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Gli effetti del falso condiviso si combattono con la paura (delle manette) - di Alessio Cardinale

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Gli effetti del falso condiviso si combattono con la paura (delle manette) - di Alessio Cardinale
Alessio Cardinale

26/12/2011 - 13.52

In materia di affido dei figli, in Italia, esiste una lunga catena di impunità che, al pari dell'IVA, si scarica tutta sul "tartassato", ossia sul genitore che la magistratura civile ha falsamente definito, a dispregio delle legge a cui sarebbe soggetta, come il "non collocatario" (della prole). Dai giudici che giudicano male e con negligenza, ai servizi sociali che distruggono famiglie, passando per alcune associazioni di avvocati senza scrupoli che professano la conservazione dello status quo con il solo obiettivo di mantenere alta la conflittualità familiare e il proprio laido interesse, l'impunità viene garantita a queste categorie dall'essere diventate tutte, come in un incubo evoluzionistico, delle lobbies autosufficienti che non puniscono mai i propri accoliti. La catena di S. Antonio della malagiustizia familiare - con tutto il suo costo sociale - termina con i genitori, per lo più mamme, che da questo sistema traggono beneficio quali utenti finali e - fate attenzione - esenti da imposta. Questa, infatti, si scarica solo sul genitore discriminato all'origine, il "non collocatario", appunto. Quest'ultimo, paradossalmente, non fruisce di alcun servizio (anzi...). Non dovrebbe essere lui a pagare, eppure paga un conto salatissimo.

Tutti i soggetti citati godono di larghissima impunità. I magistrati sono protetti, come in una campana di vetro, da una legge scandalosa e da un organo di controllo - il CSM - che non controlla niente e non interviene mai. Gli assistenti sociali, del pari, si autocommiserano per la cattiva nomea di ruba-bambini (giustamente) acquisita negli anni, ma si guardano bene dal risolvere i propri problemi di mostruosa incompetenza comminando a chi sbaglia, tutt'alpiù, qualche giorno di sospensione dallo stipendio anche di fronte alle più gravi violazioni del proprio codice deontologico. Molte associazioni di avvocati, così come i massimi esponenti dell'avvocatura nazionale, gridano allo scandalo per le paventate liberalizzazioni che li riguarderebbero, ma poi - chissà perchè -gli esposti degli utenti inviperiti per i numerosi errori commessi (e le perdite di chance che ne derivano) finiscono nei cassetti dei consigli dell'Ordine.

I "genitori collocatari", questa nuova/vecchia categoria il cui nome è stato inventato, all'unisono, dalla magistratura civile all'alba della legge 54/2006, rimangono impuniti perchè possono permettersi di tutto senza alcuna conseguenza se non, in rari casi e dopo una ventina di denunce fondate, una pena pecuniaria di pochi spiccioli. False accuse di violenza, di abusi sessuali, di maltrattamenti, e ancora violazioni dei provvedimenti giudiziali, allontanamenti a 1000 km dalla residenza.....per chi usa questi mezzi il codice penale sembra non essere in vigore, dimenticato da PM e procure che archiviano, archiviano, e ancora archiviano.

Di collocazione prevalente si uccide e ci si uccide e, a dimostrazione che il sistema non funziona per nessuno, potrei citare un discreto numero di "collocazioni prevalenti" concesse ad alcuni padri i quali, con altrettanto cinismo, hanno riprodotto specularmente i medesimi effetti che tutti conosciamo: da una vera Alienazione Genitoriale ad una fisiologica e disperante difficoltà di contatto affettivo dei figli con l'altro genitore.

In almeno 15.000 casi, in Italia, la "collocazione prevalente" è "propedeutica" ad un sistema, del tutto simile ad una prigione, da cui altrettanti bambini non riescono ad uscire prima di 2-3 anni (quando va bene). Il suo nome è Casa Famiglia (o comunità alloggio) e, a parte quelle gestite con coscienza e consapevolezza, essa rappresenta l'icona di un sistema affaristico che prospera come nelle migliori aziende di beni di largo consumo. La materia prima - il c.d. semilavorato - sono i bambini, che una volta usciti dal quel girone infernale producono ancora reddito "indotto" per psicologi e psichiatri in età adulta. Si tratta di una logica industriale pura, quella delle case famiglia, applicata ad un mercato fiorente che è cresciuto grazie alla politica dei "binari morti": i servizi sociali quale binario morto della magistratura, e le comunità per minori quali binario morto dei servizi sociali. Il supporto domiciliare, che costerebbe allo Stato 6-7 volte meno, è caduto in disuso. Anzi, la stessa terminologia - "assistenza domiciliare" intendo - non rientra quasi più nel gergo parlato degli assistenti sociali. In compenso, se vi fate una passeggiata nei forum di questa particolare categoria di pseudo-professionsiti scoprirete che i termini più dibattuti sono "art. 403 c.c." e "allontanamento di un minore". Provare per credere. 

Cosa accomuna tutte queste categorie di soggetti, tutti ingranaggi di uno stesso meccanismo che tritura la Società Civile e nega la Giustizia Familiare?

Semplice: l'assenza di paura. Queste persone non temono niente, non vanno in galera, se la cavano - nei casi più gravi - con qualche simbolico "graffio" alla busta paga e, al massimo, un trasferimento. Per costoro, il "rumore delle manette" è un ultrasuono che non sfiora neanche i loro pensieri. E allora, accanto alle auspicate riforme del condiviso - prime tra tutte la Mediazione Familiare obbligatoria e il mantenimento diretto - che pongano fine allo scandalo italiano del falso condiviso, lavoriamo anche ai disegni di legge che rendano "udibile" il tintinnìo di manette a chi impedisce dolosamente, all'altro o ad entrambi i genitori, di potersi prendere cura dei propri figli.

I margini nel codice penale ci sono, e testi autorevoli cominciano già a girare tra alcuni parlamentari e tra validissimi esponenti del mondo dell'avvocatura "non schierata" (AMI e ANFI, in primis). Cominciamo a far percepire ai genitori malevoli, agli assistenti sociali dall'allontanamento facile e agli avvocati infedeli la prospettiva del carcere. 

Verrà poi anche il tempo dei magistrati, statene certi. A meno che, come camaleonti, non mutino l'aspetto della propria toga, una volta fiutato il pericolo. 

 

* Segretario Nazionale ADIANTUM

  


Fonte: Redazione - A. Cardinale

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Ci sono 21 commenti


18.59  di giovedì 26/01/2012
scritto da  Raffaele Bottacchi
Bravo Michele C.,
alla data del 26 Gennaio 2012 questo il bilancio:

protesta autotrasportatori risultato prima pagina sui media,

protesta dei"Forconi" Siciliani risultato prima pagina sui media,

protesta dei Pescivendoli risultato prima pagina sui media,

protesta taxisti risultato prima pagina sui media,

protesta farmacie risultato prima pagina sui media,


protesta papĂ  separati?? dov´Ă¨??


RISULTATO OGNUNO A PIANGERE A CASA PROPRIA PER CHI UNA CASA CE L´HA ANCORA, GLI ALTRI TUTTI AL DORMITORIO E A "PANE QUOTIDIANO" CAZZO!!! (Dopo la Costa Concordia si può dire no?)






18.20  di venerdì 20/01/2012
scritto da  Michele C.
....Non posso che schierarmi dalla parte del Segretario Nazionale
di Adiantum , ma la questione è da risovere a livello politico ,
ed anche se ci sono persone , che non " sono schierate " dalla parte dei "prepotenti" ,bisognerebbe smuovere troppe coscienze ,
ed i lavori pro-legis , non sono facili da attuare in breve tempo , ma solo chi è a capo di associazioni , con oneste e serie intenzioni , può migliorare questa società , che comincia
ormai da troppi decenni a scricchiolare , e lo dico senza fare del vittimismo , ma in Italia dovremmo essere un po piĂą coesi ,
e scendere in piazza a manifestare ogni tanto qualche dissenso
senza provocare alcuna violenza di sorta , ma facendo sentire
la voce sommessa da sopprusi ricevuti e mal digeriti da persone a cui è stato leso il diritto umano , e sacrosanto come disciplinato dalla nostra Costituzione , al quale viene meramente snacita una grave violazione ai diritti unami dell´individuo , così come previsto dall´Unione Europea e dal´art.18 della Convenzione Onu del 1989 , la quale attraverso l´articolo di legge sanziona di fatto tutte le prevaricazioni e i meccanismi che le avvallano , di punire ai sensi della legge emanata , tutti quei comportamenti meramente illeciti , alienati da provvedimenti incompetenti di magistrati ormai figli di una corruzione e illeicitĂ n serpeggiante non solo nelle aule di Tribunale ma ad ogni livello e grado sociale......!!!!!
...Con la speranza di poter appiccicare al muro.....quei camaleonti che udendo il pericolo , si defilassero.....!!!!1

12.50  di lunedì 16/01/2012
scritto da  salvatore
E´ vero siamo un esercito,ma solo qualcuno risponde all´appello,perchè?Potremmo autotassarci,ma è necessario un intervento autorevole per aprire questi canali.
I radicali che percepiscono 10 ml di € all´anno solo per la convenzione di radio radicale,potrebbero benissimo dare inizio alla svolta definitiva.Inoltre in quanto responsabili delle precedenti riforme sul diritto di famiglia,hanno l´obbligo etico,di spingere e far approvare le nuove norme di riforma.

11.44  di domenica 15/01/2012
scritto da  Petizione "Proteggiamo i bambini da chi li aliena e li coinvolge in false accuse"
http://www.petizionionline.it/petizione/proteggiamo-i-bambini-da-chi-li-aliena-e-li-coinvolge-in-false-accuse/5944

10.56  di giovedì 05/01/2012
scritto da  marsilio
riflettiamo.....ma se effetivamenti siamo un esercito,si tratta solo di sostenere i comandanti con tutti gli strumenti che abbiamo,investiamo tempo e soldi,le persone ci sono e mi sembra di capire che sono onesti e preparati,forse qualche politico da inserire.....valutiamo....sono d´accordo nel dire che tutto evolverĂ  in meglio quanto gli interessi di parte saranno ridotti al giusto....accordi pre matrimoniale,equivale anche a tutelare chi per un si che dura 5 minuti,si rovini la vita.


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