Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

La Cassazione e il mantenimento diretto: colpito e affondato - di Rita Rossi

INFOLEGAL


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


La Cassazione e il mantenimento diretto: colpito e affondato - di Rita Rossi

29/01/2012 - 18.18

Come noto, la riforma sull’affidamento condiviso del 2006 ha portato sulla scena il cd. “mantenimento diretto” dei figli. Così, nei mesi successivi all’entrata in vigore della legge n. 54 appariva chiaro che quella fosse la regola, salva la possibilità per il giudice di prevedere un assegno cd. perequativo, in presenza di una sostanziale disparità reddituale tra padre e madre, allo scopo evidente di rispettare la regola di proporzionalità, già presente nel nostro ordinamento (v. art. 148 c.c.).

Del resto, la lettera della legge confortava quanto sopra, dato che il novello art. 155 quarto comma c.c. prevede esplicitamente quanto segue: “Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzio-nale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità”.

L’assegno, dunque, può essere previsto quando necessario, ed è logico che ciò non equivalga a dire ‘va previsto sempre’.

La giurisprudenza ha mostrato, via via, posizioni differenziate (mi sia consentito rinviare ad una breve e certo non completa rassegna pubblicata qualche tempo fa sulla rivista www.personaedanno.it).

La diversità di orientamenti dei giudici deponeva per una vivacità interpretativa e, soprattutto, faceva sperare che i giudici più sensibili e progressisti avrebbero finito con il prevalere nell’interpretazione evolutiva della disposizione di legge sul mantenimento.

Ma la Cassazione ha cominciato a ‘remare contro’, manifestando una incomprensibile idiosincrasia riguardo alle novità introdotte dalla riforma.

In merito al profilo specifico del mantenimento, la Cassazione ha affermato in sostanza che l’assegno per la prole possa essere previsto dal giudice (v. Cass. 4.11.2009 n. 23411), pur riconoscendo l’esistenza della regola del mantenimento diretto.

Negli ultimi giorni, poi, abbandonati gli iniziali pudori, i giudici del Pallazzaccio hanno tirato un inspiegabile quanto duro uppercut al mantenimento diretto, con la sentenza n. 785 del 20 gennaio 2012.

La pronuncia sconfessa apertamente la volontà del legislatore, negando esplicitamente che il contributo diretto di ciascun genitore al mantenimento della prole costituisca la regola.

E vediamo le motivazioni.

“L’art. 155 riformato – questo il primo argomento letterale - (…)dispone che ‘il giudice fissi altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento…’, così conferendo allo stesso giudice un’ampia discrezionalità (…)”.

Ma, se andiamo al testo della norma notiamo subito che essa dice anche qualcosa d’altro, che è stato tralasciato dai supremi giudici; dice, precisamente, che “il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità”.

“Ove necessario”, dunque, e la necessità si verifica allorchè venga accertata nel caso specifico una sostanziale e rilevante disparità economica tra i due genitori. Ma questo non vuol dire che la regola del mantenimento diretto debba essere accantonata in via generale.

Veniamo al secondo argomento utilizzato dalla Cassazione (che ho letto e riletto stante la mancanza di logica nel ragionamento): la corte d’appello, che nella vicenda affrontata aveva eliminato la previsione di mantenimento diretto (precedentemente prevista dal tribunale di Catania), ha deciso correttamente; essa ha deciso correttamente considerata l’ “accentuata litigiosità dei genitori, quale circostanza idonea a sollevare ulteriori conflitti in un contesto che al contrario esige una condotta pienamente collaborativa”.

L’eliminazione del mantenimento diretto, dunque, troverebbe spiegazione nella necessità di evitare conflitti tra i genitori (sic!).

Per gli alti magistrati dunque,  l’obbligo del genitore non convivente con il figlio di versare all’altro un assegno avrebbe la funzione di dirimere sul nascere ulteriori possibili contrasti allorchè il clima sia conflittuale: un’ordinaria follia, insomma, per dirla con Michael Douglas.


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia č stata letta 10466 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Cassazione, giravolta sul tenore di vita in caso di divorzio

Da quando è in vigore la legge più boicottata dai giudici della storia della Repubblicana (la...

15/07/2018 - 17:29
Cassazione, giravolta sul tenore di vita in caso di divorzio

Cassazione: no al tenore di vita. Un primo passo, ma in Italia prevale la Legge

di CRISTINA DAL MASO - È di pochi giorni fa la sentenza della Suprema Corte di Cassazione che ha...

28/05/2017 - 18:06
Cassazione: no al tenore di vita. Un primo passo, ma in Italia prevale la Legge

L´interesse del minore secondo le elastiche interpretazioni del tribunale di Torino

Diritto di famiglia, tribunale di Torino: è possibile imporre al minore di frequentare...

31/03/2017 - 13:40
L´interesse del minore secondo le elastiche interpretazioni del tribunale di Torino

Crisi della coppia genitoriale e amputazione della figura paterna

Sono sempre più frequenti i casi di tragedie familiari che hanno come protagonisti, in negativo, i...

17/02/2016 - 12:53
Crisi della coppia genitoriale e amputazione della figura paterna

In una giustizia decrepita, qualcuno fa soldi sul conflitto permanente

Se una mattina decidi di scorrere le pagine di un notiziario giudiziario sulle decisioni dei tribunali per i...

10/12/2015 - 11:11
In una giustizia decrepita, qualcuno fa soldi sul conflitto permanente

Il Falso Condiviso in Italia: quante condanne ancora dalla Corte Europea?

di MARCELLO ADRIANO MAZZOLA* - Quante condanne dovrà ancora subire l’Italia perché...

25/11/2015 - 11:51
Il Falso Condiviso in Italia: quante condanne ancora dalla Corte Europea?


Le Notizie piů Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 5 commenti


15.47  di mercoledě 08/01/2014
scritto da  Gianfranco M
il sottoscritto si č visto decretare dal giudice, sussistendo i requisiti di mantenimento diretto, la cifra di 400 euro mensili come assegno perequativo su uno stipendio netto di 1300 mensili, mentre la madre dichiarando 1100 euro mensili si fa 3 mesi al mare di estate, e i fine settimana d´inverno a sciare.
la corte di appello ha abbassato a 300 euro mensili l´assegno ma obbligando il padre a pagare uno psicologo privato per 400 euro mensili, interrompendo le stesse cure con il sistema pubblico.
l´esperienza insegna che i giudici tutelano gli interessi delle madri a discapito dei padri e dei figli.
Ma se i giudici hanno una preparazione in psicologia non pensano che cosě si creano disagi psicologici?
Storie di ordinaria ingiustizia in Italia sono molte, soprattutto in ambito di giurisdizione familiare...

09.21  di martedì 31/01/2012
scritto da  Carlo C.
Sono d´accordo con Luigi B. quando dice che "la terapia dovrebbe essere imposta per legge".
Ancora prima della mediazione.
Per mediare gli attori devono essere integri, adulti, consapevoli e spesso il fallimento, del matrimonio ma anche della mediazione, è dovuto ad immaturità e impreparazione.
Percorsi di formazione...
Percorsi di terapia...
Percorsi di mediazione...
Ad oltranza.
... solo in ultima, disperata istanza il GIUDICE.
Lasciamo alla Giustizia i suoi naturali interlocutori: assassini, ladri, truffatori...
La FAMIGLIA ha bisogno di altri strumenti.

20.10  di lunedì 30/01/2012
scritto da  Raffaele Bottacchi
L´Ordine degli Psicologi ha riferito sui minori in Audizione Commissione Giustizia Senato con questo punto fondamentale:
"ricevere cura e accudimento di entrambi nella quotidianità; cioè constatare che entrambi i genitori provvedono ai propri bisogni, anche di tipo economico".

Riflettiamo su questi fatti:

protesta camionisti risultato prima pagina sui giornali
protesta pescivendoli risultato prima pagina sui giornali
protesta "forconi" in Sicilia risultato prima pagina sui giornali
protesta farmacisti risultato prima pagina sui giornali

PROTESTA PAPA´ SEPARATI? MA DOVE SIAMO? MA NON CI SIAMO!!!!

Di fatto per ora io credo che a Michael Douglas vada aggiunto il grande Herr Oskar Schindler perchè è innegabile che ci sia la persecuzione, il sistema totalitario ben mascherato ed anche i lager per i bambini. Siete d´accordo amici?

11.14  di lunedì 30/01/2012
scritto da  Luigi B.
IL MANTENIMENTO DIRETTO DEV´ESSERE LA REGOLA, IO MANTENGO DIRETTAMENTE MIA FIGLIA, INOLTRE LA PICCOLA NELL´ ARCO DELLE DUE SETTIMANE STA 7 GG CON ME E 7 CON LA MAMMA, NONOSTANTE QUESTO CORRISPONDO UN ASSEGNO MENSILE.
NON E´ GIUSTO, MA VISTO CHE POSSO PERMETTERMELO SONO ORGOGLIOSO DI CONTRIBUIRE I MISURA SUPERIORE RISPETTO ALLA MADRE, PARLO NATURALMENTE DELL´ ASPETTO ECONOMICO.
ORA ADDIRITTURA LA MIA EX VUOLE PIU´ SOLDI, IN REALTA´ VORREBBE CHE DIMINUISSE IL TEMPO CHE PASSO CON NOSTRA FIGLIA, IL MOTIVO E SOLO EGOISMO E GELOSIA, SENTIMENTI CHE MOLTE MAMME CONFONDONO PER AMORE PER I PROPRI FIGLI.
PREMETTO DI ESSERMI SEMPRE OCCUPATO DI MIA FIGLIA, SECONDO LA MAMMA AVREI DOVUTO NON FARLO PIU´SOLO PERCHE´ TRA NOI ERA FINITA.
CERTE MAMME ANTEPONGONO I PROPRI DESIDERI A QUELLI DEI FIGLI, PER LORO E´ INCONCEPIBILE CHE UN FIGLIO POSSA AMARE E DESIDERARE DI RESTARE CON ENTRAMBI I GENITORI, SOLO UNA TERAPIA ADEGUATA CHE IO IMPORREI PER LEGGE, PUO´ PORTARLE A CAPIRE QUANTO MALE FA HAI FIGLI, L´ EGOISMO CHE LORO CHIAMANO AMORE.

19.07  di domenica 29/01/2012
scritto da  Antonello1
L´accentuata litigiositĂ  tra genitori sarebbe un motivo per cui negare il mantenimento diretto? Forse è esattamente il contrario. Il mantenimento indiretto è una delle due cause principali che portano all´accentuata litigiositĂ , l´altra causa sta nella negazione del diritto di frequentazione in modo continuativo e costante. Questi signori che "interpretano" la volontĂ  del legislatore in modo "restrittivo" hanno sulla coscienza molti decessi di persone innocenti. Non tutti hanno i "mezzi" morali, culturali e psicologici per affrontare e "digerire" certe ingiustizie. Seppur assolutamente deprecabile e condannabile, qusi scontatospecificarlo, è necessario tener presente anche questo aspetto. Mi chiedo se questi grandi interpreti del volere del legislatore abbiano una cosicenza. Quanti morti innocenti devono ancora portarsi sulla coscienza per capire che non tutelano affatto nè il minore nè l´indipendenza della donna, comportandosi in questo modo?


1


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti č unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitŕ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584