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Da Genova una sentenza (quasi) rivoluzionaria: tempi uguali, niente assegno

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Da Genova una sentenza (quasi) rivoluzionaria: tempi uguali, niente assegno
Tribunale di Genova

30/09/2011 - 14.02

Il tribunale di Genova ha riconosciuto che l'«affidamento condiviso perfetto» del figlio assolve di per sè gli obblighi di entrambi i genitori.. Anche se la decisione non avrebbe richiesto alcun accordo preventivo (il mantenimento diretto è legge dello stato, bellamente aggirata dai magistrati civili per mezzo della prassi illegale del domicilio prevalente), i giornali di oggi vendono la notizia in maniera roboante, quasi che si fosse aperta una nuova breccia di Porta Pia.

Papà c'è, desidera presente almeno quanto mamma, pertanto non deve pagare anche l'assegno di mantenimento. Questo prevede la norma. Sarebbe normale accettare una semplice richiesta prima ancora di prendere qualunque decisione: "voglio essere presente nella vita dei miei figli e voglio seguire la loro crescita tanto quanto la mamma". Basterebbe questa dichiarazione di intenti (e forse neanche quella...) per far passare la sentenza di Genova come una "non-notizia". E invece, nei tribunali, accade esattamente il contrario.

Dal "Giornale" apprendiamo che una mamma che aveva chiesto la separazione, aveva già ottenuto un assegno mensile di 200 euro per il mantenimento indiretto del figlio, poi portato a 250. Ma non le bastava, chiedeva di più. Ed ha perso anche quel contributo che aveva in precedenza. Di fronte alla quarta sezione civile, il papà si è limitato a far presente la situazione. Lui, cassintegrato e in mobilità, provvedeva già ad accudire il figlio per 15 giorni al mese, come da accordi con la ex moglie. Quando il bambino era con lui aveva tutto ciò di cui aveva bisogno. Esattamente come quando stava con la mamma. Tra l'altro, con i suoi 11.600 euro lordi di reddito annui, il papà faceva già l'impossibile, avendo almeno la fortuna di avere una casa di proprietà.

I giudici hanno accolto la tesi dell'avvocato del padre, sottolineando in sentenza proprio «la novità delle questioni trattate» nelle sue considerazioni. Una novità che peraltro sembrerebbe essere già chiara nella legge e nel codice civile. Ma che viene resa ancor più esplicita nel disegno di legge in corso di approvazione in Parlamento. «Ho puntato l'attenzione sull'articolo 155 del codice civile che chiede al giudice di tenere conto “della misura e del modo” in cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento del minore - spiega la sua linea il professionista genovese - Il “modo” è proprio quello del mantenimento diretto, cioè l'accoglienza del figlio nella propria casa. E che comporta anche la cosa più importante per un figlio, l'affetto e la vicinanza del genitore. Per questo la “misura” deve essere proporzionale al modo».

In altri termini: il papà provvede esattamente in parte uguale alla mamma al mantenimento, per la metà dei giorni. Pagare anche un assegno di mantenimento indiretto potrebbe addirittura rappresentare a favore della madre una «rendita parassitaria vietata dalla legge e dalla giurisprudenza di legittimità».

Il tribunale civile di Genova ha fatto propria questa interpretazione di par condicio tra i genitori. Lo stesso collegio che in corso di causa aveva già innalzato da 200 a 250 euro l'assegno di mantenimento, alla fine ha ritenuto che il padre svolgesse appieno il suo dovere già vivendo per 15 giorni al mese con il figlio. Tra l'altro questa decisione dell'«affidamento condiviso perfetto» era stata presa di comune accordo tra i genitori, visto che la madre doveva lavorare come commessa e non poteva tenere sempre il figlio con sè. Importante è anche la composizione del collegio giudicante, visto che accanto al presidente Alberto Haupt c'erano due donne, Alessandra Scarzella e Monica Parentini, che hanno applicato alla lettera quanto disposto dalla legge, introducendo in giurisprudenza un concetto che rafforza la parità di diritti e di doveri tra coniugi separati e confermando come il tribunale civile di Genova sia spesso all'avanguardia nelle proprie sentenze.

«Non solo la nuova legge renderà ancora più netto questo concetto - osserva l'avvocato Gian Paolo Vincenti Mattioli - In fondo il principio è già contenuto nella Costituzione e nel diritto naturale che comunque viene prima di qualunque altra fonte legislativa. La famiglia è infatti la prima società di diritto naturale e i doveri di entrambi i genitori sono considerati al pari dei loro diritti anche dalla carta fondamentale italiana».  

Vallo a dire ai giudici di Cassazione...


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


10.09  di venerdì 19/10/2012
scritto da  Diana
L´indiscutibile abilitĂ  e competenza professionale dell´avvocato che ha curato la parte del genitore, ha consentito il successo in udienza, e si spera nella vita del minore. Nel mio caso è il padre che ha totalmente dimenticato il minore ed è presente solo quando viene obbligato dai giudici. Complimenti all´avvocato!!!!

11.19  di giovedì 05/01/2012
scritto da  Mario 74
Era veramente ora che venisse riconosciuta (quando c´Ă¨) la presenza del padre. Dando ad un minore la presenza e la cura di entrambi i genitori e non attribuendogli solo l´obbligo del mantenimento facendolo sentire uno sponsor.

18.06  di mercoledì 05/10/2011
scritto da  Stefano
Massimiliano hai ragione .. sempre meglio gli estranei che il padre .. se chissa come mai sempre meglio i nonni materni che possono vedere i nipoti quando e come vogliono che quelli paterni che possono vederli solo quandi li vede il padre con conseguente erosione del giĂ  poco tempo a sua disposizione.
Ma non diciamo niente di nuovo .. purtroppo
speriamo solo che una sentenza del genere, seppure una semplice sentenza di un tribunale, possa essere un valido precedente per apripre gli occhi a chi continua a sostenere che il genitore di riferimento deve sempre essere la madre !

Per Massimo .. grazie per l´augurio ... e credimi so bene di sbattere contro un muro di gomma ma per me ogni secondo "perso" per garantire a mia figlia questo inalienabile diritto ( avere DUE genitori ) non è sicuramente tempo perso .. forse ci perdo in salute quello si !

PS. per i gestori del sito: perchè non richiedete l´indirizzo di email di chi posta i commenti ? per noi "padri disperati" potrebbe essere utire metterci in contatto e magari essere contattati da voi.

04.19  di martedì 04/10/2011
scritto da  Massimo Rosini
@Stefano Caro Stefano perdi tempo. non c´Ă¨ peggior sordo di chi non vuol sentire ....Comunque in bocca al lupo!

18.23  di lunedì 03/10/2011
scritto da  Massimiliano
Diciamo una buona notizia, ma mi sorge un dubbio....
Se non ci fosse stato l´accordo preliminare che il figlio restasse 15g con il padre perchè la madre lo ha concesso, la sentenza avrebbe mai stabilito che l´affidamento doveva essere paritario prima nei tempi e poi nei soldi?
Io scommetterei di no...
Anche se la donna lavora, il figlio viene collocato da lei, e non
si tiene conto del fatto che poi venga lasciato alla scuola (cosa
buona e giusta) ma purtroppo anche a babysitter, parenti della madre. Se il padre dice...ci voglio stare io...la risposta è no....
no...no....meglio gli estranei e tutti gli altri parenti....il padre...per ultimo.....


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