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Ipoteca su un immobile del coniuge: la tutela del mantenimento si spinge fino ad un vero esproprio

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Ipoteca su un immobile del coniuge: la tutela del mantenimento si spinge fino ad un vero esproprio

05/08/2011 - 10.42

Sembra paradossale, ma a seguito della sentenza di separazione anche l'iscrizione dell'ipoteca a garanzia di un prestito o mutuo su un immobile di proprietà dell'ex coniuge diviene possibile. e' L’art.156 c.c. che attribuisce alla sentenza di separazione la forza di titolo per iscrivere ipoteca giudiziale.   Art. 156. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi. Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato. Resta fermo l’obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti. Il giudice che pronunzia la separazione può imporre al coniuge di prestare idonea garanzia reale o personale se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi previsti dai precedenti commi e dall’articolo 155. La sentenza costituisce titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale ai sensi dell’articolo 2818. In caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di essa venga versata direttamente agli aventi diritto. Qualora sopravvengano giustificati motivi il giudice, su istanza di parte, può disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti di cui ai commi precedenti.   

La disposizione riconosce, dunque, una forma di garanzia a favore del coniuge al quale in sentenza o col verbale di separazione consensuale sia stata riconosciuta una forma di mantenimento, per sé solo o anche per i figli. Il punto dolente della disposizione è costituito dalla circostanza che la facoltà di procedere all’iscrizione ipotecaria prescinde da un inadempimento del coniuge obbligato, essendo rimessa alla discrezionale scelta dell’altro coniuge che legittimamente potrebbe, il giorno dopo il provvedimento, trascrivere il vincolo su un bene immobile dell’ex coniuge.

Non rari sono, infatti, atteggiamenti del genere che, se da una parte sono motivati con la volontà di garantirsi i futuri adempimenti degli obblighi di mantenimento nascenti dalla separazione, dall’altro sono mal tollerati dall’altro coniuge che, pur adempiente a tali obblighi, si trova un proprio bene soggetto al vincolo dell’ipoteca. La giurisprudenza qualifica come perfettamente legittima e non riprovevole la condotta della moglia che proceda alla detta iscrizione al solo fine di tutelarsi, senza che ci sia un inadempimento del marito.

Recente il caso di un marito che, pur in regola col versamento dell’assegno di mantenimento, si è trovato l’ipoteca sulla quota di immobile pervenutagli per successione in comunione con altri familiari, immobile che era stato promesso in vendita, e dunque ostaggio della ex moglie che subordinava la cancellazione alla costituzione di idonee garanzie per l’adempimento delle obbligazioni future. Così facendo la signora stava facendo sfumare la possibilità per i familiari dell’ex coniuge di trasferire il bene ad un prezzo ritenuto vantaggioso, facendo loro rischiare anche le conseguenze di una violazione dell’impegno assunto col preliminare di vendita (restituzione del doppio della caparra).

Ebbene, va detto che alla rigida posizione assunta dalla moglie non è possibile nemmeno reagire con un ricorso d'urgenza ex art.700 c.p.c. in quanto il provvedimento che ne scaturisce non è tra quelli annoverati dall’art.2818 c.c. idonei a far cancellare l’ipoteca, per cui è necessaria una sentenza passata in giudicato. Questa situazione ha costretto il marito, per quieto vivere coi propri familiari desiderosi di perfezionare la vendita, a dover cedere alle richieste dalla ex moglie e a vincolare una congrua somma per il mantenimento a venire. Infatti, scartata l’ipotesi del ricorso d’urgenza (700), le note lungaggini della Giustizia mal consigliavano l’instaurazione di un ordinario giudizio per ottenere la tanto sospirata cancellazione, ch mai sarebbe arrivata nei tempi previsti dal preliminare di vendita.

La facoltà riconosciuta dal 6° comma dell’art.156 c.c., pur se rispondente ad una esigenza del coniuge debole degna di tutela, andrebbe riequilibrata nel senso di consentirne l’esercizio solo in presenza di un comprovato pericolo di successivo inadempimento. E’ il caso, ad esempio, del marito che, privo di reddito e di altri beni immobili, intenda attraverso la vendita sottrarre l’unico bene alla garanzia del credito. In tal modo si eviterebbero distorsioni ed usi impropri della normativa che non favoriscono i rapporti, già di per sé difficili, tra ex coniugi. Tra l’altro, si consideri che la stessa norma prevede la facoltà di procedere a sequestro dell’immobile solo “in caso di inadempienza” del coniuge obbligato. (m.a.)

C'è da dire che, in materia di separazione, l'assegnazione della casa coniugale è quasi un fatto irreversibile, e questo fa il paio con la graniticità con cui la magistratura civile si ostina a violare la legge applicando la vecchia giurisprudenza ante L. 54/2006. Tale stato di cose, di conseguenza, produce in capo al coniuge che esce da casa, quand'anche proprietario o comproprietario dello stesso immobile, una sorta di esproprio di fatto che, a ben vedere, è inaccettabile.

Da più parti lo si comincia a chiamarlo "Welfare occulto", un sistema nel quale lo Stato si sottrae ai propri compiti sociali (sostegno alle categorie più deboli, maggiore spesa sociale, agevolazioni su tasse e imposte e altro) per scaricare tutto sui cittadini di un solo genere, i quali vengono costretti a "sostituirsi" allo Stato effettuando una sorta di prestito irredimibile, con scarse cedole di interesse affettivo, a favore dell'altro genere. La tecnica, peraltro, è subdola: si spinge a concentrarsi sulla questione dell'affidamento dei bambini - dai più visto come il problema emotivamente più coinvolgente - e ci si distrae dalla questione dell'abitazione, con la quale poi si fanno i conti per tutta la vita da ex. 

Qualche anno fa, alcune associazioni di genitori separati manifestavano in piazza distribuendo volantini che, con stile provocatorio, invitavano la gente a non contrarre matrimonio, per tutelare il proprio futuro individuale, in base al concetto che "in Italia sposarsi non conviene".

Ebbene, come dargli torto ?


Fonte: Redazione - raffaeleboccia.it

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Ci sono 7 commenti


15:09  di sabato 20/01/2018
scritto da  francesco
Esiste anche accidentalitÓ della conoscenza della ipoteca. Molti ex cadono infatti nell´errore di promettere in vendita senza saper che Il bene e´ stato ipotecato dalla.signora. Nessuno e´ tenuto ad avvisarvi E questo il fatto pi¨ strumentalizzante. Quindi andrete in. rovina e trascinati in altro.contenzioso..l´ipoteca pu˛ essere scritta semplicemente con una sentenza di condanna senza insolvenza e senza che la stessa sentenza lo preveda. In poche parole lo saprÓ.solo la.signora e l´avvocato della.signora..non lo saprÓ mai il.vostro avvocato neppure il giudice. Se ne dimentica anche la stessa agenzia delle.entrare che ne sta ricevendo milioni in procedura automatica..intanto una famiglia acquirente pu˛ restare in mezzo ad una strada e guardandovi nella compassione potrebbe non avendo pi¨ nulla su cui attaccarsi rinunciare a distruggervi. E´ una questione di ordine pubblico e sicurezza pubblica.
.

14:53  di lunedý 07/09/2015
scritto da  pato
Attenzione, le svariate sentenze non citano mai se l´ex coniuge si Ŕ risposata, non citano mai se i figli sono maggiorenni e non hanno voglia di darsi da fare , es: seguono la scuola senza profitto, fumano le sigarette, stanno fuori al bar, e intanto il padre paga? Ci sono sentenza che iniziano a produrre giustizia, forse perchÚ anche i magistrati si separano.

15.13  di domenica 07/08/2011
scritto da  Raffaele Bottacchi
Ha ragione "non capisco", in attesa del mantenimento diretto (che c´├Ę gi├á vero????!!!) fate immediatamente sparire l´articolo da ADIANTUM ├Ę troppo pericoloso e controprucente per tutti gli associati. Un´altra cosa, le vere battaglie si fanno per├▓ con la faccia, vogliamo mettere i nomi ed i cognomi ragazzi? perfavore! altrimenti sembra che abbiamo paura! ma di cosa,che peggio di cos├Č non pu├▓ andare, stiamo lottando per questo no?
Ciao amici

07.57  di domenica 07/08/2011
scritto da  Non capisco
Una persona pu├▓ ipotecare un immobile di propriet├á altrui?? A quali condizioni? Che sia una donna e abbia avuto in affidamento i figli cio├Ę l´immobile?

Vi chiedo di censurare immediatamente questa notizia: se le avvocate femministe la leggono, scoppia un´altra bolla immobiliare.

Altrimenti, se vogliamo darci la zappa sui piedi, vi dico quale legge consente ad una mantenuta di levare all´ex-marito anche il passaporto e costringerlo a pagare avvocati per riaverlo...

12.39  di sabato 06/08/2011
scritto da  Salvatore Garofalo
Da anni sostengo che ├Ę stupido sposarsi(almeno per quanto riguarda gli uomini)stante le devastanti conseguenze che si subiscono allorquando interviene la separazione/divorzio coniugale. Fino a quando lo Stato non interverr├á drasticamente e con misure atte a tutelare tutti i componenti della famiglia ├Ę meglio stare molto lontano dal matrimonio. Non capisco le coppie di fatto etero o omosessuali che siano che vogliono vedere riconosciuti dallo Stato la loro condizione. Capiranno a loro spese che sarebbe stato meglio lasciar perdere codesta lotta, in quanto il legislatore addosserebbe loro solo obblighi. Quel che affermo si ├Ę percepito qualche anno addietro quando iniziarono i lavori in Parlamento per le coppie di fatto. Il tenore della legge era tutto incentrato in un lungo elenco di obblighi, doveri e somministrazione di denaro lasciando come al solito tutto il resto fuori dalla porta. E´ il solito vizio all´italiana. State molto attenti amici, attenti alle rivendicazioni, c´├Ę il rischio di un´ammucchiata di leggi e di interpretazioni giudiziarie delle stesse che potrebbero distruggere la vostra libert├á individuale.


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