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Storie trentine di minori allontanati. I cittadini hanno paura dei servizi sociali

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Storie trentine di minori allontanati. I cittadini hanno paura dei servizi sociali

14/04/2012 - 20.43

Trento. Nel corso del mese di marzo alcuni genitori e cittadini sensibili ai problemi dei minori hanno organizzato una campagna di informazione, sensibilizzazione sulla problematica che vede il Trentino collocato al secondo posto, dopo la Liguria, per minori sottratti alle famiglie. Il nucleo dell’iniziativa è formato da un gruppo di genitori che oltre a lottare in modo responsabile per tutelare i propri figli collaborando con le parti sane dei servizi sociali, desidera anche aiutare gli altri genitori che si trovano a scontrarsi con il sistema invece di essere aiutati dal sistema.

Ai cittadini è stata illustrata una serie di dettagliate richieste confluite in una piattaforma di rivendicazioni. L'iniziativa era volta anche a offrire un valido punto di ascolto e di promozione sociale soprattutto per coloro che, senza evidenti riscontri oggettivi, vivono in silenzio e omertà il dramma dell'allontanamento di un figlio dal proprio nucleo di origine.

L’iniziativa è andata molto bene con centinaia di persone che si sono fermate ai tavoli informativi e con la raccolta di oltre 1200 firme per la riforma del sistema minorile (a sostegno del DDL 2844 per l’abolizione del tribunale dei minorenni e la riforma dei servizi sociali e a sostegno della proposta di delibera comunale per la riforma dei servizi sociali di Trento presentata dal consigliere comunale Gabriella Maffioletti). La reazione della gente comune alle tematiche proposte è stata di sostanziale sostegno all’iniziativa. La percezione comune sui servizi sociali di Trento ci mostra un quadro alquanto fosco: generalmente gli assistenti sociali sono visti dalla popolazione come persone arroganti, insensibili e incapaci di capire i reali bisogni della gente. Abbiamo potuto registrare una sostanziale sfiducia e diffidenza della popolazione verso i servizi. Le motivazioni di questa sfiducia e diffidenza venivano fatte risalire a precedenti contatti con i servizi, sia personali che di parenti, amici e conoscenti. Alcune persone in difficoltà ci hanno persino raccontato di non essersi rivolti ai servizi sociali per paura delle conseguenze. Purtroppo i pochi assistenti sociali che si sono avvicinati al tavolo hanno confermato il giudizio della gente. Sebbene siamo certi che ci siano degli assistenti sociali che fanno il loro lavoro con dedizione e altruismo e che sono pronti a mettersi in discussione, gli operatori dei servizi che hanno parlato con noi hanno sostanzialmente polemizzato invece di cercare di capire le ragioni della campagna. Secondo loro il problema è completamente imputabile alle famiglie, e questi operatori o assistenti sociali non hanno mai messo in discussione il proprio operato. Un’assistente sociale si è addirittura scagliata contro i genitori che avevano aderito all’iniziativa. Secondo lei il solo fatto di criticare i servizi sociali era la dimostrazione delle loro problematiche famigliari. Una posizione assurda e persino ridicola da un punto di vista logico; purtroppo non possiamo ridere al pensiero che una persona talmente rigida e irrazionale possa tenere nel palmo della sua mano la vita di bambini innocenti.

Al tavolo informativo si sono fermate decine di persone per raccontare la loro storia. Ne raccontiamo alcune. Sono tutte storie accadute nella nostra provincia. Questa è la visione delle famiglie che forse non corrisponde a quella dei servizi: ma la quantità di storie e la stessa apparente incomunicabilità tra le famiglie e i servizi ci dimostrano chiaramente che c’è un problema grave e che è necessaria una riforma urgente, perché a causa di queste incomprensioni “tra adulti” ci sono dei bambini che soffrono.

Una ragazza ci ha raccontato di aver firmato per uscire dalla casa famiglia e tornare dai genitori il giorno stesso del compimento del suo diciottesimo anno di età. Ci ha detto chiaramente che le valutazioni dei servizi sociali e del tribunale sulla sua famiglia erano completamente sbagliate e che ora è felice nella sua famiglia. Ci ha anche raccontato che tutti i bambini in quella comunità hanno dei genitori ancora in vita e che la stragrande maggioranza vorrebbe tornare a casa.

Una mamma ci ha raccontato di aver avuto un problema psicologico che poi è peggiorato quando per questo le hanno tolto la bambina di soli due anni. Faticosamente è riuscita a risalire la china e dopo ben sei anni il giudice ha deciso che la bambina doveva tornare a casa. Stranamente a quel punto la bambina, con cui aveva dei rapporti ottimi, ha cominciato a rifiutarla e a non voler uscire dalla casa famiglia. Se confermato sarebbe un caso assurdo di alienazione genitoriale da parte di una struttura per l’infanzia.

Un papà ci ha raccontato che alla morte della moglie, invece di aiutarlo a tenere i bambini a casa, questi gli sono stati sottratti perché non riusciva a seguirli per problemi di lavoro. Questo è stato un trauma per i bambini. Ora si è risposato e i bambini sono tornati in famiglia.

Una mamma aveva ottenuto dal giudice la possibilità di uscire dalla casa famiglia con suo figlio. Purtroppo il giorno prima di uscire ha fatto l’errore di segnalare alcuni problemi della casa famiglia all’assistente sociale e ora è costretta a rimanere lì un altro mese.

Due mamme ci hanno raccontato di aver vissuto per due anni in una casa famiglia con i figli. Ora sono uscite e vivono a casa loro con i loro figli. Ci hanno detto che in casa famiglia erano terrorizzate. Gli operatori le controllavano costantemente e loro vivevano nella costante paura di fare qualcosa di sbagliato e perdere i loro figli. Per amore dei bambini hanno sopportato in silenzio queste continue angherie e sono riuscite a uscire.

Due genitori ci hanno raccontato di aver perso le figlie per sospetti di pedofilia. Dopo che il padre è stato completamente scagionato hanno dovuto passare altri cinque anni d’inferno per riavere le figlie. Quando hanno restituito loro le bambine si sono scusati per lo sbaglio, ma le bambine hanno subito dei traumi che si portano ancora dentro.

Una mamma ci ha raccontato di essere indagata dai servizi sociali sulla sola base di una lettera denigratoria dell’ex marito. Il tribunale, senza neppure ascoltarla ha decretato di verificare la sua “sanità mentale” nonostante il figlio stia bene, il padre abbia rapporti normali e regolari con il figlio e l’unica “prova” a suo carico sia la lettera dell’ex coniuge.

Le prossime azioni del coordinamento saranno la richiesta di audizione da parte dei terminali competenti al fine di informarli e avviare un percorso di soluzione del problema.


Fonte: crescoacasa.com

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Ci sono 5 commenti


10.13  di sabato 30/08/2014
scritto da  Marialuisa
Anche io ho problemi seri con quella gente vorrei scrivere sul giornale la mia storia ma mi hanno minacciata di portarmi via mia figlia. Qualcuno mi pu˛ aiutare??? Il mio numero Ŕ 3496877220 Marialuisa

23.44  di luned├Č 03/09/2012
scritto da  lisa
Ho paura dei servizi sociali sono la spezia ho bisogno di aiuto urgente chi scrive e una mamma a pezzi chi volesse aiutarmi il mio numero e3472871541 non dormo pi├╣ vivo nella paura continua . Grazie sincero a questa associazione

23.28  di luned├Č 03/09/2012
scritto da  lisa
Anche io sto vivendo io situazione critica dolorosa e due anni che nn vedo il mio bambino andrea tolto dai servizi sociali ora vorrebbero portarmi via mia figlia tutto perch├ę nn ho un lavoro mio mi aiuta mia mamma sono di spezia e il male che sto vivendo e di paura nessuno .capisco di prima persona tutte le mamme che in questo momento stanno vivendo il dolore aiutatemi. Mi trovate su facebook ciao da michi lisa


19.16  di sabato 21/07/2012
scritto da  ANONIMO 66
IO E MIO MARITO STIAMO TRASCORRENDO 5 ANNI DI INFERNO E NONOSTANTE DIMOSTRIAMO CON PROVE REALI LE MENZOGNE DELL´ASSISTENTE SOCIALE, IL TRIBUNALE FA FINTA DI NIENTE. A TUTTI I CITTADINI CHIEDO DI PORSI LA DOMANDA: POTREBBE SUCCEDERE A ME? PENSATECI


14.01  di luned├Č 14/05/2012
scritto da  aonima67
tutto questo e´ingiusto invece di aiutare le madri e i padri in difficolta´ si toglie loro l´unico scopo della loro vita............i figli...dovremmo noi cittadii fermarci a riflettere se sia veramente cio´ che noi vorremmmo ci succedesse....una madre un padre possono sbagliare genitori non si nasce ma ci si diventa........diamo a loro la possibilita´ di vivere una vita normale aiutandoli al proprio domicilio ,diamo a tutti questi bambini la voglia di sorridere ancora non togliamoli dalle loro radici lasciandoli abbandonati in un pianto a volte anche muto guardiamoli negli occhi e lottiamo tutti insieme per loro aprite il vostro cuore perche´ solo cosi´possiamo salvare degli innocenti.........loro non possono controbbattere perche´non hanno voce in capitolo ma noi possiamo urlare:ridate i figli ai loro genitori...........


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