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Luisa Betti: femminicidio, in molti la pensano come Barbara Spinelli

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Luisa Betti: femminicidio, in molti la pensano come Barbara Spinelli
Luisa Betti

08/06/2012 - 22.36

Fortunatamente l´avvocata Barbara Spinelli non è la sola a pensarla così, ed è un pensiero doloroso che si basa su fatti e dati sotto gli occhi di chi vuole essere informato, su chi si chiede perché arrivano ai centri antiviolenza di tutta Europa bambini in preda a shock, donne pestate di botte o perseguitate, torturate, quando non sono invece i cadaveri ad arrivare, quelli delle donne morte ammazzate dai loro partner che dall´inizio dell´anno in Italia sono già circa 70. Questo è uno stralcio del rapporto sulla violenza domestica e il femminicidio in Europa uscito domenica sul Manifesto in anteprima e con i numeri, e che forse vi è sfuggito.. lo so che è una realtà che non piace, neanche a me piace, e auspico infatti un mondo in cui tutti questi numeri scompaiano per sempre, e spero anche voi la pensiate così, non è difficile desiderare la pace, anche quella tra i sessi, anche quella tra tutti gli esseri che vogliamo chiamare umani: 

 

Il manifesto 2012.06.03 - 02 POLITICA & SOCIETÀ 

ANTICIPAZIONI 

Nella civile Europa, la violenza colpisce almeno 1 donna su 4 

TAGLIO MEDIO - *** 

IL RAPPORTO ALL´ORGANISMO SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE 

Pubblichiamo in anteprima alcuni stralci dal dossier redatto dall´avvocata Barbara Spinelli in «Femicide and feminicide in Europe. Gender-motivated killings of women as a result of intimate partner violence», Expert paper presentato nell´ambito dell´expert group meeting on gender-motivated killings of women, organizzato dalla Special Rapporteur ONU sulla violenza nei confronti delle donne, Rashida Manjoo, a New York, il 12 ottobre 2011 

"Perché le donne vengono uccise? In tutto il mondo, la forma più comune di omicidio di donna è la sua uccisione da parte di partner o ex partner. Se guardiamo la situazione relativa agli omicidi di donne a livello mondiale, un dato torna costante: gli omicidi delle donne in una percentuale che varia dal 40 al 70% a seconda degli Stati, sono commessi da parte dei compagni, mariti, partner (o ex) di queste donne. Al contrario, la percentuale di omicidi di uomini commessi da donne che con questi avevano un legame affettivo (o ex) varia dal 4 all´8% a seconda dei Paesi. 

È evidente quindi che la violenza nelle relazioni di intimità, dai maltrattamenti all´omicidio, ha una specificità di genere che emerge già dal dato statistico: è una forma di violenza maschile rivolta nei confronti delle donne «in quanto donne». Mentre gli omicidi (in generale, di uomini e donne) sono progressivamente in calo, la percentuale di omicidi di donne commessi da partner o ex partner nel mondo resta invariata da circa 70 anni. (...) In Europa il gruppo di donne che più viene ucciso per femminicidio è quello 35-44 anni. In Italia invece il gruppo più colpito è quello delle donne over 46. Le armi più usate sono le armi da fuoco e le armi bianche, a seguire il soffocamento e lo strangolamento. 

La maggior parte di questi crimini avviene in casa, in particolare in casa della vittima. Il comportamento degli assassini/femminicidi più diffuso è tentare il suicidio. Ma solo un quarto degli uomini che tenta il suicidio dopo aver ucciso la moglie lo fa per problematiche psicologiche o psichiatriche. Nella maggior parte dei casi (70%) l´uccisione della donna è l´ultimo atto di anni di violenze nella relazione di intimità (psicologiche, economiche, fisiche). Su 10 donne uccise dal proprio partnere o ex, 7/8 avevano già subito altre forme di violenza da parte dello stesso uomo prima di essere uccise. Questo dato è stato confermato da numerose ricerche criminologiche in tutto il mondo, anche in Italia (Baldry). 

In Europa la forma di violenza maschile sulle donne più diffusa è la violenza nelle relazioni di intimità, ovvero quella agita dal marito o dal compagno sulla moglie o sulla partner (quindi anche nelle coppie giovanissime di «fidanzatini»). 

In Europa 1 donna su 4 ha subito almeno una volta nella vita violenza nelle relazioni di intimità. 

Sono interessanti anche i risultati emersi dell´Eurobarometro 2010: il 78% degli europei pensa che la violenza maschile sulle donne in famiglia sia abbastanza diffusa nel proprio Paese. In Europa ogni giorno ci sono 7 donne e/o bambine vittime di femminicidio. 

I dati raccolti relativi alla mortalità connessa alla violenza in famiglia in Europa nel 2006 sono impressionanti. Le morti connesse alla violenza nelle relazioni di intimità nell´Ue a 27 sono state 3.413 nel 2006. Di queste, 2.419 erano donne uccise dai partner (femminicidi), 1.010 donne vittime di violenza da parte del partner che per questo motivo si erano suicidate, 272 gli uomini uccisi dalla propria partner, 186 gli omicidi collaterali (uomo uccide la moglie e i figli, oppure la moglie e la madre, oppure la moglie e il suo nuovo compagno, ecc.), 536 gli uomini che, dopo aver ucciso la propria partner, si sono suicidati"."


Fonte: Luisa Betti

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Ci sono 14 commenti


16.42  di mercoledì 11/06/2014
scritto da  Francesco Cecchini
Gentile Luisa Betti,

onestamente non so se, per ovvi motivi, tu sia ancora dell´idea che Puppato debba diventare ministra. Comunque invio due brevi note sul personaggio.

Una buona notizia. La commissione Sanità del Consiglio regionale ha respinto il testo che autorizzava l´ ingresso negli ospedali ad associazioni che si occupano di etica e salute. Il Movimento per la vita, innanzitutto. Così torna in giunta il regolamento della legge 27 approvata 2 anni fa. Una grande vittoria delle donne.
Ricordo e sottolineo che la legge 27 ottenne il voto favorevole da Puppato allora capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Veneto.

Senatrice Puppato in una recente intervista a Intelligo News ha dichiarato: " Dall´Expo al Mose coinvolta la vecchia nomenclatura. Noi siamo il nuovo."
Nuova Puppato è stata, prima di avanzare di carriera, per un certo periodo capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale veneto. Tra l´altro, ambientalista, si è astenuta su una legge a favore di una centrale a carbone in pieno delta del Po, a Porto Tolle o, difensora delle donne, ha votato positivamente la legge 27/12 sull´aborto che presenta una seria contraddizione con la 194. Non ha detto, scritto o fatto niente effettivamente contro il Mose, i cui problemi si conoscono da tempo. Tra l´ altro mi ricordo un articolo di molto tempo fa di Francesco Indovina apparso sul Manifesto. Per non parlare di Massimo Cacciari che si è sempre opposto al Mose.

Un caro saluto e buon lavoro,
Francesco

19.35  di giovedì 03/10/2013
scritto da  Francesco Mastrantuoni
Il killer è un uomo che viene lasciato da una donna: non sopportando di perdere l’ oggetto dell’ attaccamento [...].

L’ attaccamento è il termine che in psicologia viene usato per la relazione madre-bambino in cui è addirittura impossibile considerare i due termini staccati: una chiave non ha senso se non in riferimento ad una serratura in cui entra perfettamente. Ebbene questi killer sono per lo più insicuri, immaturi, incapaci di autonomia e non amano l’ oggetto a cui si attaccano ma semplicemente stabiliscono un rapporto gregario come fa un muschio nei confronti della pianta da cui trae la linfa. Sicuri che non sia amore? per queste donne e uomini lo era…perché?

E l’ immaturità è sempre più diffusa e non solo negli adolescenti, ma anche tra persone che anagraficamente sono adulte e possono vivere solo se piantate su qualcuno che le accudisce e che si occupa di loro. Quindi una volta di questi delitti ce ne erano meno? Non penso…forse era il contrario. Il problema della crescita non va riferito solo alla dimensione somatica e nemmeno alla razionalità: due parametri che di solito sono ben sviluppati, ma riguarda anche i sentimenti che sovente rimangono al livello infantile.

[...] l’ uccidere nella nostra cultura è diventato un fatto banale, soprattutto per le nuove generazioni che cominciamo con il primo videogioco ad ammazzare per divertimento e l’ abilità sta proprio nel numero di morti, sia pure di sagome umane, che vengono fatti in un dato tempo. Ammazzare è banale quando la vita non ha un senso o comunque non ci si è nemmeno mai posto quale possa essere. La violenza non ha età, forse numericamente sono i quaranta-cinquantenni quelli che ammazzano di piu’ e che non sono cresciuti con i videogiochi. E poi i videogiochi li usano anche le bambine, ma loro di solito, da grandi, se lasciate non uccidono.

12.41  di venerdì 06/07/2012
scritto da  Carlo Orecchia
Fino a che non ci saranno studi approfonditi, oggettivi e seri sulla violenza nella coppia tutto ciò non è credibile.

Io VOGLIO sapere quanti uomini subiscono, anche magari non denunciando. Non solo quante donne subiscono.

Non tutti quelli che subiscono aggressioni o vere e prorie violenze denunciano.

E questo le donne attive nei movimenti lo sanno benissimo, perché da molti anni hanno aiutato e aiutano altre donne a venire allo scoperto e aiutarle a denunciare e a difendersi.

Infine ricordiamoci che stiamo parlando in tutta Europa di 3.400 casi su quasi mezzo miliardo di abitanti suddivisi in 27 paesi. In Italia si tratta di 100 casi su 60 milioni.

E non ultimo la famosa statistica ISTAT che vede le donne vittime di violenza equipara l´aggressione fisica alla "critica al modo di vestire o pettinarsi", facendo media e gonfiando i dati enormemente.

Io non voglio essere cieco, e non rifiuto il fatto che vi siano i casi di violenza anche estrema riportati, ma rifiuto che questo venga iscritto ad una mentalità maschile violenta come ormai apertamente viene detto. Mi aspetto che non siano cieche le persone che ascrivono la violenza SOLO ai maschi contro le femmine.

Gli uomini NON ammazzano le donne. Solo una PICCOLISSIMA parte lo fa.

Ma c´Ã¨ anche una piccolissima parte di donne che uccide gli uomini, che li aggredisce, che li esaspera, che li vessa.

E per quanto possa essere piccola, non è possibilie nè giusto dimenticarla o addirittura ignorarla, e soprattuto è iniquo chiedere leggi speciali a difesa "del genere" quando le leggi devono valere per tutti.


20.52  di lunedì 11/06/2012
scritto da  Gino
Si dice AVVOCATO, non AVVOCATA. AVVOCATA E´ UN TERMINE CHE NON ESISTE...e qui comincia a rodere la femmina....


20.01  di domenica 10/06/2012
scritto da  Anna
capisco il voler essere aperti a tutti, ma qui si è passato il limite.

Non dimentichiamo che le femministe, pur di negare che la PAS è un abuso sull´infanzia, si sono fatte aiutare pure da un pedofilo, Jorge Corsi (condanna definitiva a 3 anni oggi in carcere).

Con elementi del genere è inutile tentare alcun dialogo.


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