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Basiglio, parla un ex assistente sociale che ha scatenato tutto: lo rifarei

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Basiglio, parla un ex assistente sociale che ha scatenato tutto: lo rifarei

07/08/2011 - 14.28

Non si era ancora spenta l'eco della assoluzione di chi aveva causato l'allontanamento ingiustificato dei due fratellini di Basiglio, quando ecco che alcuni organi di informazione hanno dato spazio alla assistente sociale che segnalò il falso abuso al tribunale minorile, scatenando così l'inferno che si aprì per una intera famiglia.

Perseverare è diabolico, si dice. "Lo rifarei", in buona sostanza ha dichiarato al Giornale l'ex operatrice prima incriminata per violenza privata e poi incredibilmente assolta insieme ad una insegnante e alla preside della scuola. «Quando è arrivata la segnalazione su quei disegni la prima cosa che abbiamo pensato io e lo psicologo della scuola è stata: “Tuteliamo i bambini”. Ed è per questo che abbiamo chiesto che il tribunale dei minori intervenisse: per poter chiarire la vicenda e salvaguardare i due fratelli".

Peccato che nessuno di loro si preoccupò, in quei frangenti, di verificare la paternità del disegno, prodotto in tutta evidenza da una mano differente (peraltro di una bambina un pò più grande in età). Sarebbe stato sufficiente confrontare il disegno incriminato con quelli realmente fatti dalla bambina ma, si sa, la superficialità e il pressapochismo sono una nota caratteristica di molti assistenti sociali.

Dal Giornale, riportiamo uno stralcio dell'intervista (per la lettura integrale, cliccare qui), piena zeppa di circostanze ancora tutte da dimostrare.

Lei di cosa fu accusata esattamente?

«Il ragazzino raccontò che, mentre era in comunità, io avrei tentato di estorcergli una confessione. Del tipo: “se tu mi dici la verità, e cioè che facevi sesso con tua sorella, torni a casa altrimenti rimarrai qui a lungo”. Una menzogna bella e buona. Che qualcuno ha cercato di enfatizzare anche rimaneggiando il diario che il 13enne teneva in comunità».

Il diario? Ci spieghi.

«Alla fine di ogni pagina già scritta dal ragazzo, sono state fatte delle aggiunte posteriori. Le hanno fatte scrivere a lui, al minore, ma è chiaro che le ha inserite dopo il suo soggiorno in comunità: la grafia, completamente differente, parla chiaro! Queste frasi “posteriori” sono tutte a piè di pagina, dove c’era l’unico spazio libero. E riguardano solo ed esclusivamente il mio operato in senso negativo. Nel testo scritto in comunità, infatti, il ragazzo non mi accusa mai. Con lui avevo un buon rapporto: mi telefonava per chiedermi quello di cui aveva bisogno, addirittura mi chiamava perché gli portassi la consolle del Game Boy! Lo so che per lui non è stata un’esperienza piacevole, ma era doveroso fare dei chiarimenti: io la penso ancora così».

Quindi rifarebbe tutto quel che ha fatto?

«Assolutamente sì».

Pare che la richiesta di un game boy sia sufficiente, per la giovane operatrice vogliosa di protagonismo (sulla pelle altrui), a discolparla di ciò che ha fatto. L'unica vera soddisfazione per la famiglia di Basiglio, dopo l'ingiustizia subita, è che la fantasiosa ex assistente sociale sia, appunto, una ex assistente sociale.

Ne siamo lieti anche noi.


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


14.03  di mercoledì 17/08/2011
scritto da  Paracelsus
E´ grave che l´ex-SS non si sia resa conto dei danni che ha provocato! Allora mi domando: era una dei tanto rinomati "esperti"? Era un "esperto" dell´infanzia? Chi le aveva dato la "licenza di far danni"? A cose fatte, siam tutti capaci di confermare che la ex-SS ha sbagliato, ma ora a bocce ferme, chi è il genitore che avrebbe ancora fegato di affidare suo figlio/a alle "cure" di una SS? Anche il numero 114, a cui risponde l´osservatorio infanzia, proclama di far affidamento sulle SS, e allora? Gira e rigira, si va sempre a cadere sulle strutture pubbliche, o perchè incaricate, o perchè si confida che funzionino...salvo errori. Bella panzana!
Penso invece che sia necessario cambiare rotta: non si dia più alcuna fiducia negli operatori "esperti" di psicologia infantile, perchè le basi su cui operano non sono scientifiche, non sono condivise a livello scientifico e rivelano spesso cantonate micidiali. CIò che non è scientifico e tecnico spesso è panzana, ciarlatanata!
Facciamola finita con gli operatori SS! Le loro ALCHIMIE non fanno parte di una società evoluta! L´alchimia, la confabulazione fantasiosa della SS che si trasforma poi tragicamente in un dispositivo di allontanamento del minore dai genitori è una ciarlatanata! Al pari del Borri, alchimista, sedicente guaritore, esoterico, altrimenti noto come il gran Coglionatore!
Propongo che Adiantum stili una black list dei "gran coglionatori" del XXI secolo, ovvero dei sedicenti "esperti" delle nostre ASL, delle SS e delle CTU!
FInchè non avremo il coraggio di dire che la maggior parte dei luoghi comuni delle SS sono ciarlatanate e gran coglionerie, non ne usciremo! E i tribunali faranno sempre affidamento sulla loro "esperienza".

09.07  di mercoledì 10/08/2011
scritto da  Luca R. B.
Concordo con il commento precedente. L´avvocato Gassani si è spinto molto avanti nell´auspicare misure punitive per i colleghi che collaborano alla fabbricazione delle false accuse. Ma questi sono solo auspici. Facciamogli questa domanda. C´Ã¨ in tutta la storia dell´avvocatura un solo caso di avvocato che abbia avuto qualche minimo problema dalla sua "consulenza" nella fabbricazione delle false accuse? Sono pronto a scommettere che la risposta è no! Allora è inutile pinagerci sopra. Siamo di fronte ad una categoria di killer con licenza di uccidere, nessuna meraviglia che i loro servizi vengano regolarmete appaltati. Anzi, c´Ã¨ da meravigliarsi che le false accuse siano così poche.

08.55  di martedì 09/08/2011
scritto da  Separato portato alla rovina dalle false accuse
Aggiungo: Trovo ancora più grave che a volte le false accuse vengono fabbricate con l´ ausilio di qualche avvocato che non sarà mai chiamato a rispondere, neppure davanti all´ evidenza dei fatti. E´ uno schifo !

14.41  di lunedì 08/08/2011
scritto da  Luca R. B.
Come mai quando a formulare le false accuse è uno dei genitori non c´Ã¨ tutta questa indignazione sulla stampa?

A me sembra molto più grave che sia un genitore a manipolare il bambino. Però non ci sono quasi mai casi in cui, verificato che le accuse erano false, il genitore venga poi processato.

Almeno nel caso di Basiglio gli operatori si sono dovuti difendere davanti al giudice.

Ben pochi genitori invece pagano le conseguenze delle loro iniziative sconsiderate. Ecco perchè le false accuse sono sempre più diffuse, sono ritenute "a costo zero".


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