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Sen. Cardiello, interrogazione sul caso Pappacena e sul tribunale dei minori di Roma

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Sen. Cardiello, interrogazione sul caso Pappacena e sul tribunale dei minori di Roma
Sen. Franco Cardiello

09/06/2011 - 14.20

Atto a cui si riferisce: S.4/05099 [Chiarimenti sulla vicenda di Valentina Pappacena e dell'affidamento di suo figlio minorenne e operato del Tribunale dei minori di Roma] il: 03/05/2011.

CARDIELLO - Ai Ministri della giustizia e dell'interno - Premesso che:

con decreto emesso in data 15 dicembre 2009 il Tribunale per i minorenni di Roma dichiarava la decadenza di Valentina Pappacena dalla potestà genitoriale sul figlio minore e disponeva che il bambino fosse collocato presso il padre;

a seguito di successivi e diversi reclami proposti dalla madre, il predetto Tribunale in data 13 aprile 2010 disponeva nuovamente, in via d'urgenza, l'immediato allontanamento dalla madre del minore e il suo collocamento in una casa famiglia posta fuori dal Comune di residenza vietando ogni rapporto del minore medesimo con la madre e la famiglia materna e delegando ai servizi sociali l'individuazione delle modalità di frequentazione con il padre;

il medesimo Tribunale, infine, confermava in data 22 marzo 2011 che il minore fosse allontanato dall'abitazione della madre e collocato in casa famiglia secondo le modalità e i divieti indicati nel precedente decreto del 13 aprile 2010;

la signora Pappacena non ha mai ottemperato ai provvedimenti del tribunale e del giudice e ha tentato in tutti i modi di escludere la figura paterna dalla vita del figlio;

la predetta signora , inoltre, si è resa irreperibile insieme al figlio minore per impedire che lo stesso fosse consegnato al padre;

premesso, inoltre, che:

nel maggio 2010 il padre, avuta notizia della presenza del figlio a scuola, informava l'autorità di polizia affinchè intervenisse per prelevare il minore e ottemperare in tal modo alle disposizioni del tribunale;

la signora Pappacena, informata dei fatti, si recava a scuola per prelevare il figlio;

considerato che:

in un articolo pubblicato su "Il Giornale" del 28 marzo 2011 è riportato che gli agenti di polizia non hanno potuto eseguire il provvedimento nei confronti del minore presso la scuola in quanto "fermati" dal Presidente del tribunale dei minori, precedentemente chiamato al telefono dalla signora Pappacena, il quale comunicava che era in corso di emanazione altro e diverso provvedimento che avrebbe sospeso l'esecuzione del precedente;

nell'ordine di servizio scritto dal funzionario di polizia sarebbe scritto che il servizio non è stato concluso in quanto da intese telefoniche con il Presidente del Tribunale ne è stata disposta la sospensione in attesa di altro provvedimento sospensivo che, allo stato, non risulta ancora pervenuto;

rilevato che:

la madre del minore, signora Valentina Pappacena, sarebbe responsabile femminile dell'IdV, a Latina;

secondo quanto riportato dal citato articolo pubblicato su "Il Giornale", un noto esponente nazionale appartenente al predetto movimento politico, avrebbe posto in essere un'attività di ingerenza sul Tribunale dei minori;

rilevato, infine, che:

tutti i fatti sopra riportati hanno pesantemente danneggiato la tranquillità del minore e lo hanno esposto ad una diatriba giudiziaria tanto gravosa quanto dannosa;

tutti i fatti sopra riportati hanno, altresì, impedito al minore di instaurare un normale rapporto affettivo con il padre in quanto, nonostante le disposizioni del Tribunale, le opportunità di incontro sono state praticamente inesistenti;

l'interrogante chiede di sapere:

se ai Ministri in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, risultino le modalità per le quali i provvedimenti del Tribunale che autorizzavano ad allontanare il minore dalla madre non sono stati eseguiti e per responsabilità di chi;

se risultino le modalità in base alle quali gli agenti di polizia non hanno dato seguito al provvedimento del Tribunale dei minori che li autorizzava a prelevare il minore dalla scuola;

se risulti che il provvedimento cosiddetto in itinere annunciato telefonicamente sia stato effettivamente pronunciato e, in caso affermativo, quali previsioni contenga;

se il Ministro della giustizia intenda disporre gli opportuni controlli al fine di verificare il corretto esperimento da parte del Tribunale dei minori di tutte le procedure occorrenti per il giusto collocamento del minore che, secondo le disposizioni, avrebbe dovuto essere allontanato dalla madre


Fonte: www.senato.it

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Ci sono 3 commenti


13.06  di lunedì 13/06/2011
scritto da  Pino F.
Rispondo a Silvana.
Non sempre è così logico come può sembrare.In tantissimi casi i bambini non vengono affatto tutelati, ma diventano lo strumento per alimentare le conflittualitĂ  ( Parlo in generale e non mi riferisco certo al caso di cui al presente articolo, che non conoscio ). In pratica con la scusa di dover tutelare i minori, si allontanano i papĂ  e si fa in modo che certe donne ottengano lauti mantenimenti e casa coniugale (che spesso restano a vita). In tal modo molte donne SONO INCENTIVATE a chiedere le separazioni per una questione di convenienza economica e patrimoniale. Taluni avvocati "senza scrupoli", poi,ne approfittano per lucrare e si servono di falsitĂ  e menzogne per conseguire determinati scopi, tanto alla fine nessuno pagherĂ  per le proprie responsabilitĂ . Per una separazione, si può arrivare a spendere addirittura ben oltre le centinaia di migliaia di euro per spese legali e giudiziarie varie. Purtroppo è proprio questa la dura realtĂ , senza, ovviamente, voler generalizzare. Se non si farĂ  in modo di eliminare al piĂą presto tutti gli interessi che ruotano intorno alle separazioni, con un´ adeguata riforma della legislazione vigente, POVERI FIGLI e POVERI PAPA´. E sarĂ  sicuramente "sempre peggio".-

20.32  di venerdì 10/06/2011
scritto da  Silvana

Luca, non credo che la magistratura se la faccia sotto per quattro femministe.
Un Giudice ha il dovere di tutelare i bambini ed applicare la legge anche a costo di venire attaccato.

E comunque oggi i tempi stanno cambiando, tante persone capiscono che bisogna tutelare i bambini prima delle mamme, e che in certi casi l´allontanamento è necessario. Sperando che il bambino (se è stato alienato) possa essere curato da parenti del genitore idoneo piuttosto che da terzi.

L´interrogazione parlamentare punta su di una pista diversa, e se fosse confermato sarebbe comunque un fatto gravissimo.

16.01  di giovedì 09/06/2011
scritto da  Luca R.B.
Sì però, come dare torto al Tribunale dei Minori di Roma? Ogni volta che in Italia si è proceduto all´allontanamento da una madre ne è sempre seguita una apocalisse mediatica di accuse contro i servizi sociali, contro psicologi e psichiatri, contro tutti quelli che operano con i minori. Immagino che nel caso in esame si sia fatta una valutazione di tutela dell´ordine pubblico e per evitare danni peggiori si sia soprasseduto all´esecuzione del provvedimento.


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