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Stati Generali sulla Giustizia Familiare. Ecco il documento finale a chiusura della tre giorni

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Stati Generali sulla Giustizia Familiare. Ecco il documento finale a chiusura della tre giorni
Chiusa la prima edizione degli Stati Generali sulla Giustizia Familiare

08/05/2011 - 20.12

ROMA, Hotel Palatino. In chiusura deglla prima edizione degli Stati Generali sulla Giustizia Familiare, il Comitato organizzativo ha stilato, letto e approvato (insieme al pubblico presente in sala) il documento che raccoglie e sintetizza le istanze dei genitori e delle associazioni che hanno partecipato attivamente alla tre giorni romana.

Ecco il testo di sintesi, che verrà consegnato nelle mani del Sottosegretario Carlo Giovanardi (presente all'evento il giorno 6 maggio) e del Ministro della Giustizia Angelino Alfano.

 

Salutiamo il successo degli Stati Generali sulla Giustizia Familiare del 5, 6 e 7 maggio 2011 quale primo appuntamento volto a consentire un corretto e leale confronto tra tutte le realtà associative, professionali, la politica ed i cittadini. Ringraziando tutti coloro che hanno partecipato, rendendo viva e costruttiva questa iniziativa, ci impegniamo affinché quanto emerso dal dibattito si trasformi da subito in iniziativa comune per garantire diritti che riteniamo elementari. 

In un Paese normale, lo Stato ha a cuore il destino di genitori e figli;

in un Paese normale, lo Stato tutela gli interessi dell'intera famiglia, allargata anche ai parenti più prossimi;

in un Paese normale, lo Stato è amico dei cittadini;

in un Paese normale, lo Stato punisce chi sbaglia, allo stesso modo di fronte alle medesime colpe, sia esso uomo o donna, ricco o povero;

in un Paese normale, lo Stato non permette l'esistenza di categorie di cittadini che sanno di poter commettere errori senza assumersene le responsabilità;

in un Paese normale, chi si occupa di famiglie ha il dovere di ascoltare le istanze della Società Civile;

in un Paese normale, chi sostiene di operare sempre al meglio a favore dei bambini non ha paura di permettere, sempre, di documentare il proprio operato, registrando le attività e informando con chiarezza i genitori su modalità operative e tempi di attuazione;

in un Paese normale, le categorie di operatori che si occupano a vario titolo di famiglie garantiscono un alto livello di specializzazione interna, a tutto beneficio del servizio;

in un Paese normale, i cittadini hanno fiducia e non paura degli assistenti sociali;

in un Paese normale, i giudici dialogano con la Società Civile, umanizzando la loro funzione;

in un Paese normale, lo Stato non impone ai coniugi un periodo di riflessione triennale tra separazione e divorzio.

Gli Stati Generali sulla Giustizia Familiare nascono in un PAESE A-NORMALE, ove le aspettative descritte nella premessa vengo SEMPRE mortificate.

L'origine di quella che può definirsi come la “Questione Familiare” italiana è certamente molteplice, ma le famiglie qui rappresentate non sono interessate a conoscerle, perchè pretendono risultati concreti e soluzioni rapide, anche a beneficio delle altre strutture familiari, ignare dello sfascio in cui oggi versa la Giustizia civile in Italia.

Le istanze sociali nate nella tre giorni di Roma (5,6,7 Maggio 2011 www.giustiziafamiliare.it) sono forti, documentate, profondamente motivate, e testimoniano la determinazione della cittadinanza consapevole verso una rivoluzione culturale che ha nella tutela della Bigenitorialità il suo cardine.

Tutti i partecipanti, genitori e associazioni, comunicano alle Istituzioni:

– di volere l'abolizione delle competenze civili dei tribunali minorili;

– di pretendere la vera applicazione della legge 54/2006, secondo quanto previsto dal Legislatore, e non dalle prassi inventate ad uso e consumo dei tribunali di merito;

– di pretendere l'adeguamento della normativa sulla responsabilità civile dei magistrati nel senso di una diretta e concreta punibilità in caso di negazione di giustizia, con o senza dolo e/o colpa grave;

– di volere un concreto ridimensionamento del ruolo e dei poteri dei servizi sociali, restituendo serenità alle famiglie e dignità ad una professione oggi soltanto temuta e mai apprezzata;

– di pretendere SEMPRE il contraddittorio tra genitori in ogni sede giudiziaria, non consentendo MAI l’assunzione di decisioni “inaudita altera parte”;

– di pretendere la garanzia del Diritto alla difesa, attraverso la videoregistrazione delle audizioni dei componenti delle famiglie prese in carico;

– di volere che il Ministero della Giustizia riconosca l'incompatibilità tra ruolo di CTU e quello di CTP;

– di volere che la nomina dei CTU, da parte dei magistrati, venga effettuata per mezzo di una precisa turnazione da attuare all'interno dell'elenco di operatori disponibile in ogni tribunale, e che tale elenco sia facilmente accessibile al pubblico;

– di riconoscere la necessità di accordi concepiti in un contesto privo di attriti, pertanto prevedere la legittimità dei patti pre-matrimoniali;

– di riconoscere la consapevolezza delle scelte di vita operate da cittadine e cittadini, e di volere la riduzione dei tempi che attualmente intercorrono tra separazione e cessazione degli effetti civili del matrimonio attraverso la riforma della legge L. n. 898/1970 (c.d. legge sul divorzio), per consentire a coloro che vogliano lo scioglimento del vincolo coniugale di potervi accedere direttamente senza l’obbligo della separazione legale;

– di volere impegno reale da parte delle istituzioni affinché vengano rimosse le discriminazioni basate sulle differenze di genere che impediscono pari accesso al mondo del lavoro, così come la garanzia di servizi realmente efficienti a tutela della genitorialità dei lavoratori;

– conseguentemente, di pretendere che questi ritardi e questa arretratezza culturale del mondo del lavoro e dei servizi alla famiglia non vengano in modo intollerabile a gravare solo su uno dei due coniugi a seguito della separazione: una discriminazione di genere non può e non deve essere “equilibrata” con altrettanta discriminazione. 

Chiediamo a tutte le istituzioni di farsi carico di quanto emerso dagli Stati Generali sulla Giustizia Familiare, in modo particolare agli esponenti dell'attuale Governo i quali hanno fatto della riforma della Giustizia uno dei principali punti del proprio programma.

 

ROMA, Hotel Palatino, 7 Maggio 2011


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


16.06  di giovedì 12/05/2011
scritto da  Antonello1
Cara Rosa Maria credo che nel Tribunale di tuo interesse sia stato stabilito un record assoluto. Tra le fila dei giudici onorari, il tribunale si onora d´avere la collaborazione, credo della più giovane in Italia, appena 32 anni...

22.36  di lunedì 09/05/2011
scritto da  Pino FALVELLI
Caro Carlo concordo totalmente con te che è solo una questione di soldi. Solo eliminando tutti gli interessi economici e patrimoniali che ruotano intorno alle separazioni verranno risolti moltissimi problemi. Solo assegnando la casa coniugale a chi ne è il legittimo proprietario ed abolendo qualsiasi forma di mantenimento si ridurranno i contenziosi ed il numero delle separazioni si ridurrà drasticamente, perchè non ci saranno più interessi ed incentivi a separarsi.Solo abolendo la RENDITA VITALIZIA E PARASSITARIA per le donne si faranno veramente gli interessi dei minori che non saranno più contesi. Sono convinto che moltissime donne furbe ed in malafede avranno tutto l´ interesse a lasciar stare i figli con il padre per tutto il tempo che vorranno.I papà non avranno più la funzione eslusiva di inesauribile bancomat e faranno il loro dovere mantenendo i propri figli con vero piacere perchè i loro sacrifici saranno solo per i figli e non più per le ex consorti (ed in tanti casi anche per i nuovi compagni di quest´ ultime ).-

00.08  di lunedì 09/05/2011
scritto da  carlo zeuli
Letto e sottoscritto.
Aggiungo che, a mio parere, l´art.31 della costituzione dovrebbe essere modificato nella parola maternità (protetta dalla Repubblica italiana) sostituita dalla parola Bigenitorialità.
Non basta colloquiare con le istituzioni, bisogna costringerle a rispettare le leggi ed agire democraticamente e non oligarchicamente per corporativismo.
Togliamo i soldi dalle mani della Giustizia: sposteremo l´asse in modo più bilanciato e democratico.
Concretamente, togliere i soldi (la loro "massa critica") dalle loro mani sporche potrebbe essere fatto revocando migliaia di avvocati per farsi patrocinare da quelli delle associazioni. Sposterebbe la linea politica degli avvocati da quella tribunalizia a quelle delle associazioni che tutelano i minori. Gli avvocati che perdono clienti dovranno capitolare e assumere il protocollo comportamentale delle associazioni. Questo cambierà il corso degli eventi.
Ricordiamo che abbiamo la forza numerica per farlo.
Se saremo compatti non ci faremo cannibalizzare da chi ci divide.
E´ solo una grandissima e sporca questione di soldi. Combattiamoli sul loro terreno: i soldi, togliendoli alla lobby degli avvocati.
Sapranno le associazioni portare al loro interno o in quello dell´ANFI degli avvocati onesti, no?
Propongo una grande manifestazione nazionale, distribuita su tutto il territorio nazionale, con la modalità del "flash-mob". Non potranno non vederci.
E poi gazebo e altre idee. Lavoriamoci. Non facciamo cadere queste proposte, da vagliare insieme alla base degli associati.
Ci sono ancora molte persone che non credono nelle associazioni perchè le ritengono politicizzate e corrotte.
Oggi proprio ho discusso di questo con una persona delusa.
La diaspora si risolve aprendosi alla base proprio come si è fatto negli stati generali, in cui la gente si è espressa ed ha avuto la possibilità (anche se parzialmente illusoria) di vedere le proprie parole scritte nel documento finale.
"Le piramidi si reggono in piedi solo quando nel vertice è proiettata l´ombra concentrata della figura della base". C.Z.

23.41  di domenica 08/05/2011
scritto da  Guzzetta Rosa Maria via Puntepau N 61 ARBUS prov. Cagliari
Quanto si dovrà aspettare ancora per avere giustizia ? Personalmente sono molto stanca , i miei due nipotini sono in grave pericolo e tutto grazie ai servizi sociali , servizio educativo e consultorio , che con le loro menzogne sono riusciti ad averla vinta anche con la CTU.....i giudici del tribunale di Cagliari hanno ignorato la richiesta della CTU di affidare i bambini alla mamma ed ha invece accolto le calunnie dei servizi sociali . Tempo fa mia figlia ( mamma dei bimbi ) vi ha inviato una registrazione delle tante minacce fatte con telefonate al bambino , questo padre purtroppo è affetto da " Schizofrenia bipolare " , trattato con il " litio "nel 2004 in preda ad una crisi di maniacale ....ha profanato la tomba del nonno , spargendo per il cimitero le ossa ,inoltre è istigato dalla mamma che vive solo in virtù dei MAGHI . Vi dico solo che il 20 maggio al trib, dei minori ci sarà l´udienza e la sentenza non sarà certo in favore della serenità dei bambini , visto quello che ha relazionato la psicologa del consultorio , dove sottolinea che il bimbo di 8 anni è (coartato con la mamma ). Vi sembra cosi anormale che preferisca la mamma ad un padre che quando perde la ragione fà tremare anche i muri ? La risposta dei carabinieri alla richiesta di intervento è stata ......se non c´Ã¨ sangue noi non ci muoviamo . ..........................................................CHE SCHIFO.


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