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Paniz, la legge 54 e la perenne attesa di una evoluzione culturale che non arriva

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Paniz, la legge 54 e la perenne attesa di una evoluzione culturale che non arriva
On. Paniz

09/07/2011 - 17.34

Di Luca Ransom - L'attuale legge n. 54 del 2006 sull'affido condiviso è stata approvata nel 2006 con il contributo tecnico dell'onorevole Paniz, un brillante (e ricco) avvocato bellunese prestato alla politica.

Allora si trattò a lungo per "limare" le norme togliendo certe parti troppo controverse, facendo in modo che il testo si prestasse ad essere applicato con gradualità. In questo Paniz si rivelò un maestro, e così un disegno di legge politicamente assai problematico grazie alle sue cure riuscì a passare in Parlamento.

Negli anni successivi all'approvazione però avvenne un fenomeno curioso. I tribunali italiani cominciarono ad applicare il "nuovo affido condiviso" riempendolo di contenuti che lo rendevano straordinariamente simile al vecchio affido esclusivo. I tempi di visita del genitore "non collocatario" e l'importo dell'assegno di mantenimento erano assai simili (addirittura uguali) a quelli del vecchio "genitore non affidatario". I genitori che avevano sperato nella riforma cominciarono a spazientirsi.

Era forse accaduto che si cambiasse tutto per non cambiare niente, come nel romanzo "Il Gattopardo" ?

Dopo poco più di due anni la cosa era lampante, ed era ormai evidente che la legge sull'affido condiviso era stata trasformata in una scatola vuota senza contenuto. L'affido esclusivo pre-riforma e l'affido condiviso post-riforma erano la stessa identica cosa.

Nel 2008 Paniz, in occasione di un convegno a Varese, prese calorosamente le difese della "nuova legge sull'affido condiviso". Non era assolutamente vero che non era cambiato niente, disse. La legge aveva segnato un cambiamento culturale epocale. Con questa norma in Italia finalmente si poteva parlare di affido condiviso, relegando nel passato la vecchia formula dell'affido esclusivo. Certo, l'interpretazione della norma si prestava ad alcune soluzioni non del tutto adeguate, ma tant'è, bisognava avere pazienza ed attendere che all'evoluzione normativa seguisse una evoluzione del costume. Anche i giudici sono parte di una società che ha i suoi tempi, la cultura di un popolo evolve con lentezza.

La platea di Varese ascoltò l'eloquio dell'avvocato Paniz con qualche brusìo, ma nessuno ebbe il coraggio di contrastare un ragionamento che sembrava venire da una persona assai competente.

Oggi Paniz è ormai una star mediatica. Nel 2010 davanti alla Camera ha sostenuto che sul Presidente del Consiglio è competente il Tribunale dei Ministri e non il Tribunale di Milano, perchè al momento della famosa telefonata alla questura di Milano Berlusconi era convinto in assoluta buona fede che Ruby fosse la nipote di Mubarak. L'intervento di Paniz sul caso Ruby ha lasciato attoniti i parlamentari e l'opinione pubblica. Da allora commentatori di ogni tipo hanno evidenziato la straordinaria faccia tosta (per usare un eufemismo) di questo avvocato/parlamentare.

Ma veniamo ai nostri giorni. Nel giugno 2011 Paniz torna all'onore delle cronache quando in tema di pubblicazione di intercettazioni sostiene: "per i giornalisti bisogna prevedere il carcere vero e per gli editori servono pene pecuniarie che funzionino davvero da deterrente". Siamo davvero colpiti. Finalmente anche Paniz ha capito che le norme di legge non vanno subordinate al lungo processo dell'evoluzione della società ma vanno dotate di sanzioni per renderle efficaci. Ovvero, detto in altri termini, chi non applica le leggi deve pagarne le conseguenze.

Forse ci possiamo aspettare un contributo di Paniz in questo senso anche per l'affido condiviso ?

Speriamo bene. Però per l'affido condiviso forse è meglio cercare un altro avvocato.


Fonte: Redazione

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Ci sono 14 commenti


11.05  di marted├Č 19/07/2011
scritto da  Pino FALVELLI
Rispondo al sig. Armando Nardi. Visto che tutti i politici attuali ( di qualunque colore politico essi siano, ad eccezione di qualcuno ) si dimostrano completamente disinteressati al "dramma sociale" dei padri separati e dei loro figli, bisogner├á pure fare qualcosa per far modificare l´ attuale ASSURDO sistema. La speranza ├Ę che gli eventuali nostri rappresentanti, conoscendo bene le problematiche per averle vissute in prima persona, possano adoperarsi senza farsi trascinare nel "sistema" di corruzione e di facile arricchimento che dice Lei. Per├▓, bisogner├á pure avere un minimo di speranza e di fiducia ! Come ho detto ripetutamente, ritengo che il referendum popolare non si voglia perch├Ę ci sono troppi interessi che ruotano intorno alle separazioni (da certe donne che essendo favorite e tutelate hanno la possibilit├á di costituirsi una vera e propria rendita vitalizia e parassitaria ai danni dell´ ex, a taluni avvocati "senza scrupoli" che fomentano ed invogliano ad avviare le separazioni di tipo giudiziale, a determinati Servizi Sociali, CTU, CTP, Sociologi, Psicologi,e chi pi├╣ ne ha ne metta ). Non bisogna trascurare, poi, che la stragrande maggioranza degli attuali Parlamentari sono ex avvocati o ex giudici e quindi hanno tutto l´ interesse a lasciare le cose inalterate (questo ├Ę il mio parere ). Ecco, dunque, l´ importanza di cercare di cambiarli con nostri rappresentanti.- E-mail: affido.condiviso@tiscali.it .-

16.07  di gioved├Č 14/07/2011
scritto da  Pietro
Capisco che da uno che difende che Ruby ├Ę la nipote di Mubarak non ci si pu├▓ aspettare di pi├╣.
Mi domando come pu├▓ una persona normale difendere con mani e piedi un corruttore-Piduista non riesco a capire. Da cantante di quattro soldi come ├Ę diventato miliardario?
Bene voi che oggi occupate i scranni del parlamento nominati da un pezzente arricchito non avete qualche sospetto e qualche poco di vergogna ?

10.14  di gioved├Č 14/07/2011
scritto da  armando nardi
capisco la rabbia positiva e propositiva che muove Pino Falvelli, e ci starei pure. nella politica, anche se ci entri pulito ne esci sporco. qualunque uomo di buon senso, con degli ideali importanti sembra proprio non ce la faccia a resistere alle mille sirene che tentano i politici all´arricchimento facile e alla sete di potere. gli esempi sono sotto gli occhi di tutti e ogni giorno c´├Ę qualcosa a riguardo. "concussione" ├Ę il termine pi├╣ tecnico, "ingiustizia" quello generico. sono 1000 le persone che siedono nelle aule del parlamento e del senato, quando ne hanno voglia. e tutto un entourage di raccomandati e familiari che non sappiamo bene a quanto ammontano e quanti soldi costano alla collettivit├á, loro e i loro finti progetti e consulenze. dopo solo una legislatura hanno la pensione a vita, per una legge fatta tanti anni fa. il popolo pu├▓ cambiare queste e altre leggi con un referendum. secondo te Pino, perch├Ę non vengono indetti questi referendum?

00.19  di mercoled├Č 13/07/2011
scritto da  Pino FALVELLI
Ma allora cosa aspettiamo ad UNIRCI e proporre un nuovo referendum popolare per abrogare la legge Vassalli e per creare un nuovo Movimento tutto nostro ed indipendente da tutti gli attuali partiti politici ? I separati vittime del "sistema" e della MALAGIUSTIZIA sono milioni ed insieme ai nonni penalizzati costituiscono una vera forza. Se servono fondi potremmo autotassarci.

17.39  di marted├Č 12/07/2011
scritto da  Massimo Rosini
@Antonello - In un paese normale una riforma della magistratura non solleverebbe problemi insormontabili. Ma Berlusconi ├Ę debole, ricattabile come gran parte dei suoi e dei membri dell´"opposizione" che risulta poco credibile in Italia e fuori. Per questo il potere dei magistrati risulta non scalfibile da questa classe politica e dirigente in generale


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