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Accuse contro Pini: i magistrati gongolano, ma i privilegi dei giudici vanno aboliti lo stesso

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Accuse contro Pini: i magistrati gongolano, ma i privilegi dei giudici vanno aboliti lo stesso
Gianluca Pini

28/04/2012 - 10.23

Nei giorni scorsi, dal Corriere della Sera (che non la smette ancora di sbrodolarsi dal godimento), abbiamo appreso che l'on. Pini, autore degli emendamenti che stanno terrorizzando un pò tutti gli apparati politico-giudiziari della malagiustizia - dalla sinistra all'ANM -, è indagato per una vicenda, ancora tutta da verificare, di operazioni societarie poco trasparenti con il contorno di reati fiscali. Alla base di tutto, pare, un rientro sospetto di capitali "scudati" che gli inquirenti temono essere denaro distratto da una società adesso in bancarotta. A nulla è valsa la circostanza che l'on. Pini si sia già costituito, insieme ad altri soci, come parte lesa, cioè come colui che dalla stessa vicenda si ritiene danneggiato. L'apparato che il deputato leghista si è permesso di "puntare" con i suoi emendamenti sulla responsabilità civile dei magistrati non perdona, e così ecco la fuoriuscita "ad orologeria" - in cui la sinistra politico-giudiziaria è maestra indiscussa fin dai tempi dei dossier di Botteghe Oscure alimentati dallo spionaggio sovietico - delle notizie sulle indagini, ed ecco Pini alla gogna mediatica del gruppo Corriere della Sera-Repubblica, con le solite rivelazioni gonfiate a dismisura e destinate ineluttabilmente a ridimensionarsi.

Non entriamo nel merito della vicenda. Non possiamo, non vogliamo e - per di più - non serve. Lo "sputtanamento" di un deputato disonesto (ammesso che lo sia veramente) non elimina la sostanza della questione, e cioè che l'impunità dei giudici in Italia - giudici corrotti ce ne sono parecchi, così come in tutti i nuclei di professionisti - è un vero scandalo, e l'eventuale buccia di banana in cui Pini è scivolato non può annullare, nè mettere in discussione, la validità del dibattito in corso, tant'è che il neo ministro più ricco d'Italia si sta già cimentando a difesa della corporazione.

I privilegi della caste, che fanno così tanto somigliare il nostro Paese all'India più antica (senza il suo fascino, però...), e la loro coriacea permanenza, hanno stufato gli italiani. La caduta di fiducia nelle Istituzioni si tocca con mano ogni giorno, e le voci che oggi vengono bollate come "Antipolitica" - solo un raffinato tentativo di distrarre l'attenzione dalla "cattiva politica" a cui le nostre cariatidi ci hanno abituato - sono in realtà la voce di tutti. Lo ha capito anche Massimo D'Alema, che proprio in queste ore si affretta ad annunciare che "il governo Monti ha ormai esaurito il suo mandato, e l'Italia torni ad avere un governo politico".

Cosa c'è dietro questa uscita di una delle più conosciute cariatidi della politica nostrana ? 

Paura. Paura derivante dai sondaggi che indicano il Movimento dei grillini in grande e preoccupante ascesa, nonostante la desolante pochezza di soluzioni proposte da un partito dell'insoddisfazione che sa mettere in luce solo i difetti degli altri. D'Alema - che scemo non è - ha certamente capito che se dal Movimento 5 Stelle arriveranno anche programmi e soluzioni meno demagogiche, i sondaggi saranno ancora più preoccupanti. E allora via, a staccare la spina di quel governo che sta consentendo ai grillini (ma anche a SEL e ai redivivi rifondisti) di guadagnare tempo e consensi.

Allo stesso modo, la magistratura usa le sue armi: indagini e, sopratutto, le notizie su di esse. Per tutti i sostenitori della riforma della responsabilità civile dei giudici l'On. Pini sia come un sacerdote: anche se ha sbagliato nella vita i sacramenti impartiti ai fedeli sono sempre validi. Gli emendamenti di Pini sono validi, e la Lega non si distragga sul tema, non ceda il passo.


Fonte: Redazione

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