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Le sentenze della Cassazione in materia di Famiglia. Una deriva golpista contro i cittadini ?

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Le sentenze della Cassazione in materia di Famiglia. Una deriva golpista contro i cittadini ?
Corte di Cassazione

26/08/2011 - 13.04

La Malagiustizia Familiare è un vero esercito, che si muove attraverso precise strategie e dislocazione di truppe di aria e di terra. Le decisioni vengono prese all´interno di un consesso di attempati generali della giustizia chiamati affettuosamente "ermellini", per via di un grazioso abito togato con il quale essi si pavoneggiano in strane riunioni collegiali.

Questi moderni militari della dea bendata (è proprio il caso di dirlo...) sottostanno, in tutta evidenza, al volere di poche "menti raffinatissime" - come diceva il compianto Falcone, giudice ma eroe e, pertanto, morto ammazzato) che hanno dettato la strategia: controllo delle masse tramite il dis-equilibrio tra i generi, compensazione storica della (ormai solo presunta) discriminazione lavorativa femminile con un abbondante diseguaglianza in campo familiare a danno degli uomini, creazione di un secondo welfare che pesa tutto sulle spalle dei lavoratori di sesso maschile.

Ad annebbiare il tutto, una buona e costante dose di "panem et circenses" per il popolo, che segue con pruriginosa curiosità gossip e non-notizie sul mondo. La migliore arma di questo esercito ? La polverizzazione della Questione Familiare, frammentata com´è tra milioni di cittadini che non si parlano. Il migliore alleato ? La stampa, che ubbidisce con un complice silenzio sul problema. Testate nazionali, case editrici, magazine...Tutti ossequiosi e pronti a coprire le notizie.

La Cassazione rientra a pieno titolo, e con grandi (de)meriti conquistati sul campo, in questo grande esercito della bugìa. Non sorprende, pertanto, il combinato-disposto di due sentenze molto recenti (giugno e luglio 2011), nelle quali, da un lato, si sancisce che, in quanto a mantenimento della prole, per il genitore-madre "non collocatario" (le virgolette sono d´obbligo, data l´evidente illegalità di questa definizione) è sufficiente l´impegno economico insito nella ospitalità dei figli durante i tempi di permanenza a loro dedicati e, dall´altro, si dispone che il maggior tempo dedicato dal genitore-padre ai bambini non ha alcuna valenza economica.

Approfondendo l´esame di questa ultima sentenza (n. 15566 depositata il 14 luglio 2011), la prima sezione civile ha stabilito che l´assegno di mantenimento in favore dei figli minori non può essere ridotto in relazione al tempo che il bambino passa presso il padre (o la madre non affidataria, a seconda dei casi). Infatti, l´assegno va stabilito tenendo conto della situazione economica dei genitori e delle esigenze del minore, ritenendo in relazione all´importo stabilito ininfluenti le modalità di visita e di soggiorno presso il genitore "non collocatario".

Nota di servizio: la Cassazione formalizza (e non è la prima volta) un concetto che il Legislatore non ha mai voluto nè scrivere nè intendere, e cioè quello di decidere prioritariamente la collocazione dei bambini.

Ritornando alla sentenza, il genitore ricorrente aveva lamentato la violazione dell´art. 155, comma 4 cod. cvi., per non avere la Corte di merito valutato l´aumento del tempo di permanenza del minore presso il padre da essa stabilito, che avrebbe dovuto comportare una diminuzione dell´assegno stabilito in primo grado. ("Dica la Corte - si legge dalla sentenza di legittimità - se viola l´art. 155, comma 4, n. 3, cod. civ. la sentenza del giudice di merito che, nella determinazione della misura dell´assegno, non tenga conto dell´incremento dei tempi di permanenza del minore presso il genitore onerato dell´assegno"). Rigettando il ricorso, la Corte ha invece stabilito che l´assegno di mantenimento non può essere rapportato al tempo che il minore passa con il genitore non affidatario ma va rapportato alle esigenze del minore e alla situazione economica, ribadendo che le esigenze di visita e di soggiorno sono ininfluenti per calcolare l´assegno medesimo.

E che dire delle continue conferme sul reato di stalking, recentemente promosso a "misura d´urgenza", tale che per l´ammonimento non è necessario neanche il contraddittorio e sono sufficienti anche due presunti episodi di persecuzione ?

Cosa dire delle misure di welfare aggiuntivo e di genere, ormai neanche tanto occulto, che la Cassazione alimenta con sentenze tanto ridicole (il coniuge disoccupato deve comunque mantenere la famiglia separata grazie alle sue "potenzialità reddituali") quanto dannose ? E, a contrario, cosa aggiungere di fronte alla sentenza n.15565, sezione Prima, del 14-07-2011, secondo la quale, laddove le condizioni della separazione personale dispongano l’affidamento dei figli a entrambi i genitori, con collocazione abituale presso il padre e diritto-dovere della madre di avere presso di sé i figli secondo determinate modalità, quest’ultima può ben essere esentata dal versamento di un contributo economico in favore dell’altro, in quanto prestazione ulteriore rispetto all’assolvimento del mantenimento diretto dei figli quando sono presso di lei, nell’ipotesi in cui ella si trovi in una situazione economica che non le consente alcun esborso, a nulla rilevando la sua potenzialità reddituale ?

Concludendo: la Cassazione sembra nemica della pace, esattamente come tutti gli eserciti in guerra. La toga è la loro divisa. 

Le stellette ? Stanno tutte nello stipendio.. 


Fonte: Redazione

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Ci sono 9 commenti


15.13  di lunedì 05/09/2011
scritto da  Massimo Rosini
Le "perle" della Cassazione non finiscono qui (ovviamente). Con una recentissima sentenza del Luglio 2011 codeste raffinatissime menti, hanno concluso che un uomo è "mammone" perchè abitava in un appartamento attiguo a quello dei genitori dopo la separazione addebitata alla moglie! Essendo mammone e per giunta conflittuale con la ex niente "condiviso"! Se c´Ă¨ conflittulaitĂ  il "condiviso non può esserci! E che dire della sentenza che obbligava manco a dirlo l´uomo non affidatario a pagare spese straordinarie decise unilateralmente dalla ex in quanto le decisioni prese non riguardavano questioni "rilevanti" per l´educazione dei figli! incommentabile senza incorrere nel reato di Vilipendio (o peggio).

Concludo invitando il signore della prima sentenza a consolarsi per quanto possibile: tra affido condiviso ed esclusivo non c´Ă¨ gran differenza come tutti sappiamo ...

10.02  di lunedì 29/08/2011
scritto da  Giorgio
Leggo quotidianamente, i post di adiantum.it , nella speranza di trovare un giorno un anteprima su un cambiamento delle cose, ma troppo spesso trovo informazioni che sempre di piĂą evidenziano che niente mai cambierĂ  in italia, curioso anche il fatto che il parlamento dovrebbe rappresentare la volontĂ  del popolo, ma anch´esso ha i paraocchi, nel tentativo evidente di difendere il volume d´affari di tanti avvocati.
Non sono un avvocato e non so se le palesi violazioni della Cassazione siano in qualche modo appellabili, dobbiamo solo sperare nel ceco parlamento

07.05  di lunedì 29/08/2011
scritto da  PerchĂ©?
I fatti sono davanti agli occhi di tutti.

Ma perché certa magistratura italiana ha scatenato questa guerra contro i padri e contro le famiglie? Che ci guadagnano?

Distruggere le famiglie e la proprietà privata per via giudiziaria è la loro ideologia Marxista-femminista?

00.55  di lunedì 29/08/2011
scritto da  Pino FALVELLI
Caro Roberto un barlume di speranza c´ è. E´ la responsabilitĂ  civile e diretta per tutti i legali ed i magistrati che dovrebbero rispondere per le proprie malefatte come tutti gli altri cittadini. Da tempo sostengo che occorre creare un nuovo "Movimento", completamente autonomo ed indipendente da tutti gli attuali partiti politici, in modo da portare in Parlamento quanti piĂą nostri rappresentanti possibili in modo da riuscire a cambiare la legislazione vigente in materia di separazioni/divorzi.Nessuno meglio di chi ha vissuto in prima persona certe problematiche può comprenderle e battersi civilmente per rimuoverle in piena obbiettivitĂ . Mi piacerebbe che tale Movimento si chiamasse "Famiglia e SocietĂ ". Inoltre, occorre creare un comitato promotore per riproporre subito il referendum per la responsabiltĂ  civile e diretta dei magisrati con conseguente abolizione della legge Vassalli. Per fare questo occorre impegno ed unitĂ  da parte di tutti i separati che hanno subito e sono stati vittime della malagiustizia ( in Italia sono diversi milioni ). Ciò, comunque, non è semplice perchè ci sono troppi interessi che ruotano intorno alle separazioni e che non si vogliono toccare (basti pensare che per una separazione si possono arrivare a spendere anche ben oltre le centinaia di migliaia di euro di spese legali/giudizarie).-

23.00  di venerdì 26/08/2011
scritto da  Roberto
I fatti sono aberranti. Inconcepibile e assurdi. Indegni di un paese civile quale dovremmo essere.
Ma il punto è, cosa si può fare per rovesciare questo sistema e tornare alla civiltà?
L´esercito descritto è forte e sembra imbattibile.
Ci si deve solo rassegnare a subire la sconfitta?
E´ disarmante la potenza e il potere che hanno. E´ disarmante accorgersi ogni giorno che è impossibile cambiare le cose.
Profonda tristezza ed amarezza...
Vorrei tanto trovare un barlume di speranza. C´Ă¨? Dove?


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