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Tiberio Timperi in Commissione Giustizia del Senato: Il problema dei divorzi in Italia

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Tiberio Timperi in Commissione Giustizia del Senato: Il problema dei divorzi in Italia
Tiberio Timperi

08/11/2011 - 21.17

Il problema divorzi in Italia ha molteplici cause. Proviamo ad elencarle: 1. Non applicazione delle legge. 2. Orientamento culturale della magistratura. 3. Lentezza processi. 4. Comportamenti degli avvocati. 

Punto 1 - Piccolo passo indietro sulla genesi della legge sul condiviso. La legge 54 del 2006 si e' resa necessaria, nell'interesse del figlio, per riequilibrare il suo diritto alla bigenitorialita'. Prima di allora, in caso di separazione, per un figlio esisteva solo la madre. Il padre era automaticamente cancellato. Questo, dunque, lo spirito che ha generato la legge sul condiviso. A distanza di 5 anni dalla sua entrata in vigore, numeri alla mano, la  legge viene applicata. Nella forma. Non nello spirito

Entriamo nel dettaglio.  

A) La legge parla di " rapporto equilibrato e continuativo del minore con entrambe i genitori".

Di fatto, anche in presenza di un padre che vuole fare il padre, e' prassi di una certa magistratura concedere solitamente un giorno a settimana ed un fine settimana alternato. Totale mensile, al padre 8 giorni e 23 alla madre. Il tempo, la quantita', in questo caso e' qualita'. Di rapporto. 

B) La legge parla di "assenza di genitore prevalente".

Di fatto i giudici si sono inventati la figura del genitore "collocatario" in totale antitesi con lo spirito della legge. In molti tribunali italiani e tra questi Civitavecchia, Monza, Brescia e Roma, vengono distribuiti moduli prestampati con la dicitura "genitore collocatario". Contrariamente a quanto previsto dalla legge. Alcuni dei tribunali nominati hanno tolto, di recente, questi prestampati. Piu' o meno gli stessi che, fino a poche settimane fa, erano in rete sul sito del Ministero della Giustizia. Tolti anche questi dopo le proteste delle varie associazioni. 

C) La legge parla di "mantenimento diretto".

Di fatto i giudici, per inerzia, dispongono sempre per l'assegno di mantenimento. Prassi, questa, che origina spesso, rendite parassitarie. Non essendoci, per legge, obbligo di rendicontazione. Ergo, un padre non puo' sapere il modo nel quale viene spesa la somma decisa dal giudice e gestita in totale autonomia dalla madre.  

Insomma, legge o non legge sul condiviso, tutto e' esattamente come prima. Anzi, peggio, perche' le norme introdotte hanno creato non poche aspettative in quei padri che vogliono fare i padri. Padri che in un colpo solo perdono affetti ed effetti. Padri che non hanno pari opportunita'. 

La legge sul condiviso e' un bell'abito nuovo su un vecchio manichino. In Italia, il matrimonio, e' una rendita vitalizia. Staràpoi alla donna, alla sua sensibilitànon approfittare di un orientamento culturale a lei favorevole. Figlio e casa le spettano di diritto. A prescindere. Perché una mamma e' sempre brava, al contrario del padre che deve dimostrare di essere tale. Il padre, rispetto alla madre, non ha pari dignita' sociale, con buona pace dell'articolo 3 della Costituzione Italiana che recita : "Tutti i cittadini hanno pari dignitàsociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di  opinioni politiche , di condizioni personali e sociali". 

Ci sarà un perché, se la sindrome di alienazione parentale viene comunemente chiamata sindrome della madre malevola... Semplice: certi giudici affidano i figli nove volte su dieci alle madri. Molti ci ironizzano sopra ma a leggere di cosa si tratta non c'e' da prenderla sotto gamba. Ricordo brevemente:

- Eccesso di contenzioso legale.

- Menzogne malevole ai figli.

- Coinvolgimento di terzi in azioni dolose contro l'ex coniuge.

- Esclusione dalle attività extracurriculari dei figli.

- Negazione di contatti telefonici e manipolazione degli stessi.

In molti casi, l'applicazione cieca, pedissequa e a senso unico della legge sullo stalking, voluta dal Ministro Carfagna, ha aggravato la situazione. Bastano poche telefonate di un padre al figlio ed una madre che gode di un favorevole orientamento culturale e legislativo, per finire ai domiciliari.  

E' pari dignità sociale che in Italia, Bolzano, Genova, Milano e ultima Roma, stiano sorgendo case di accoglienza per padri separati? E' pari dignità sociale per un padre vedere il figlio su provvedimento del Giudice 8 giorni al mese contro i 23 della madre? E' pari dignità sociale che un figlio venga "collocato" a prescindere presso la madre anche in presenza di un padre che ne fa regolare richiesta?  

Insomma, pari opportunità, a patto di esser madre.  

Punto 2 - La legge 54 del 2006 e' di fatto ostacolata da una certa magistratura. Valgano, una volta per tutte, le illuminanti parole dell'ex Presidente del Tribunale Civile di Roma, Alberto Bucci. Intervistato da Fabrizio Paladini su Panorama, il 6 settembre del 2010, nell'ambito di un' inchiesta sul divorzio all'italiana, il Bucci, ex Presidente del Tribunale Civile di Roma dichiara: " ...la normativa non e' precisa e si presta ad interpretazioni elastiche...pero' se lei mi chiede se i magistrati hanno pregiudizi in favore della madre , rispondo che la cultura della famiglia pone la madre al centro, accanto ai figli e certamente la giurisprudenza recepisce questa cultura....". Il che, tradotto dal legalese, significa: "La pessima applicazione o l'orientamento dei tribunali rendono nulli i buoni propositi del legislatore" ( Avv. Claudio Iovane referente a Roma dell' Associazione padri separati, 33 sedi in Italia).  

Della non applicazione della legge sul condiviso ha chiesto ragione, con un'interrogazione parlamentare, l'Onorevole Rita  Bernardini  assieme ai colleghi Beltrandi, Farina, Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco e Zamparutti . Interrogazione dell'8 settembre 2010, seduta numero 366. Destinatario l'allora Ministro Onorevole Angelino Alfano.  

"Una legge - per usare le parole di Simonetta Matone, ex Presidente del Tribunale dei Minori di Roma e gia' Capo di gabinetto del Ministro Carfagna - una legge bella pero' molto teorica. E la teoria si scontra con le miserie umane. Ho visto madri che si inventano abusi sessuali subiti dalla figlia per interrompere le visite del padre...".  

Un altro aspetto da considerare, relativamente alla magistratura, e' che spesso certi giudici mandano gli  ex coniugi in mediazione. Delegando tutto ai CTU. E qui bisogna denunciare una cosa gravissima. In molti tribunali alberga la solita compagnia di giro. Troviamo CTP amici e sodali, in una causa, avversi in un'altra. Un CTU e' nominato dal giudice mentre il suo amico e collega CTP, viene ingaggiato dalla furba controparte. Con buona pace del conflitto di interessi e garanzie di obiettività. Sembra che certi giudici non si curino di quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.113 del 2000. Sentenza che, con riguardo ai CTU scelti dal giudice e quindi anche il CTU, in quanto ausiliario del giudice, devono entrambi apparire terzi e non condizionati.  

Particolare fortuna sta avendo in questo periodo l'istituto della mediazione. Nulla osta relativamente la mediazione, a patto che sia fatta prima dell'udienza presidenziale, al netto delle denunce, ormai di prammatica. Bisogna rendersi conto pero' che si può aderire anche solo formalmente alla proposta di mediazione, al fine di compiacere il giudice e così non comparire, almeno formalmente, conflittuale.    

Punto 3 - I processi sono lenti. Troppo lenti. Bisogna applicare le modalità proprie del diritto del lavoro per snellire l'iter. Se un figlio vuole cambiare genitore, nella migliore delle ipotesi, passa un anno prima che il tutto sia operativo. Idem per la variazione delle condizioni economiche. 

Punto 4 - Dati Eurispes alla mano, il divorzio in Italia costa a noi contribuenti 440 milioni di euro. Il guadagno per l'avvocatura e' di 4 miliardi di euro. Per le consulenze di 1 miliardo di euro. Per non parlare del sommerso. Un giro di affari che fa gola. Difficile da stroncare. In molti denunciano avvocati che, per compiacere il cliente, soprattutto donna, costruiscono strategie aggressive basate su false denunce contro gli ex coniugi, al fine di ostacolare la mera concessione del condiviso. Prassi stigmatizzata dalla Cassazione che ha deliberato che il condiviso debba essere concesso anche in casi dove la conflittualità sia presente. Sentenza n.16593/2008. Salvo poi tornare sui suoi passi in data 11/8/2011 con sentenza n.17191, dando così nuovamente semaforo verde a certe pratiche che niente hanno a che vedere con la deontologia professionale.  

Della prassi, i vari Ordini regionali degli avvocati sono a conoscenza, ma non sembra abbiano preso adeguate contromisure per arginare il fenomeno che riguarda una parte, sia chiaro, non la totalità della categoria. Tutti sanno ma nessuno parla. Da un punto di vista deontologico, si ricorda che l'avvocato, nell'assistere il proprio cliente, deve tenere in coscienza gli interessi prioritari dei minori e quindi astenersi dal suggerire azioni che potrebbero danneggiare suddetti interessi, anche se ciò può portare un beneficio al proprio assistito e tentare la conciliazione.  

Conclusione - Il diritto di famiglia attuale, più volte rimaneggiato ha fatto il suo tempo. Si riferisce ad un'Italia che non esiste più. Indifferibile ed improcrastinabile la costruzione di un nuovo assetto giuridico

A) Modifica della legge 54 del 2006

E' opportuno immunizzare la legge 54 del 2006, da interpretazioni e strumentalizzazioni. Si deve rendere la legge in questione, rispettosa delle pari dignità sociali tra padre e madre. Al posto di "rapporto del minore equilibrato e continuativo con entrambi i genitori" si dovrà così modificare:  " il minore avràdiritto ad un rapporto paritario, qualitativo e quantitativo con entrambi i genitori ". Cinquanta per cento del tempo ad entrambi i genitori. Pari opportunità. Reali. Al figlio. E ai suoi genitori. Un bambino puo' sopportare tranquillamente due case, due camere dei giochi.  

B) Introduzione patti prematrimoniali

In ambito europeo sono giàadottati da Francia, Irlanda, Portogallo, Grecia, Germania ed Inghilterra. In Italia, sentenza cassazione civile sezione I 13/1/93 n.348,  si parla di validità di patti prematrimoniali in caso di matrimonio concordatario. La stessa disciplina dovrebbe essere applicata anche ai matrimoni civili. Duplice lo scopo. Alleggerire le aule dei tribunali, diminuire il contenzioso e garantire lavoro alla lobby degli avvocati.  

C) Divorzio breve e cancellazione della separazione

Dimezzamento tempi per rientrare negli standard europei.

D) Tabelle Istat e mantenimento figli

Mantenimento legato non al vecchio tenore di vita, condizione impossibile da ricreare, ma alle nuove economie disegnate dalla separazione. Tabelle Istat congrue alle reali esigenze dei minori in maniera tale da non generare rendite parassitarie.  

E) Obbligo di rendicontazione del mantenimento 

F) Affidamento a punti

Pesanti sanzioni economiche (oggi si viaggia sui 100 euro), senza possibilità di appello, contro i genitori irriguardosi dei provvedimenti del giudice con revoca delle disposizioni dopo la terza infrazione.  

F) Tribunale della famiglia

Giudici altamente specializzati che facciano solo ed esclusivamente diritto di famiglia. 

 

Tiberio Timperi


Fonte: Redazione

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Ci sono 23 commenti


09.46  di sabato 26/07/2014
scritto da  Gaetano Stancanelli
Ciao Tiberio, sono Gaetano Stancanelli, veterinario siciliano che da quattordici anni vive i supplizi che tu hai ben descritto sopra. Concordo pienamente con la tua analisi e con le tue soluzioni. E´ tutto così chiaro, logico ed intuitivo che davvero non mi spiego come in una nazione che si definisce "civile" si possano sopportare ancora tali e tanti abusi nei confronti di una categoria di cittadini che cresce quotidianamente. Non sono un grande esperto di giurisprudenza ma mi chiedo come mai non esista un organo di controllo (nazionale o internazionale) che garantisca un minimo di dignità e qualità della vita di milioni di esseri umani (padri) che vengono vessati ed abusati in nome di una serie di leggi ridicole e altrettanto ridicole interpretazioni. L´orientamento culturale di certa magistratura comporta un sistematico abominio nelle sentenze che rovinano la vita del padre per sempre. Le lungaggini leguleie in caso di eventuali ricorsi affossano il soggetto sempre di più e anche gli aspetti favorevoli a noi delle sentenze, vengono sistematicamente disattesi senza alcuna conseguenza. In zootecnia se nasci maschio sei condannato al macello entro pochi mesi di vita. Mi pare che noi si sia facendo la stessa fine.
Appoggerò con forza ogni tua azione. Approvo e condivido le tue proposte di modifica.
Ti saluto con ammirazione,
Gaetano.

21.52  di lunedì 05/03/2012
scritto da  Antonio
Tiberio, come padre separato posso purtroppo confermare che le battaglie legali affrontate in circa 15 anni di separazione non sono servite assolutamente a nulla. Se sono riuscito a tutelare il rapporto con i miei figli non è certo per merito delle tutele giuridiche che il nostro ordinamento mette a disposizione di noi padri separati e dei nostri figli. Per non parlare degli aspetti economici che sono devastanti per una larga fascia di reddito senza necessariamente avere come riferimento solo le fasce di reddito più basse. Chi si separa deve ricostruirsi una vita, deve affrontare le spese di un affitto per una casa che dovrà ospitare i figli, deve arredarla, deve fornirla di tutto dalle stoviglie, alle lenzuola ecc.....e per fare questo, spesso, si chiedono finanziamenti. Tutto questo non è assolutamente considerato dai giudici che si limitano a creare ed a confermare rendite parassitarie, come l´assegno divorzile, concesso anche ad ex-coniugi che hanno un lavoro sicuro e magari anche una casa di proprietà non gravata da muto. Tutto questo è vergognoso.

03.44  di lunedì 27/02/2012
scritto da  Tito Neri
Continua con determinazione questa battaglia così importante per conrelare l´ impostazione giuridica italiana con l´ ormai consolidata evoluzione socio-familiare delle attuali generazioni.
Vorrei aiutarTi in qualche modo per affermare la pari opportunità di noi Padri di crescere educare e curare i nostri figli, sin dai primi anni della loro vita, in modo che la futura vita dei nostri piccoli sia frutto anche della nostra continua opera di padri.
Ti stimo profondamente, Tito Neri.

12.25  di lunedì 02/01/2012
scritto da  Nonna Marta di milano
Mi complimento con te per la determinazione che hai ad affrontare certe situazioni così delicate,che in alcuni casi se non ben ponderate sono rischiose.
Mi sembra di capire che anche nelle nostre situazioni di sofferenza famigliare i furbi sono ancora più presenti a trarre profitti economici,si parte dallo squalo grosso (+ pesciolini che gravitano intorno) per separazioni importanti,fino a scendere più in basso,cos1 non va ben vengano gli accordi pre matrimonio,mi viene in mente una mamma che con grandi sacrifici ha comprato una casa al figlio,ora la casa e abitata dalla ex nuora con il nipote e il suo nuovo compagno(senza residenza,cos1 può stare)il nipote per false e strumentali denunce non vede più i nonni paterni....Vi sembra giusto
Un abbraccio
Marta

07.15  di venerdì 30/12/2011
scritto da  mario56

Hai le palle complimenti . sei sceso in campo quando ne potevi fare a meno. rappresenta in battaglia tutti noi genitori -nonni che subiscono tutti i giorni le malefatte delle ex e delle assistenti sociali che nientaltro è una associazione di donne frustate e 99% divorziate che riversano il loro problema nel loro lavoro . per provare la vericità di quando scrivo basta dare una occhiata ai numeri dei bambini in italia che vengono tolti alle famiglie con abusi di ufficio e falso da parte loro.Fai un movimento a favore dei padri e figli sono convinto con i numeri delle persone coinvolte in italia sarai più forte di un partito politico attuale . facci sapere avrai tutto il nostro appoggio



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