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Rimini, abuso e negligenza dei servizi sociali. Il senatore Cardiello presenta una interrogazione

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Rimini, abuso e negligenza dei servizi sociali. Il senatore Cardiello presenta una interrogazione
Il senatore Franco Cardiello (PDL)

10/04/2011 - 15.38

Quella di Aldo Forte è una delle tante vicende che scuotono dalle fondamenta il binomio formato da tribunali minorili e servizi sociali, mettendo alla luce quanto superficialità, eccessiva burocrazia e negligenza (quando non si sospetta anche di "segnalazioni" e "trattamenti di favore") costituiscano le sfumature di veri e propri abusi di posizione.

Se tutti i casi di malagiustizia familiare di cui è disseminata l'Italia venissero alla luce, si scoprirebbe che esiste, nella nostra Repubblica, una vasta area in cui la Democrazia non alberga, non è prevista. Solo se le prassi della cricca minorile colpiscono (per sbaglio..) un "potente", la stampa ci informa a dovere. Diversamente, non lo fa, anche perchè chi ha mezzi di persuasione riesce sempre a farla franza nei tribunali.

Il senatore Franco Cardiello (PDL), nei giorni scorsi, ha presentato una interrogazione parlamentare  a risposta scritta che riassume analiticamente cosa sia successo alla ASL di Rimini, dove i servizi sociali pare abbiano confermato la triste nomea che li vede sempre più come protagonisti della malagiustizia applicata al diritto di famiglia. Ecco il testo.

 

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

CARDIELLO - Al Ministro della giustizia

Premesso che:

 

  • Il signor Aldo Forte nel 1994 si separava consensualmente dalla moglie;
  • Tra i motivi che avevano determinato detta separazione vi sarebbero stati anche i maltrattamenti operati dalla madre sui figli della coppia, all'epoca dei fatti ancora minorenni;
  • Dopo la separazione la madre presentava un esposto al giudice tutelare informandolo di vietare tutti i rapporti tra il padre e i figli per maltrattamenti;
  • Il giudice tutelare, sentito il genitore accusato, disponeva l'immediato ripristino dei rapporti parentali dandone immediata comunicazione all'Asl di Rimini, la quale, al contrario, non ha tenuto in conto tale dettato;
  • Successivamente il Tribunale per i minorenni, cui erano stati inviati gli atti per competenza, sulla base delle informazioni ricevute dai  medesimi servizi sociali della competente Asl di Rimini, decretava la decadenza del padre dalla potestà genitoriale;
  • La Corte d'Appello respingeva, quindi, il ricorso proposto dal predetto padre ritenendo, in base alle predette informazioni,"la personalità del reclamante fortemente disturbata e disturbante";
  •  Il Tribunale di Rimini, successivamente al procedimento minorile, stabiliva il diritto di visita del padre ai figli affermando che la decadenza dalla potestà genitoriale non inibiva i rapporti parentali;
  • Tuttavia, stante la situazione di grave conflittualità fra gli ex coniugi, i rapporti fra il padre e i figli, già scarsissimi, si interrompevano del tutto a partire dal 1997 nonostante l'assenza di alcun dispositivo di divieto;
  • Nel 2003 uno dei figli, divenuto maggiorenne, presentava istanza al Tribunale per i minorenni per il reintegro della potestà genitoriale del padre confessando di non aver mai subito alcuna percossa da lui e riconoscendo come false le dichiarazioni fornite dalla madre;
  • Il secondo figlio, ancora minorenne, si recava dai Carabinieri e, dopo aver confidato di non poter più vivere con la madre, comunicava la sua intenzione di rifugiarsi dal padre;

 

considerato che:

 

  • Gli operatori dei servizi sociali della Asl di Rimini, trattando il caso della separazione e del relativo affidamento dei figli, avrebbero tralasciato di ascoltare le ragioni del padre prediligendo esclusivamente le motivazioni addotte dalla madre;
  • Entrambi i minori sarebbero stati ascoltati solo in presenza della madre e, quindi, verosimilmente, sotto la sua "influenza";
  • Entrambi i minori avrebbero subito maltrattamenti e percosse per tutto il tempo in cui sarebbero rimasti affidati alla madre;

 

considerato, infine, che:

 

  • Il signor Aldo Forte ha ritenuto di procedere civilmente nei confronti degli assistenti sociali responsabili del procedimento di separazione e relativo affidamento dei figli;
  • Nella relazione di consulenza sull'operato degli addetti ai servizi sociali richiesta dalla competente Procura della Repubblica di Rimini,  i tecnici hanno riscontrato "una certa leggerezza nella valutazione della complessità della situazione dimostrando di essere superficiali nel cogliere alcuni aspetti che meritavano di essere approfonditi rinunciando a constatare la veridicità delle informazioni..... sono state prese in considerazione solo ed esclusivamente le dichiarazioni della signora...."; "sarebbe stato auspicabile valutare l'opportunità di escludere maggiormente la madre, la quale, essendo stata più presente durante i colloqui ha finito col far creare all'equipe un punto di vista sbilanciato a suo favore. Limite, questo, accentuato dagli esigui tentativi da parte dei servizi sociali di cercare conferme conducendo dei colloqui con i figli in assenza della madre, tali da permettere loro una maggiore libertà di espressione del loro vissuto e rendendo partecipi i parenti più prossimi quali ad esempio i nonni paterni che risultavano alquanto coinvolti";
  • La predetta relazione conclude affermando che il lavoro degli operatori dell'Asl "risulta essere piuttosto superficiale e perfezionabile sotto il profilo tecnico";

 

l'interrogante chiede al Ministro in indirizzo di sapere se sia a conoscenza di tutto quanto sopra riportato e, in caso affermativo:

 

  • Se e in quali modi ritenga di dover intervenire, in caso di controversie fra coniugi, al fine di tutelare i diritti dei padri separati  e dei loro figli pur nel rispetto delle prerogative delle madri separate;
  • Se e in quali modi intenda intervenire al fine di consentire un regolare e armonioso svolgimento dell'attività degli assistenti sociali;
  • Se e in quali modi intenda intervenire al fine di consentire un regolare e armonioso svolgimento dell'attività dei giudici tutelari;
  • Se e in quali modi intenda intervenire al fine di delineare in maniera incontrovertibile i diritti alla giusta difesa affinchè, soprattutto nell'ambito minorile, non abbiano a essere trattati in maniera superficiale;
  • Se e quali sanzioni ritenga opportuno prevedere per coloro i quali, nell'ambito di un procedimento per l'affidamento di minori, abbiano a svolgere con negligenza o superficialità la loro mansione.

 

Sen. Franco Cardiello


Fonte: Redazione

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Ci sono 6 commenti


17.40  di sabato 26/05/2012
scritto da  Marco Graziani

Buongiorno mi chiamo Marco Graziani e la separazione conflittuale e demenziale, la moglie vuole l´esclusivita´ e la gestione dei figli, inventando e denunciando fatti non veri gli assistenti sociali non sono equi nel valutare le situazioni ed hanno escluso il padre a priori vorrei citare gli assistenti sociali per negligenza distinti saluti 


07.54  di sabato 14/05/2011
scritto da  al chiarissimo SENATORE FRANCO CARDIELLO
LODI,LODI E LODI al SUO fermo coraggio e alla SUA ammirevole volonta´..... nel combattere e denunciare struttura e bieghi personaggi sempre impuniti.....piu´ simili alle fiabe con l´orco.....e attori di fatti che si possano concepire piu´ ...<< nel terzo mondo o in paesi con regimi totalitari..... che in ahime´I T A L I A....>> LO AFFERMO PERCHE´ TESTIMONE SULLA MIA PELLE E DELLA MIA FAMIGLIA,IO MIA MOGLIE E I MIEI FIGLI....con stima sincera DISTINTI SALUTI ROBERTO MARINI da R I M I N I p.s...chi paghera????? i danni alle mie bambine e mia moglie reclusa con le bambine per 18 mesi in una casa protetta assieme alle prostitute nigeriane!!!!!!!

09.43  di martedì 19/04/2011
scritto da  aldo forte

sono l´autore dei 48 procedimenti civili e penali nei miei e nei loro confronti . Avviso agli utenti: dei 12 procedimenti penali a carico dei servizi sociali ho avuto solo archiviazioni .Nel procedimento civile contro asl di rimini sono ad oggi stato condannato a 120.000 euro di spese legali .Attenzione su Rimini"qualcuno li copre" ed è molto potente.L´interpellanza è solo il tentativo di aprire una piccola breccia .se fallisce adotterò il piano "b",quello che mi ha permesso di salvare almeno un figlio.


01.29  di mercoledì 13/04/2011
scritto da  Gabriele Bartolucci

Mi chiamo Gabriele Bartolucci e vivo una vicenda simile a quella del signor Aldo Forte che, malgrado io viva a Riccione, non ho il piacere di conoscere personalmente: nel mio caso la superficialità e la faziosità delle dichiarazioni di una assistente sociale hanno rischiato di pregiudicare gravemente la vita dei miei figli, e la mia: nonostante questo la AUSL di Rimini ha perseverato ad avvallare il comportamento di questa operatrice (già in passato redarguita dal Giudice del TdM di Bologna per fatti ancora più gravi),lo stesso ha fatto l´Ordine degli Assistenti Sociali di Bologna: il superiore interesse del minore è sparito da un pezzo sotto la sabbia che a Rimini abbonda più nei tribunali che in spiaggia. Chiedo alla Segreteria di Adiantum di girare il mio contatto al Sig. Aldo Forte per poterlo incontrare e coordinare insieme una azione comune contro questa organizzazione di autocrati. E´INCREDIBILE che di una cosa del genere si legga solo su ADIANTUM mentre i giornali anche locali riempiono spazi vuoti dedicandoli al festival delle donne rifatte!


18.04  di lunedì 11/04/2011
scritto da  LISA T. DI BRESCIA
BEL LAVORO SVOLTO DAI SERVIZI SOCIALI!!!!!!LE STESSE COSE CHE STANNO FACENDO A ME TUTTO PERCHE UN GIUDICE ASCOLTA SOLAMENTE LA RELAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI MA NOI COME CI DOBBIAMO DIFENDERE DA QUESTE MOSTRUOSITA´??????CI POTETE DIRE DOVE DOBBIAMO RIVOLGERCI PER FAVORE?????E´ ORA CHE STA LEGGE ITALIANA DEL CAVOLO LA FINISCA DI FARE DEL MALE AI NOSTRI FIGLI TUTTO PERCHE´ UN GIUDICE STA SEDUTO DIETRO AD UNA CATTEDRA ACCOGLIENDO SOLAMENTE CARTACCIA SCRITTA DAI SERVIZI SOCIALI MA PERCHE´ NON METTONO POLIZIA AD INDAGARE SE REALMENTE SONO VERITIERI I RACCONTI DI QUESTE SPECIE DI SERVIZI?????ALLORA??????DOVE DOBBIAMO ANDARE A FINIRE PER COLPA DI QUESTA GENTE???A NON VEDERE PIU I NOSTRI FIGLI PERCHE COMANDANO LORO OPPURE IN GALERA PERCHE´ QUALCHE GENITORE PRIMA O POI LI FA FUORI RISPONDETE ORA?????????????E POI PER GIUNTA IL GIUDICE DIREBBE CHE IL GENITORE E UN PAZZO PERCHE REAGISCE CON RABBIA CONTRO I SERVIZI SOCIALI E ALLORA NON HA DIRITTO ALLA PATRIA POOTESTA´ PERCHE E UN PAZZO E VERO COSI´ O NON E´ VERO???????


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