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Minori tolti alle famiglie, il record di Trezzo di Adda. Un caso nazionale

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Minori tolti alle famiglie, il record di Trezzo di Adda. Un caso nazionale

02/11/2011 - 23.58

Luca, Laura, Paolo. Nomi, età, storia su una scheda e un comune denominatore: sono figli di nessuno. Figli delle istituzioni che se li sono presi dopo che i loro genitori sono stati dichiarati «non idonei». A Trezzo in un anno la spesa per questi ragazzi è raddoppiata, passando per le rette in comunità a carico del Comune da 270mila euro a 420mila, «solo fino a fine settembre», fa notare il sindaco Danilo Villa, che è pure assessore ai Servizi sociali da Febbraio.

E lui dopo un report dettagliato e la protesta di associazioni che tutelano i diritti dell’infanzia «per il boom anomalo di casi», ha deciso di guardare da vicino la situazione. I dati parlano chiaro: nella piccola cittadina sulle rive dell’Adda, 12.500 abitanti, 5.500 famiglie, sono 65 i minori mantenuti dal pubblico. Tredici sono in casa-famiglia o comunità, sei in affido familiare. Senza contare che nei primi sei mesi dell’anno sono stati spesi 16mila euro per l’assistenza domiciliare educativa e per psicologi altri 28mila 985 euro (da gennaio ad agosto). Le spese nel complesso secondo le previsioni basate sui dati, sfioreranno i 600mila euro a fine anno. Il sospetto è che parte di queste risorse potrebbero essere investite meglio, cioè per tenere i ragazzi a casa loro. I figli di nessuno sono sotto la tutela del sindaco come prevede la legge in questi casi, e come ogni buon padre di famiglia Villa paga i conti. «Di tutto il budget per il welfare, 3 milioni di euro, la voce più corposa viene spesa proprio per i minori. È nostro dovere capire se va tutto bene».

Il primo cittadino ha qualche dubbio: teme che la struttura comunale dei Servizi sociali, una responsabile e due assistenti, «sia eccessivamente zelante». Anche perchè il tema è delicato. «Quando si parla di togliere i figli ai genitori siamo in un campo minato. Non sempre nei casi che ci riguardano siamo in presenza di abusi, maltrattamento o abbandono. Credo che il buon senso ci insegni che un figlio stia meglio a casa propria piuttosto che con degli estranei, salvo in situazioni gravi ovviamente». L’impennata di spese nasconde un’emergenza sociale? «Ho chiesto spiegazioni di questo incremento alle assistenti - ammette il sindaco - mi hanno risposto che con la crisi che morde il processo di disgregazione familiare è in costante aumento. Ma i numeri mi sembrano eccessivi».

Per questa ragione il Comune ha chiesto aiuto al consultorio privato La Famiglia. A Trezzo è un punto di riferimento da 30 anni. «Con la loro sensibilità ci aiuteranno a dipanare questa matassa decisamente aggrovigliata. Ho ricevuto rimostranze e lamentele di famiglie in carico ai nostri servizi, voglio vederci chiaro. Anche perchè il tema, al di là dei costi che sono ingentissimi, tocca una sfera sulla quale, credo, meno si interviene meglio è». Il primo cittadino fa un’osservazione semplice ed efficace: «Su 5.500 famiglie presenti in città, possiamo ipotizzare che il 10% abbia dei problemi. Valutiamo l’idoneietà della relazione genitori-figli in tutti questi casi? Sarebbe paradossale per non dire peggio». Un ragazzo in comunità costa mediamente al Comune 120 euro al giorno, ma si arriva anche a 200. «Se una famiglia ha problemi economici, meglio darle un contributo e aiutarla a tenersi i figli a casa, piuttosto che dichiararla non idonea», sottolinea Villa. Il rischio del business delle case famiglia è reale secondo molte associazioni di tutela dei minori. «In Italia ce ne sono 1.800. In Lombardia circa 300, ma i controlli sono poco diffusi», spiegano a Figli Liberi, una di queste. I Comuni pagano e ai ragazzi si strappa un pezzo di cuore allontanandoli da casa.

 

di Barbara Calderola


Fonte: www.ilgiorno.it

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Ci sono 2 commenti


08.45  di mercoled├Č 16/11/2011
scritto da  Bombardelli Michela
Complimenti signor Sindaco, ammiro la sua voglia di capire di scoprire cosa stia succedendo...... di esporsi, dato che tutti i politici riguardo questo argomento sono omertosi (atteggiamento vergognoso), stiamo parlando di minori...... E´ ora di togliere il potere ai servizi sociali e riconoscere che anche loro sbagliano rovinando famiglie su famiglie. Basta rendere figli orfani con genitori in vita............cerchiamo di capire cosa s´intende veramente avere le attitudini genitoriali??????? E´ possibile che una perizia ti condanni.....mettiamo fine una volta per tutte a questa dittatura a questo sistema che st├á rovinando la nostra societ├á. Vada avanti Signor Sindaco faccia valere i nostri diritti, i diritti di cittadini italiani che rispettano le leggi le quali per├▓ a sua volta non vengono rispettate in primis dalle istituzioni......grazie ancora Michela Bombardelli 347-9041922

10.51  di gioved├Č 03/11/2011
scritto da  Eleonora di Tu sei mio figlio
Grazie Sindaco, lei ├Ę veramente un esempio per i suoi colleghi meno attenti o addirittura non solo non chiedono di vederci chiaro ma, non vogliono proprio vedere...anzi!!!!!!
Un bel raduno di tutti i sindaci per confrontarsi su questa delicatissima tematica che ├Ę degna di sindaci attenti e sensibili ,come lei, anche dove reputano che va tutto bene, che tutto funziona perfettamente e che i servizi siano esemplari, ma senza mai interpellare le Famiglie, senza mai verificare le situazioni ,almeno, approfittando delle associazioni che danno il loro contributo a sostegno di quelle famiglie che proprio nei loro comuni,sono colpite dai disservizi e di cui noi associazioni dobbiamo aiutare in silenzio, senza MAI mettere in discussione il maleoperato di chi nel comune stesso"purtroppo" viene valorizzato spesso e volentieri dai loro stessi sindaci....


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