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TdM di Bologna: trasferiti i due giudici dissidenti contro la prassi che vessa i genitori

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TdM di Bologna: trasferiti i due giudici dissidenti contro la prassi che vessa i genitori
Bologna, tribunale minorile

11/08/2011 - 10.14

Il presidente del tribunale dei minori, Maurizio Millo, ha trasferito i due giudici "dissidenti" secondo i quali in Tribunale da anni è in uso una prassi nociva per cui i giudici, nei casi di famiglie problematiche, prendono provvedimenti provvisori (non appellabili) con cui limitano la potestà dei genitori, dando poi una delega in bianco ai servizi sociali per controllare la situazione. I magistrati Starzani e Morcavallo che avevano denunciato la situazione son o stati oggetto di tresferimento da parte del presidente che cerca così di insabbiare una questione che allarma non solo alcuni occupanti delle stanze del palazzo di giustizia, ma soprattutto la pubblica opinione ed i genitori bolognesi in attesa di giudizio ed i papà e le mamme di tutta l'Italia.  

In realtà, ciò che è successo nei mesi scorsi nel Tribunale bolognese è qualcosa di un po’ più complicato rispetto a quello che è passato sui giornali, cioè la lite fra il presidente e due colleghi ‘rompiscatole’, cui il Csm ha dato torto. Quello che è successo, in realtà, è lo scontro fra due modi di concepire la giustizia minorile. 

Da una parte, gli ‘eretici’ Stanzani e Morcavallo, secondo i quali in Tribunale da anni è in uso una prassi nociva, per cui i giudici, nei casi di famiglie problematiche, prendono provvedimenti provvisori (non appellabili) con cui limitano la potestà dei genitori, dando poi una delega in bianco ai servizi sociali per controllare la situazione. Il tutto senza sentire entro pochi giorni mamma e papà, come invece (secondo Stanzani e Morcavallo) imporrebbe il principio del contraddittorio. La prima udienza è invece fissata a 6-8 mesi. 

Questi decreti provvisori, poi, vengono prorogati e, di fatto, durano anni. Di proroga in proroga, i figli crescono e i genitori invecchiano, sotto il controllo-minaccia dei servizi sociali, che invece di assistere le famiglie diventano per loro una fonte di paura (paura che vengano tolti i figli). In alcuni casi-limite, questa situazione dura davvero tanti anni, senza che si arrivi mai a una definizione. Senza contare il potere sempre crescente dei giudici non togati, psicologi ed educatori. Morcavallo e Stanzani, invece, hanno tentato di invertire la tendenza, riesaminando i casi pendenti e, sentite le parti, facendo decreti motivati. Cosa che, a loro dire, i colleghi nella maggior parte dei casi non fanno. 

La versione del presidente Millo è però ben diversa: «Le parti vengono sempre sentite — spiega — e la natura stessa del procedimento minorile impone tempi lunghi per valutare se le soluzioni decise dal giudice producano sulla famiglie gli effetti sperati». Il caso è finito al Csm, Stanzani e Morcavallo hanno avuto la peggio e sono stati trasferiti. Da pochi giorni hanno preso servizio a Modena. Stanzani è un giudice esperto, è stato presidente di sezione e per lui il Csm aveva in serbo un trasferimento per incompatibilità ambientale (non disciplinare). Allora l’interessato ha chiesto di essere trasferito. Morcavallo, al contrario, è poco più che trentenne. Bologna era uno dei suoi primi incarichi. Per lui il Csm ha aperto un procedimento disciplinare e chiesto (evento piuttosto raro) il trasferimento cautelare. 

Sia Stanzani che Morcavallo hanno presentato un esposto alla Procura generale della Cassazione sulla situazione del Tribunale dei minori di Bologna. LE DUE visioni diametralmente opposte avevano creato un clima di tensione in Tribunale, con camere di consiglio infuocate. Due i casi simbolo: quello del piccolo Devid Berghi, il bambino morto di freddo in piazza Maggiore, per il quale Millo aveva preso la decisione provvisoria di sospendere la patria potestà ai genitori ma Morcavallo, nella successiva camera di consiglio, ha messo in minoranza il presidente e la potestà è stata ripristinata. 

Ancora più eclatante l’altro caso, relativo a una bambina che oggi ha 11 anni. L’avvocato dei genitori della piccina, Rita Rossi (ADIANTUM Bologna), ha denunciato il presidente del collegio (uno dei sei giudici dell’ufficio) per falso materiale e ideologico e abuso d’ufficio. Questo perché il giudice avrebbe, secondo le accuse, violato la procedura esautorando in modo irregolare il collega relatore, cioè Morcavallo, facendo sparire dal fascicolo la ‘minuta’ firmata dallo stesso Morcavallo e scrivendo di proprio pugno il decreto. La replica di Millo: «Il presidente del collegio si è avvalso di un potere previsto dalla legge. Quando il relatore stende le motivazioni in modo diverso rispetto alla decisione del collegio, il presidente assume ruolo di estensore della sentenza. La ‘minuta’ di Morcavallo non aveva più alcuna rilevanza». 

Cos'altro aggiungere se non l'indignazione per come funzionano ancora oggi alcune sezioni dei tribunali italiani? Una vicenda che sarebbe passata sotto silenzio e che coinvolge, stavolta, due magistrati che avevavo capito che la tutela dei diritti dei minori e dei loro genitori viene molto prima di qualsiasi meccanismo o prassi per quanto consolidata o, per meglio dire, "comodista".


Fonte: Mauro Alcamisi

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Ci sono 6 commenti


15.57  di mercoledì 03/07/2013
scritto da  Sannino
Per una parte sapere che ci sono magistrati che stanno dalla parte della gente è un gran motivo di conforto, perché da noi in generale la giustizia non è affatto tutelata; per un´altra parte appare davvero sconfortante constatare che, se si trattano così le nostre famiglie, i nostri figli, figuriamoci come sarà la giustizia negli altri settori.
Questi magistrati che tengono diritto il diritto e giusta la giustizia si meritano molto e dobbiamo tutti ringraziarli ed esserli solidali.

19.32  di venerdì 02/09/2011
scritto da  rita rossi
Il ´bello´ è che il fascicolo in cui si è perpetrato l´abuso del giudice da noi denunciato ora non ha più il giudice relatore (Morcavallo trasferito) e nella porta del Tribunale per i minorenni hanno scritto di avere pazienza; l´invito è rivolto a quelle decine, centinaia di cittadini che dovranno attendere chissà quanto tempo prima che siano sttai rimpiazzati i giudici ´allontanati´. Così,si attua la giustizia a favore dei cittadini. Chiedo ad Adiantum di assumere tute le iniziative possibili perchè la verità venga a galla e la giustizia vera trionfi.
Rita Rossi

20.32  di martedì 16/08/2011
scritto da  Sal
Veramente Due magistrati che fanno onore alla magistratura e poi non diciamo che c´Ã¨ una regia occulta dietro la malagiustizia famigliare.........

20.07  di martedì 16/08/2011
scritto da  Antonello1
Non capisco per quale motivo si scrive di provvedimenti provvisori non appellabili. Io l´ho fatto; dopo nove (dico nove)mesi di attesa a seguito di una CTU che ha dato risultati non preventivati dalla giudice che ha applicato il solito affidamento condiviso a 11 ore settimanali, era stato emesso un provvedimento provvisorio vergognoso dove sono state omesse tutta una serie di responsabilità della madre del bambino ben evidenziate nella relazione dello psicologo. Al provvedimento ho fatto immediato ricorso in Corte d´Appello e da circa due anni (con un bimbo di appena quattro anni) ho ottenuto l´affidamento condiviso al 50% con giorni della settimana ben distribuiti e settimane alterne per l´intero periodo estivo. Il bambino è felicissimo, vive con naturalezza l´esperienza di due genitori divisi in abitazioni diverse. Gode di due case diverse con la sua camera in ognuna di esse, con i suoi spazi e soprattutto gode di due genitori che per quanto non si possano sopportare, amano lui e lo curano appena sono con lui. Forse gode di più attenzioni di un bambino che vive una condizione familiare unita. L´unico neo in tutta questa storia sta nel fatto che nonostante tutto non potevo ottenere la ragione totalmente, almeno per la Corte d´Appello, e quindi l´obolo alla genitorialità piena dovevo pagarlo: continuo a pagare un mantenimento che per assurdo anzichè diminuire in proporzione ai tempi è inversamente aumentato. Prima pagavo €. 250,00 mensili da due anni ne pago €. 400,00. Inutile dire che il mio stipendio non è minimamente aumentato. Questa si che è giustizia. Sto pagando per fare il padre. Oppure pago per avere mio figlio. Non so bene come interpretarlo ma una cosa è certa, a parer mio i magistrati interessati hanno perso una buona occasione per far bene il loro lavoro. Amministrare la giustizia in modo obiettivo, senza pregiudizi e liberi da condizionamenti ideologici. Peccato.

14.57  di lunedì 15/08/2011
scritto da  bevilacqua roberta

che schifo che vergogna



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