposta per i toni con i quali si esprime. Se davvero intende aprire un dibattito in materia di affido condiviso, e non semplicemente banalizzare la questione, generalizzandola, doserei le parole con molta più attenzione.

Ma una risposta è doverosa perché Lei mi attribuisce concetti da me mai espressi, avvalendosi di tesi “voglio sperare che la Spinelli…” che disconosco del tutto, molto perfide a livello comunicativo in quanto Lei, non riportando il mio post, ha ingenerato nel lettore l’idea che io abbia espresso concetti che invece sono totalmente estranee al mio sentire, da Lei artatamente introdotti in quel discorso.

Perché definire il mio post “informazione pilotata”?  Si tratta di una lettura critica del disegno di legge 957 in discussione in Commissione Giustizia al Senato. Che può essere condivisibile o meno nelle conclusioni cui perviene, ma che certamente è oggettiva nell’individuare alcuni nodi cruciali, attualmente irrisolti, in materia di affido condiviso, e cioè:

-1) gli aspetti direttamente discriminatori nei confronti delle donne contenuti nel d.d.l. 957;

-2) la necessità di prevedere per legge l’esclusione dell’affido condiviso nel caso uno dei due coniugi sia stato condannato in via definitiva per reati di maltrattamento, violenza sessuale o altri reati che possono integrare violenza domestica

- 3) i rilievi sollevati dal Comitato CEDAW in materia.

Lei invece, mi propone una serie di censure con le quali vorrebbe arrivare a sostenere che le mie considerazioni sono “faziosamente assurde”, e mi mette in bocca (anzi, sulla penna, o meglio, sui tasti del pc), parole e concetti da me mai espressi.

Chiariamoci:

Io non ho mai equiparato la categoria dei padri separati alla categoria di padri violenti e maltrattanti e mai ho messo in discussione la necessità di una legge che garantisca in concreto l’attuazione del principio di bigenitoritorialità.

Ciò non toglie che resta valida la mia affermazione con cui nel post esprimevo che “già la legge 54/2006, allo stato dei fatti, si presenti come gravemente lesiva dei diritti fondamentali di donne e bambini”.

L’attuale legge sull’affido condiviso infatti è lesiva dei diritti fondamentali di donne e bambini nella misura in cui non prevede espressamente nel suo dettato normativo l’esclusione dell’affido condiviso nel caso uno dei due coniugi sia stato condannato in via definitiva per reati di maltrattamento, violenza sessuale o altri reati che possono integrare violenza domestica.

E’ lesiva dei diritti di donne e bambini perché attualmente chi in concreto subisce in percentuale maggiore le conseguenze nefaste di questo vuoto normativo sono le donne, e mi riferisco in particolare a quelle che hanno subito danneggiamenti, lesioni e che sono state uccise proprio in occasione degli incontri in fase di affido condiviso o in conseguenza delle decisioni del giudice in materia.

Se circoscriviamo la nostra analisi agli omicidi, quantificabili anche in assenza di dati ufficiali, non mi risulta di uomini che siano stati uccisi dalle proprie ex mogli o compagne in occasione dell’affido condiviso.

In ogni caso, l’introduzione di una simile norma nel testo normativo, posto che avrebbe a destinatari entrambi i coniugi condannati in via definitiva, certo non costituirebbe una criminalizzazione o un nocumento per quella maggioranza di padri non maltrattanti e, addirittura, costituirebbe un beneficio per quelli vittime di violenza da parte delle proprie ex consorti. Non crede?

Non capisco quindi perché Lei mi abbia accusato di fare informazione pilotata.

Poi Lei mi chiede perché io non concentri la mia attenzione anche sugli uomini che subiscono violenza nelle relazioni di intimità.

Bene. Ora Le voglio fare io una domanda: secondo lei, concentrare la propria attenzione nella lotta alla discriminazione razziale e alla violenza xenofoba significa negare che anche gli stranieri possano essere violenti? No, è evidente.

Eppure, accanto alla violenza generalizzata, così come esiste una violenza che trova origine nella discriminazione razziale, una violenza xenofoba, altrettanto esiste una violenza che trova origine nella discriminazione di genere, una violenza sessista.

E’ evidente che ogni forma di violenza è condannabile a prescindere, in quanto tale.

Ma questo non toglie che si debba riconoscere che esistono tipi di violenza che sono particolarmente odiosi e particolarmente radicati in quanto trovano origine in stereotipi e pregiudizi duri a morire: parliamo della discriminazione di genere, razziale, ecc.

L’OMS ha documentato come, a livello mondiale,  un dato torna costante: gli omicidi delle donne, in una percentuale che varia dal 40 al 70% a seconda degli Stati, sono commessi da parte dei compagni, mariti, partner (o ex) di queste donne. Al contrario, la percentuale di omicidi di uomini commessi da donne che con questi avevano un legame affettivo (o ex) varia dal 4 all’8% a seconda dei Paesi.

Ecco perché, posto che in Italia (e in Europa e nel Mondo) statisticamente le persone maggiormente vittimizzate nelle relazioni di intimità sono le donne, io concentro la mia attenzione in particolare sulla violenza di genere.

Certo, esiste anche una violenza femminile nei confronti di donne e uomini, ma la violenza di genere ha una sua specificità che non può essere negata.

La maggiore vittimizzazione delle donne nell’ambito delle relazioni di intimità è un dato certo per quanto attiene agli omicidi (femminicidi): purtroppo non dipende da me, ma dalle Istituzioni, se mancano rilevazioni ufficiali relativamente agli altri tipi di reati.

Se le avessimo a disposizione, probabilmente certe illazioni non sarebbero neppure possibili, e forse si sarebbero già identificate da tempo strategie di intervento molto più efficaci in materia. Quindi si sollecitino le Istituzioni in questo senso (ad oggi mi pare che questa sollecitazione siano state solo le donne a portarle avanti).

Le ricordo che le grandi riforme nascono sempre in quanto sollecitate dalla società civile: se Lei ritiene ci sia una disattenzione rispetto alla vittimizzazione maschile nelle relazioni di intimità, credo spetti a Lei e all’associazionismo maschile farlo emergere. Tuttavia ribadisco (questo passaggio non era chiaro nel suo articolo) che il malessere o addirittura la violenza psicologica subita in una relazione o al termine di essa non possono e non potranno mai giustificare la violenza agita su chi si ritiene essere causa della propria sofferenza.

Nella speranza che una volta per tutte l’argomento “modifiche alla legge in materia di affido condiviso” possa essere affrontato in maniera scientifica, senza attacchi ideologici e nel rispetto di tutti gli interessi (e diritti) in gioco, mi auspico che la mia posizione sia stata chiarita.

 

Cordialmente,

Barbara Spinelli


Fonte: Barbara Spinelli

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia è stata letta 7206 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


I disegni di legge sul Condiviso in vista del testo unificato: dopo il boicottaggio dei giudici, quello della politica

di ALESSIO CARDINALE - Di recente, l’on. Spadafora ha annunciato, attirandosi le ire dei genitori...

07/04/2019 - 07:58
I disegni di legge sul Condiviso in vista del testo unificato: dopo il boicottaggio dei giudici, quello della politica

Impedimento doloso alla cura filiale. Un proto-reato di cui il Parlamento deve farsi carico con urgenza

Nel corso degli ultimi dieci anni, il tema della protezione dei soggetti più deboli ha ricevuto nel...

15/09/2018 - 02:01
Impedimento doloso alla cura filiale. Un proto-reato di cui il Parlamento deve farsi carico con urgenza

8 Marzo ormai come il 25 Novembre: le giornate delle donne solo per alimentare un business

Illuminante il sito ANSA, dove ieri comparivano in homepage 23 (si, ventitre) notizie che hanno  a che fare con l’8 marzo, i...
09/03/2018 - 09:18
8 Marzo ormai come il 25 Novembre: le giornate delle donne solo per alimentare un business

Denunce per i c.d. reati di genere, la Procura di Bologna svela i dati: archiviate nella metà dei casi

Curioso autogol per la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di...

25/02/2018 - 21:01
Denunce per i c.d. reati di genere, la Procura di Bologna svela i dati: archiviate nella metà dei casi

Giugno di sangue politicamente scorretto, regna il silenzio dei media - di Fabio Nestola

Tutte in vacanza le Cassandre? In questo torrido giugno sembra che tacciano i cori della denigrazione...

01/07/2017 - 13:59
Giugno di sangue politicamente scorretto, regna il silenzio dei media - di Fabio Nestola

Linee guida di Brindisi, Non Una Di Meno: Condiviso non sempre migliore soluzione. Antiviolenza ad ogni costo

Che l’affido condiviso non sia sempre la soluzione migliore lo dice la legge, non serve che si svegli...

31/05/2017 - 14:51
Linee guida di Brindisi, Non Una Di Meno: Condiviso non sempre migliore soluzione. Antiviolenza ad ogni costo


Le Notizie più Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 20 commenti


10.48  di martedì 12/03/2013
scritto da  Carlo
Nei tribunali si assiste ad una compensazione sociale a favore delle donne evidenziandone purtroppo la discriminazione che proprio le donne non vorrebbero.
Le donne tutte dovrebbero guadagnarsi la stima smettendola di fare false rivendicazioni nelle aule di tribunali.

16.33  di mercoledì 31/10/2012
scritto da  Vince
L´ONU, con almeno sei ONG, è tutto femminista, quindi... quale attendibilità possono avere statistiche, percentuali e discussioni varie, quando esiste solo un genere da garantire, per motivi ovvi che qui non è il caso di evidenziare? E facile così arrampicarsi sugli specchi, quando non importa e nemmeno occorre considerare le esigenze e i diritti umani dell´altra parte dell´umanità, la cui maggioranza crede di avere. Oggi chiunque leggendo lettera e post ─ a prescindere da chi li ha scritti ─ dovrebbe avvedersi che il sesso etichettato "patriarcato, padre-padrone, maschilista, ecc." tranne i pochi, di sempre, rappresentanti l´Ã¨lite e il suo entourage, in realtà non è ─ e non è stato altro─ che "carne da macello". Atteggiarsi come "il bue che dice cornuto all´asino", è facile con CEDAW, leggi e decreti a favore! Poi "la percentuale di omicidi di uomini commessi da donne che con questi avevano un legame affettivo (o ex) varia dal 4 all’8% a seconda dei Paesi": precisando che i numeri non tornano, basti pensare che queste tali non hanno spesso bisogno di metterci la mano, basta spingere adeguatamente un eventuale amante!
È enorme il numero di padri o uomini (oggi come nel passato!) che muoiono per portare pane alla famiglia o che perdono la vita per salvare le donne stesse, ma questi casi, non rari, non fanno nemmeno testo in simili scritti.

17.26  di domenica 28/10/2012
scritto da  Vince
Scrivo questo, anche se in tema generico, perché tanti ancora credono alla favola della parità, la più grande mistificazione della storia, se intesa come è stata affrontata dal femminismo. La parità per me significa il rispetto della dignità umana e la valorizzazione delle specificità individuali psico-fisiche, che non discriminano sesso, razza, ecc, e non il mettere sulla bilancia due entità radicalmente diverse e complementari... e per farle pesare ugualmente ─ se non addirittura, come fa il femminismo, far pendere sempre giù un solo piatto ─ togliere all´una per dare all´altra. Il femminismo ─ oltreché impossibilitato a farlo ─ non dichiarerà mai di aver raggiunto tale equivoca e putrefatta (perché inconstistente e scontata da tempo) parità solo ideologica, anche se il sesso maschile si troverà schiacciato ai suoi piedi!
Basti leggere la dichiarazione, poco prima di morire, di Emmeline Pankhurst, moglie di un influente avvocato e politico inglese, Richard Marsden Pankhurst, di 22 anni più grande di lei, che la storia femminista non considera per niente e che, in effetti, fu quello che spianò la strada a lei e alle figlie. Tutt´altro che indifesa e debole suffragetta fu una potente politicante, con appoggi della plutocrazia locale e oltreoceano, invitata con tutti gli onori in USA dal presidente Woodrow Wilson, per indenderci da quello che, a dispetto della legge, firmò il "Federal Reserve Act". Di seguito la dichiarazione della Pankhurst:
"La conquista del voto è stata una grande vittoria, e non soltanto delle donne, ma di tutti gli esseri umani e della democrazia. Ma il voto è soltanto il primo risultato che abbiamo raggiunto. Poter andare a votare come gli uomini, afferma pubblicamente il nostro diritto di uguaglianza. Ma siamo davvero uguali agli uomini, nei lunghi mesi che intercorrono tra una consultazione elettorale e l´altra? Non mi pare. Certo nel nostro paese la donna, soprattutto con il suo impegno e il suo duro lavoro, si è conquistata un nuovo rispetto e una nuova dignità. Ma quanti pregiudizi permangono! ... Io non so quale sarà domani la nostra battaglia, ma vedo nel futuro altre lotte. Gli uomini, che detengono ancora quasi tutto il potere, non sembrano disposti a riconoscere tutti i nostri diritti di uguaglianza. Per questo ci sarà ancora da scendere in campo".

18.56  di domenica 15/07/2012
scritto da  Marco
Cara Barbara, finche´ ci saranno persone come quella "signora" i rapporti fra uomini e donne non potranno che peggiorare sempre più. Le femministe dopo secoli di lotta, hanno ottenuto la tanto sospirata parità, ma oggi nonostante la trasformazione delle condizioni sociali abbia fatto emergere una nuova realtà che sacrifica allegramente l´uomo sull´altare del diritto di famiglia, continuano a difendere i loro anacronistici privilegi con le unghie e con i denti. Dobbiamo a donne come queste il costante decadimento del concetto di famiglia. Queste "degne signore" meritano tutto il nostro ringraziamento.

15.01  di domenica 15/07/2012
scritto da  Antonio
Riecco la signora Francesca...che intende fare, tentare la disinformazione di genere anche qui ? Faccia pure, pare che qui vengano pubblicati commenti discutibili come il suo. Mi faccia capire: le donne non hanno raggiunto la parità ? E´ una panzana grande quanto una casa. Non so se è informata, ma è stata appena eletta una donna come Presidente della RAI. Non lo sapeva ? Esempi come questo ce ne sono a bizzeffe, ma le donne come lei continuano imperterrite a diffondere la falsa notizia che "la parità ancora non c´Ã¨". Ma mi faccia il piacere...


1 - 2 - 3 - 4


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti è unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2022 - Codice Fiscale: 97611760584