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Giudici della Cassazione, che vergogna ! - di Fabio Nestola

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Giudici della Cassazione, che vergogna ! - di Fabio Nestola
Corte di Cassazione

16/07/2011 - 09.44

Secondo la suprema corte di Cassazione (sentenza 15565/11) il coniuge separato che vive con mezzi modesti può assolvere ai suoi obblighi di genitore offrendo ospitalità ai figli senza dover pagare l'assegno di mantenimento. Così decidendo, la Corte ha bocciato il ricorso di un abruzzese separato dalla moglie nell’aprile 2006, padre di due ragazzi, che chiedeva di ripristinare il mantenimento anche a carico della ex consorte in favore dei figli. 

La risposta dei giudici è stata che «il mantenimento cui ciascun genitore è tenuto verso i figli, può ritenersi assolto dal genitore dotato di reddito proprio con cui i figli non convivono, mediante gli adempimenti connessi all’ospitalità da parte dello stesso genitore non convivente in occasione del diritto di visita».

Che vergogna!

Come si può definire diversamente un tale scempio del Diritto? Due pesi e due misure, come troppo spesso accade nel nostro Paese. Visto che chi dovrebbe versare un contributo è la madre, caso atipico, la Cassazione si arrampica sugli specchi per giustificare la revoca dell’assegno. Oltretutto nel caso specifico si trattava di un assegno modesto, 200 euro per ogni figlio. A ruoli invertiti, si chiede agli ermellini quante volte abbiano preso decisioni analoghe nei confronti di un padre.....

Da notare la perla della Suprema Corte: «(…) non le consente (…) il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre». Nei confronti di un padre, anche se pesantemente indigente, non sono ammesse deroghe al versamento in quanto la somma erogata è un diritto inalienabile dei figli; diritto inalienabile che curiosamente sparisce quando a versare dovrebbe essere la madre, in tal caso infatti l’assegno diventa “a favore del padre”.  

Proprio mentre i giudici di Cassazione prendono queste decisioni, in questi giorni si aggrava la posizione del Maresciallo Fabrizio Adornato, padre separato di Genova in sciopero della fame, a Roma per protestare contro l’accanimento giudiziario che lo costringe a vivere sotto la soglia di povertà.

Non ottiene alcuna risposta dal CSM, dalle Procure presso le quali ha sporto innumerevoli denunce, dal Presidente della Repubblica al quale ha rivolto diversi appelli. E’ disposto a proseguire ad oltranza, fino a morire letteralmente di fame in mezzo alla strada, tanto non ha altra via d’uscita: è la stessa fine alla quale il sistema lo ha condannato togliendogli il diritto ad una vita dignitosa.

È poco lungimirante, Fabrizio Adornato...Per risolvere velocemente la situazione sarebbe stato sufficiente mascherarsi da donna; una parrucca, un po’ di trucco et voilà, l’assegno è revocato come per miracolo.  

Ce ne sono tanti come Fabrizio Adornato, decine di migliaia. Non tutti emergono, non tutti hanno la forza di umiliarsi pubblicamente, la maggior parte sceglie di rimanere nell’ombra cercando di sopravvivere, elemosinando comprensione e un rigurgito di dignità. È un problema emergente che le associazioni di categoria denunciano da anni. Ultimamente sono arrivate le conferme statistiche anche da parte della Caritas, che assiste con un pasto caldo migliaia di padri separati ed ha sensibilizzato alcune amministrazioni comunali a studiare ammortizzatori sociali per quella che è ormai riconosciuta come categoria di “nuovi poveri”. Ignorati dalla Giustizia, pronta a schierarsi solo quando l’indigenza si tinge di rosa. 

Una proposta: non potrebbe, la Cassazione, esaminare i casi che le vengono sottoposti senza conoscere il genere delle parti? Dati oscurati, la decisione viene presa in punta di Diritto, a prescindere dalla considerazione che possa penalizzare un padre o una madre. Poi a sentenza emessa – solo a sentenza emessa – vengono aggiunte le generalità delle parti.  

Siamo sicuri che, se fosse stato utilizzato questo metodo, le sentenze di Cassazione degli ultimi 20 anni non sarebbero profondamente diverse?

Alla faccia della Certezza del Diritto.

Che vergogna!


Fonte: Redazione - F. Nestola

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Ci sono 13 commenti


10.28  di sabato 23/07/2011
scritto da  Fabio Nestola
Per cortesia, Elizabeth, la prego di non scendere sul piano del caso personale
La mia è un’analisi critica del Sistema, non un attacco al mondo femminile.
Chiarisco: se il Sistema favorisce la madre la colpa - a mio parere - non è della madre, ma del Sistema stesso.
Se ci fosse un’applicazione iniqua della legge, secondo la quale chiunque si chiami Fabio non debba pagare le tasse, io ne usufruirei. Sarebbe ingiusto nei confronti di chi non si chiama Fabio, ma ne usufruirei lo stesso.
La colpa dell’ingiustizia è mia o di chi mi permette di farlo?
Le vessazioni che alcune donne (non tutte, sia chiaro) mettono in atto ai danni degli ex non sono fatte col coltello alla gola, ma con la carta bollata.
Si tratta di ingiustizie perfettamente legali, ecco il punto che chiarisce la responsabilitĂ  gravissima del Sistema, non delle donne in generale.
Per la sentenza oggetto di discussione: non trova ingiusto che una madre indigente sia esentata dal versamento, ma 10.000 padri indigenti non lo siano?
La questione è tutta qui.
Ora: che per il padre vi sia una strada in salita e per la madre una strada in discesa, è assodato
Qualsiasi avvocato sa perfettamente che, con una madre di fronte, ha già vinto. La variabile è “quanto” riesca a farla vincere, ma casa, assegno e soprattutto figli sono garantiti.
Con un padre di fronte, invece, il massimo che possa fare è cercare di limitare i danni: strappare mezz’ora in più, una telefonata in più, un pernotto in più.
Il quadro generale, piaccia o meno, è questo. Trovi un solo avvocato che possa smentire, affermando che nell’affido dei figli padre e madre partono alla pari.
Non sono luoghi comuni, sono fatti.
Possono essere scomodi, ma sono fatti.

Per il premio internazionale “barzelletta del secolo” sono usciti con le ossa rotte i comici di mezzo mondo; la battuta più assurda è italiana, scritta a chiare lettere in ogni tribunale.
LA LEGGE E´ UGUALE PER TUTTI


14.58  di venerdì 22/07/2011
scritto da  Il giornale
http://www.ilgiornale.it/interni/quanto_impegno_rovinare_vita_due_bambini/22-07-2011/articolo-id=536214-page=0-comments=1

Basiglio, tutti assolti perché il fatto non sussiste Quanto impegno per rovinare la vita dei bimbi

21.04  di mercoledì 20/07/2011
scritto da  Salvo-CT
La legge è uguale per tutti...applicarla e disapplicarla a loro piacimento...A LEGGE E´ UGUAlE PER TUTTI....così dice la Costituzione....Bohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

12.26  di mercoledì 20/07/2011
scritto da  Uno dei tanti papĂ  rovinati
Bravissimo Pino. Non aggiungo altro perchè hai già detto tutto.

22.55  di martedì 19/07/2011
scritto da  Pino FALVELLI
Rispondo ad Elizabet. Queste non sono certo "lamentele" ma dati di fatto. Le lamentele sono quelle che vengono continuamente riportate strumentalmente in TV, sulla stampa, ecc. ove si continua a parlare di stalking e di violenze soltanto ai danni delle donne. E´ innegabile che quasi sempre a seguito delle separazioni è l´ uomo che viene allontanato dai figli ed è costretto a cedere la propria casa e gran arte del proprio stipendio alla ex a titolo di mantenimenti/assegni ( una vera e propria forma di riduzione in stato di schiavitĂą ! ). Ciò persino quando l´ uomo magari non ha colpe per il fallimento del matrimonio e quando la donna non intende lavorare per non perdere i suoi benefici. Forse questo non significa favorire e privilegiare la donna che in tal modo si assicura una vera e propria rendita vitalizia E PARASSITARIA ai danni del consorte ? Perchè, dunque, voler impedire di portare a conoscenza dell´ opinione pubblica queste autentiche vergogne ? Oggi sono soprattutto gli uomini ad essere continuamente "violentati" ed umiliati e non è piĂą com´ era alcuni decenni passati. Bisogna prenderne atto anche se la veritĂ  a volte fa male. E´ pur vero che ci siano anche delle donne in stato di difficoltĂ  ma oggi sono certamente in minor numero rispetto ai padri. MI dispiace davvero per la Sua situazione e Le esprimo tuttala mia solidarietĂ , ma per favore lasci che gli altri possano manifestare la propria opinione quando e come vogliono. La realtĂ  deve venir fuori per cercare di migliorare la legislazione vigente per una vera giustizia e paritĂ  tra i sessi che attualmente non c´ è.-


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