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Anche i giudici minorili preoccupati per il DDL 957. Il dibattito smaschera i nemici delle famiglie

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Anche i giudici minorili preoccupati per il DDL 957. Il dibattito smaschera i nemici delle famiglie
Giudici minorili contro il condiviso

12/04/2011 - 21.18

Dopo la sparata dell'OUA, anche l'AIMMF (Associazione magistrati per i minorenni e per la famiglia) decide di partecipare al festival delle banalità e dei luoghi comuni in materia di affidamento condiviso. ”Forte preoccupazione per i contenuti del disegno di legge sull’affido condiviso in discussione al Senato viene espresso dall'Aimmf, che elenca tutti i motivi secondo i quali il provvedimento più che attuare una ”bigenitorialità condivisa” rischia di realizzare ”figli divisi”, ”mettendo in secondo piano l’interesse superiore del minori". "Tre i punti che appaiono ispirati da una ”visione adultocentrica ed economicistica delle relazioni familiari”: la ”suddivisione” dei tempi di vita del figlio in maniera ”tendenzialmente paritetica” tra i due genitori; il doppio riferimento abitativo, per cui ”il figlio dovrebbe fare il pendolare tra le case dei due genitori e avere una doppia residenza”; la cura del figlio attraverso la ”predeterminazione meticolosa di capitoli di spesa rigidamente ripartiti tra i due genitori”.

Da tempo andiamo ripetendo che i giudici minorili non dovrebbero occuparsi di separazioni, vista la profonda arretratezza culturale che traspare dalle migliaia di decreti (e dalle prassi legate ancora a quelle in vigore nel periodo fascista) che negli anni abbiamo ricevuto e che descrivono un quadro desolante di malagiustizia familiare.

Il comunicato di Joseph Moyersoen e Laura Laera, rispettivamente segretario generale e presidente dell’Aimmf, consinua così: ”Viene imposta per legge la divisione del tempo dei figli minori in misura eguale presso ogni genitore, senza alcuna distinzione dell’età dei figli stessi (concetto preso in prestito, testualmente, dalla dichiarazione di De Tilla dell'OUA)  e senza alcuna considerazione delle loro esigenze di vita sotto il profilo materiale e psicologico e della specificità di ogni singolo caso”. E ancora: "sempre per legge si vorrebbe imporre ”una formale e presunta parità economica dei genitori senza alcun riferimento alla diversità delle loro condizioni reddituali e patrimoniali in concreto, avvantaggiando in tal modo ingiustificatamente il genitore economicamente più forte”.

Per concludere, L’Aimmf afferma che ”preoccupazione” suscita la legittimazione attiva dei nonni a proporre nel giudizio di separazione la domanda relativa al loro autonomo diritto di visita, ”destinata ad accentuare la conflittualità familiare”.

A nostro avviso, si tratta di una vera e propria dichiarazione di guerra alle famiglie italiane che, a loro dire, si vorrebbero proteggere da un disegno di legge che fa paura solo a chi teme di perdere il potere.

Per altri versi, mettendo da parte i luoghi comuni di cui abbonda il comunicato, queste affermazioni sono gravi sia nel merito che nella legittimità. I magistrati - tutti, anche quelli minorili - sono "tenuti soltanto alla legge", e non dovrebbero invadere il potere legislativo. Il fatto che lo faccia un'associazione non cambia la sostanza: sempre giudici sono, e dovrebbero, appunto, limitarsi ad accogliere di buon grado una legge che solo il Parlamento può emanare, applicandola e, laddove serve, interpretandola al fine di diffondere nella Giurisdizione la volontà del Legislatore. 

La circostanza, poi, che tale "conflitto di potere" venga agito in via preventiva su di un disegno di legge rappresenta un fatto ancor più grave, perchè presuppone la volontà di influenzare il processo di formazione di una legge. Tutto questo, Joseph Moyersoen e Laura Laera dovrebbero saperlo, così come lo sanno all'ANM. Ma tant'è, e continuano a violare la Costituzione.

AIAF, OUA, AIMMF...non sono soltanto lettere dell'alfabeto, ma una compagine coesa e unita da tanti interessi. Se il DDL 957 ha già fatto qualcosa di buono, è l'aver costretto i nemici delle famiglie italiane ad uscire allo scoperto e dichiarare in anticipo la loro linea difensiva.

Non è molto, ma è un piccolo vantaggio che sapremo usare bene. Sopratutto dopo l'eventuale riforma della responsabilità civile dei magistrati.


Fonte: Redazione

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Ci sono 7 commenti


11.46  di mercoledì 20/04/2011
scritto da  Sergio da Taranto
Questa posizione dei giudici credo che finalmente faccia emergere una realtà da sempre conosciuta e mai chiaramente espressa:" nelle separazioni tra coniugi la conflittualità è generata dalla cultura giudiziaria ".
Quando un padre entra in un tribunale per la separazione, ha contro di sè un intero ESERCITO.
Spero che prima o poi emerga anche che i s sociali,gli avvocati, i periti con le loro perizie e tutto il mondo del divorzificio, fanno parte di un associazione che lavorano sui LORO orientamenti e non sulla legge.
Xkè cambiare o migliorare la legge se poi dobbiamo combattere la cultura giudiziaria?
...Allora, visto ke è così, se dovesse venire in Italia una tribù di cannibali dalla Amazzonia e dovessero mangiarsi un giudice a cena, non commeterebbero reato..è la loro cultura!...
Ma....ogni paese ha le sue leggi, non è ammessa in Italia la cultura dei cannibali ma...nemmeno la cultura giudiziaria che...non è legge

20.12  di mercoledì 13/04/2011
scritto da  Antonello1
E´ ora di finirla con questa categoria di persone che sempre più spesso e illegittimamente e illegalmente si permette di sindacare l´operato del legislatore. La magistratura, la Consulta e non tutti i magistrati, può esprimere un parere solo dietro sollecitazione del Ministro competente. E´ ora che si metta un freno anche a questa prassi vergognosa. La loro invadenza a parer mio sta pericolosamente diventando una limitazione all´azione del legislatore. Attenzione perchè ho l´imnpressione che la magistratura abbia l´abitudine di far diventare "le prassi" un diritto acquisito. Alla stregua di una legge ordinaria se non di rango costituzionale. Ritengo sia necessario stroncare questo malcostume.

19.54  di mercoledì 13/04/2011
scritto da  Antonello1

Mi chiedo quale potere possono avere le magistrate ( e quei pochi magistrati)che, dopo l´approvazione di una legge prescrittiva sul condiviso, devono semplicemente applicare le disposizioni di legge e non possono spaziare nelle interpretazioni fantasiose e unidirezionali che fino ad ora hanno assicurato le rendite parassitarie. La formale e presunta parità di reddito i nostri cari magistrati l´hanno illegittimamente sempre perseguita attraverso l´impoverimento del padre saccheggiandone il portafoglio in favore anche di donne che dei figli ne fanno una fonte alternativa di reddito senza preoccuparsi minimamente di andare a lavorare. Parassiti che non fanno onore neanche alle magistrate e avvocatesse stesse che le difendono. Donne che sfruttano i figli per vivacchiare alle spalle loro e dei loro padri. Tutto questo presunto potere deve finire. Sarà per questo che l´associazione magistrati per i minorenni e la famiglia (sarebbe meglio si chiamassero associazione magistrati per lo sfruttamento dei minorenni in favore della donna) si preoccupa tanto? Dovrebbero spiegarci il motivo per cui non considerano i padri alla stessa stregua delle madri e come mai il 98% delle volte affidano i minori alle donne pur sapendo che il 35% della popolazione femminile ricorre allo psicologo e/o psichiatra in modo abituale? Quante di queste donne sono state preferite ai rispettivi ex mariti magari equilibrati più delle ex mogli e ben disposti a fare i genitori a tempo pieno? Si grida all´emancipazione della donna, al suo rispetto del diritto di autodeterminazione però si continuano a frugare le tasche degli uomini. Si distrugge l´esistenza dei minori con la scusa di fare il loro bene, mentre nella realtà perseguono lo scopo di assicurare un assegno anche alle donne che non hanno nessuna intenzione di lavorare e rendersi responsabili verso i loro stessi figli.


18.34  di mercoledì 13/04/2011
scritto da  l.
cos´Ã¨ interpretano legge e la psiche tal Signori? Dovete applicare la legge, secondo Costituzione e basta.
Perchè non lo raccontano a me che lo svergognati con un parere specialistico pro veritatae circostanziato-rapporti genitori figlio- con bibliografie scientifiche. E´ inutile che vi corporizzate " chi di spada ferisce, di spada perisce".

17.36  di mercoledì 13/04/2011
scritto da  Vittorio Vezzetti
Mancano le fonti da cui derivano queste incredibili affermazioni. Ciò detto, dovremmo pertanto concludere, secondo gli esperti dell´AIMMF, che francesi, svedesi, belgi sono pazzi furiosi che intenzionalmente "dividono" i figli causando danni irreparabili.
Peccato invece che con questo metodo in Svezia la separazione giudiziale sia divenuta più rara dell´araba fenice (sotto l´uno per cento del totale) e che Francia e Belgio abbiano osservato solo benefici (confronta il rapporto Raschetti). Il numero di morti e feriti in corso di separazione è la metà dei nostri. L´unico particolare è che in percentuale in quei paesi hanno un decimo degli avvocati che abbiamo noi... guarda i casi della vita.


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