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Ragazzine come prostitute in Calabria. Servono pene certe ma anche un aiuto per le minori

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Ragazzine come prostitute in Calabria. Servono pene certe ma anche un aiuto per le minori

28/06/2011 - 10.55

Ancora una notizia choc dove gli sfortunati protagonisti sono minorenni. Ancora una volta le organizzazioni criminali sfruttano gli esseri umani più indifesi e fragili, i ragazzi. La storia agghiacciante, stavolta, viene dalla provincia di Cosenza, in Calabria, ma fa eco a centinaia di altre terribili sotrie simili che si registrano pressoché quotidianamente in tutta Italia.  

La conclusione, stavolta, e come spesso avviene per la competenza e la capacità degli inquirenti, si è conclusa con l'arresto dei responsabili, almeno di molti di essi. Ma la vicenda può dirsi veramente conclusa? Chi si sta occupando delle vittime di una tale vergognosa e prolungata violenza? I carabinieri hanno arrestato 16 persone a Corigliano Calabro, Cassano Ionio, Rende e Rossano ed a tutti vengono contestati svariati reati tra i quali quello di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.   Lo scenario, secondo quanto è stato riferito dagli stessi carabi nieri che hanno portato a termine l'operazione,. è stato definito "agghiacciante" in quanto coinvolge ragazzine italiane, minorenni (è dire poco) avviate alla prostituzione fin dall'età di 12 anni, insomma, quando i bimbi dovrebbero frequentare le scuole medie. La grande ombra che sovrasta queste notizie non è tanto la fredda insensibilità degli aguzzini, dei criminali, consapevoli e coscienti di quanto stanno facendo, ma la condiscendenza di quanti, persone "normali" approfittavano delle ragazzine pagandone le prestazioni.   Un abuso sull'abuso, una vergogna che coinvolge l'essere umano, e non più solo il criminale che, per quanto colpevole, viene generalizzato ed assim ilato dall'esperienza comune al delinquente. Lo "sporco" che emerge da questa vasta operazione è legato proprio a quanti, e sembra siano proprio tanti, si rivolgevano a queste oprganizzazioni per richiedere prestazioni sessuali, pur sapendo che avrebbero colpito, probabilmente in maniera irresuperabile, l'animo e la psiche di giovanissime ragazzine, costrette a prostituirsi.

 

Le indagini che hanno portato agli arresti erano state avviate nell'agosto del 2010, e sono andate avanti per quasi un anno. C'è da chiedersi, anche stavolta, perchè c'è voluto tanto tempo, lunghi mesi nei quali le ragazzine hanno comunque dovuto subire situazioni di vita per noi inimmaginabili. Certo l'operazione si è conclusa con parecchi arresti, ma rivolgiamo un pensiero anche ai minori che hanno dovuto subire ancora e per così tanto tempo. Vite difficili, certamente. Lontane dalla "comune" società, sicuramente. Ma ingiuste quanto basta per essere indignati.

 

Attendiamo pene severe per i colpevoli, ma non solo per coloro che hanno gestito la squallida operazione. Vorremmo pene esemplari anche per tutti coloro che, consapevolmente, hanno approfittato di giovani ragazzine, pur sapendo di fare lore del male, di causare ferite profonde nell'animo, difficili da risanare. Nè è prova il fatto che due delle vittime si sono, progressivamente, trasformate in aguzzini, avviando alla prostituzione addirittura le sorelle più piccole, alcune delle quali avevano appena 12 anni quando hanno dovuto incontrare i primi "clienti", peraltro persone facoltose della provincia di Cosenza, da quanto traspare dalle prime indagini. Ad incontrare le piccole prostitute sarebbero stati soprattutto commercianti ed imprenditori che pagavano somme più alte in caso di incontri con ragazze che non avevano mai avuto esperienze sessuali. Quale situazione più aberrante è possibile immaginare? Quale famiglia può volere in casa persone di tal fatta?

 

Invochiamo la certezza della pena, ma soprattutto, lo ripeto, indignamoci tutti ed emarginiamo, denunciamo, mettiamo alla berlina le persone che commettono tali brutalità, e soprattutto speriamo che si possa, con l'aiuto di esperti, riuscire un giorno a restituire alla loro infanzia le piccole giovani donne che oggi stentano anche solo a vedere una possibilità di vita normale.


Fonte: Mauro Alcamisi

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