Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Per una frase innocua padre e nonno rischiano il carcere. Figlia allontanata per un anno

News e Comunicati Stampa


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Per una frase innocua padre e nonno rischiano il carcere. Figlia allontanata per un anno
A volte, vicende kafkiane nei tribunali

30/03/2011 - 18.28

Una frase innocente ha trascinato in un vortice paradossale una famiglia. E’ bastato cogliervi un significato ambiguo. Ne è nata una lunga e assurda storia che ha costretto la magistratura a misurarsi con il peso delle parole. Adesso è finita e F. C., un uomo fattosi dé, immigrato nel Canavese 60 anni fa, racconta come può cambiare la vita di persone perbene.

«Succhia e poi sputa». Detto da un padre settantenne al figlio. Il contesto: la cantina della loro villa, i due piccoli imprenditori stanno per travasare il vino dalla damigiana nelle bottiglie. L’anziano: «Ho detto a mio figlio di infilare il tubo di gomma nella damigiana e di aspirare il vino. Una boccata perché il resto fluisse nelle bottiglie. Il vino a lui non piace e così gli ho pure detto “sputa” riferendomi al quantitativo che avrebbe trattenuto in bocca».

Per quelle parole - ascoltate da una bimba di 8 anni, senza poter vedere la scena, e riferite alla madre - il nonno e il padre della piccola hanno rischiato di finire in carcere e sono stati indagati per l’infamante reato di pedofilia. Dalla banalità di un contesto familiare si è precipitati in quella del male. Dopo 18 lunghi mesi padre e figlio sono usciti dall’incubo. L’11 febbraio, il gip Anna Ricci firmava il provvedimento di archiviazione del caso. L’ F.C. è uomo tutto d’un pezzo e il suo racconto gli assomiglia: «L’avvocato Davide Nizza ci ha chiamati per darci la notizia. Io e mia moglie ci siamo guardati, senza aver bisogno di parlare, e abbiamo pensato alla nostra nipotina che non vediamo dal maggio 2009».

Lo sguardo si posa sui ricordi della giornata più lunga: «Era il 27 luglio 2009, le 7,20. Uscii in bicicletta. Un’auto mi si mise di traverso. “Carabinieri”. Sono in sei, uno mi mostra un foglio. C’è scritto che devono perquisirmi la casa. Barcollo. Mi fanno sedere mentre loro cominciano dalla tavernetta. Han persino guardato dentro la cuccia del cane. Cercavano materiale pornografico ma l’ho capito solo dopo molte ore. Li guardavo prendere le armi da caccia, le munizioni, il computer, le mie foto da sciatore. “E ora?” chiedo al maresciallo quando finiscono. “Deve seguirci”».

«Mi portano in una prima caserma. Controllano che tutti i miei fucili da caccia sono in regola. “Posso andare?” dico io. Macché, mi spostano in un’altra caserma. Due ore di silenzio, su una panca. A mezzogiorno chiedo: “Si può sapere qualcosa?”. Mi dicono: “Dobbiamo andare in un posto”. Mi ritrovo in tribunale a Torino. Saliamo ai piani alti».

«Una porta. Dentro c’è una donna, un pm. “Qui ci sono cose gravi”, mi dice senza tanti preamboli. Guardo quella signora dal piglio deciso e le rispondo: “E’ da stamattina che mi sembra di sognare”». Si passa una mano fra i capelli, a spezzare l’emozione: «La pm non molla: “Sa che suo figlio è accusato di aver abusato della propria bambina, sua nipote? E lei cos’ha fatto con suo figlio? La bimba vi ha sentito parlare fra voi in cantina..”.. C’era anche dell’altro: secondo la denuncia di mia nuora, mio figlio ed io ci chiudevamo in camera con la bambina e la costringevamo ad assistere ai nostri atti sessuali».

«Non stavo più nella pelle. Sono arrivato qui all’età di 14 anni con la valigia di cartone che tengo ancora in casa per ricordarmi da dove vengo. Rispondo a tono. Passano le ore. Verso le 17, incrocio mio figlio nel corridoio, ha ancora la tuta da lavoro addosso. Mi crolla fra le braccia. Ho pensato: ci arrestano».

«Aveva intuito bene. - interviene l’avvocato Nizza - Il pm Livia Locci, di fronte ad accuse così pesanti, aveva deciso di mettere subito a confronto suo figlio con la moglie e per le frasi sconclusionate di lei si convinse di dover procedere con cautela. E dispose una consulenza psichiatrica sulla signora. L’esito è stato: disturbo bipolare di tipo 1, con episodi maniacali».

«Mia nipote le chiese spiegazioni di quella conversazione carpita fuori dalla cantina e lei si è fatta tutto un film. Da mio figlio si stava separando. Ha agito come se volesse dirci: la bambina è mia, non potete portarmela via». L’uomo respira lungo: «Non è finita là. La nipotina era stata affidata dai giudici alla nonna e alla zia materne, che vivevano con mia nuora. Le assistenti sociali andavano a visitarle e scrivevano nelle loro relazioni che la bimba era serena. I dottori scrivevano il contrario».

«Le assistenti sociali hanno complicato le cose. E’ passato altro tempo. Mio figlio, dopo un anno, è riuscito a rivedere la figlia, ma la madre gliela aveva messa contro. Lei è la vera vittima di quanto è successo».


Fonte: lastampa.it

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia č stata letta 6711 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


Il DDL 735 e il voltafaccia politico del M5S: 26 organizzazioni chiedono le dimissioni di Spadafora

Una nutrita schiera di associazioni e organizzazioni a tutela dei diritti civili della famiglia, a seguito...

07/04/2019 - 11:01
Il DDL 735 e il voltafaccia politico del M5S: 26 organizzazioni chiedono le dimissioni di Spadafora

DDL 735, confronto acceso nella maggioranza. Cosa bolle in pentola? E soprattutto, cosa chiede il M5S?

Il percorso del DDL Pillon in Parlamento si rivela meno facile di quanto non potesse sembrare. Anche...

15/09/2018 - 08:52
DDL 735, confronto acceso nella maggioranza. Cosa bolle in pentola? E soprattutto, cosa chiede il M5S?

Non solo Italia. In Spagna una deriva giudiziaria discrimina economicamente i mariti

Un breve articolo compare il 15 aprile sul portale Studio Cataldi, sempre molto utile per dottrina ed...

13/04/2017 - 11:08
Non solo Italia. In Spagna una deriva giudiziaria discrimina economicamente i mariti

Adiantum, Nestola in Tv su Rai2: «6 milioni di uomini vittime di violenza»

Ieri sera in prima serata su Rai 2 nella trasmissione "Nemo – nessuno escluso", il Dott....

14/04/2017 - 21:20
Adiantum, Nestola in Tv su Rai2: «6 milioni di uomini vittime di violenza»

19 Marzo, D´Auria: undici anni dal Condiviso ed ancora ostruzionismi. Cardinale: riflettiamo sul sistema

Francesco D’Auria, Segretario nazionale Adiantum, lancia un appello a tutti i genitori...

19/03/2017 - 12:20
19 Marzo, D´Auria: undici anni dal Condiviso ed ancora ostruzionismi. Cardinale: riflettiamo sul sistema

Scagliusi al Governo: modificare il trattato Aja sulle sottrazioni internazionali

Interpellanza al Presidente del Consiglio, da parte del deputato Emanuele Scagliusi (M5S) in materia di...

21/11/2016 - 15:55
Scagliusi al Governo: modificare il trattato Aja sulle sottrazioni internazionali


Le Notizie piů Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 9 commenti


23.49  di giovedì 31/03/2011
scritto da  Pierpaolo
Bravi, bravi, bravi!
Con quanta soddisfazione si pagano le tasse, sapendo di pagare gli stipendi a magistrati del genere.

11.34  di giovedì 31/03/2011
scritto da  a dadtux
Ciò che dici è verissimo: è uno scontro tra "esperti", ma non sono tutti in buona fede.
Io penso che, stante la assoluta NON scientificitĂ  della psicologia, la soluzione migliore sarebbe non affidare alcuna CTP e CTU a psicologi.
La genitorialitĂ  deve essere assunta per ogni italiano, a meno di elementi quantificabili di natura penale.
In ambito penale i PM non potranno basarsi su perizie psicologiche, ma su dati, intercettazioni, materiale probatorio, pedinamenti, elementi medici.
Deve finire la pacchia di chi si definisce esperto e poi "cacasentenze" in ambito psicologico senza alcun fondamento di natura oggettiva. Deve finire la pacchia di chi a tavolino fa le perizie! TUTTE le altre professionalità in CTU fanno misure, esami, modelli, piante , clachi, radiografie, prove del DNA e gli psicologi che fanno? Sproloquiano! Bello così, piacerebbe anche a me! Tanto, che ci vuole a inventare?

Fuori gli psicologi dalle balle!
Fate parlare i fatti!



11.14  di giovedì 31/03/2011
scritto da  Stefano
un milione di Euro di risarcimento agli uomini ed ai loro figli che la hanno subita. Revoca della potestĂ  della pazza. ResponsabilitĂ  civile dei magistrati. qui con l´affido dei minori le mamme pazze caricano la pistola ed i giudici sparano sui papĂ  sia per quanto riguarda il regime di visite che non dovrebbe esistere, sia per i soldi che chiedono per il mantenimento...troppi, diventano una macchina mangiasoldi.

10.27  di giovedì 31/03/2011
scritto da  anche io vittima della dott. Livia Locci
Ebbene sì, il magistrato pm Livia Locci mi ha separato da mio figlio nel giro di pochi giorni, confidando sul supporto di una psicologa di un centro antiabusi della città di Torino.

Perizia tecnica, perizia su mio figlio, perizia su mia moglie, perizia su di me.
Poi la richiesta di archiviazione!
Circa 15.000 euo spesi in consulenze e avvocati!
Mesi senza vedere mio figlio!
Mezzo infarto, di cui mi curo ancora oggi!

Il PM Livia Locci, quando ha capito che mia moglie si era inventata tutto, ha chiesto l´archiviazione! Nessuno della procura che abbia mosso un dito contro le fandonie di mie moglie, nessuno che le abbia fatto almeno una romanzina!
Nessuna scusa per quanto la procura ha causato a mio figlio!





08.58  di giovedì 31/03/2011
scritto da  dadtux
Bisognerebbe che le indagini su questi casi venissero fatte con grande riservatezza e grande cautela. Ci sono invece persone e gruppi che per quanto riguarda i casi che coinvolgono i minori sostengono che non esistono casi di di false accuse, che i minori non possono essere manipolati e che dicono sempre la veritĂ . E´ su questo punto in realtĂ  che si gioca la battaglia sulla presunta "non esistenza" dell´alienazione parentale. Quelli che negano che si possano manipolare i minori lo fanno per difendere la posizione di chi ha scelto di usare le false accuse per distruggere l´ex partner.


1 - 2


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti č unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitŕ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584