Adiantum Adiantum su Facebook English Français Deutsch Espanol Class Action
[ ]

Affidamento condiviso: cronaca di una legge non applicata - di Tiberio Timperi

In Primo Piano


Imposta Adiantum come pagina iniziale Stampa l'articolo Invia l'articolo per Email Aggiungi ai Preferiti


Affidamento condiviso: cronaca di una legge non applicata - di Tiberio Timperi

03/02/2011 - 23.14

La cosa è ben nota al Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che nel 2010 e in questo inizio di 2011 ha ricevuto un’interrogazione parlamentare da parte dell’Onorevole Rita Bernardini, dei Radicali Italiani.

A questa, per gli stessi motivi, si è aggiunta di recente la class action contro il CSM. Ad organizzarla Adiantum,  una delle associazioni di genitori separati più accreditate.

In sostanza, l’orientamento culturale prevalente della magistratura è tale da far naufragare lo spirito che ha animato il legislatore: quello della bigenitorialità. O se si preferisce, del diritto del figlio di avere due genitori. Sulla carta, una rivoluzione, considerato che prima, di fatto, il padre all’indomani della separazione, veniva cancellato.

Purtroppo, successivamente all’entrata in vigore della legge, è stato subito chiaro il sapore gattopardesco.

Cinque anni dopo , parole a parte, la situazione è rimasta identica.

Andiamo con ordine.

Per l’Istat e i tribunali, l’affidamento condiviso viene concesso nel 90 per cento dei casi.

Sulla carta. In realtà le cose sono ben diverse. Esaminiamo.

La legge prescrive che il minore abbia un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori? I  giudici concedono al padre che vuol fare il padre, 8 giorni in media al mese contro i 23 della madre.

La legge prescrive l’assenza di genitore prevalente ?

I giudici si sono inventati, a loro uso, la collocazione del minore. Ovviamente 9 volte su 10 presso la madre. A prescindere dalla richiesta del padre.

La legge prescrive il mantenimento diretto, vale a dire la possibilità per il genitore che deve provvedere al mantenimento, di farlo direttamente ?

I giudici ricorrono all’assegno per il genitore collocatario, 9 su 10 la madre, assegno che si trasforma spesso in rendita parassitaria non essendoci obbligo di rendicontazione.

Insomma la legge viene ignorata.

Dopo il divorzio, per i padri che vogliono fare i padri, solo doveri.

Per le madri che vogliono approfittare di una consuetudine,  un vitalizio.

Meglio, un win for life.

Tempi, usi e costumi sono cambiati. E con essi, anche il modo di vivere la paternità.

Ma certi avvocati, certi giudici e certi psicologi fanno orecchie da mercante.

Il divorzio all’italiana fa comodo. Complice la lentezza della giustizia e l’orientamento culturale prevalente che vede al centro la mamma e non il minore, il divorzio alimenta  un lucroso business sulla pelle dei nostri figli. E dei padri. Senza se e senza ma.

Attenzione, questa non è una battaglia dei padri contro le madri o viceversa.

Semmai contro il sistema.

Un sistema che favorisce, ad esempio, certi avvocati che, pur di gratificare il cliente, avallano strategie processuali basate su false denunce piuttosto che avviare una mediazione. So di cosa parlo, avendolo vissuto sulla mia pelle. Con buona pace della deontologia professionale. Al salone della giustizia di Rimini, questa mia affermazione ha molto irritato un insigne giurista (difesa di categoria?) e un membro dell’AIAF ,associazione avvocati italiani della famiglia. Segno che forse a pensar male si fa peccato ma difficilmente si sbaglia. 200.000 avvocati in Italia sono tanti, per alcuni troppi. Il cliente è sacro. Il figlio meno…

Un altro aspetto del condiviso, è legato alle famigerate CTU, ovvero le consulenze tecniche. Nei tribunali vengono sempre scelti gli stessi, come in una compagnia di giro. Con l’assurdo che magari il CTU nominato dal giudice è amico del consulente di parte, magari della moglie… Succede anche questo nelle aule. O il fatto che quel giudice partecipi a quel congresso organizzato dall’associazione cui quel CTU appartiene in un singolare processo osmotico che può prestare il fianco ad eventuali ed inevitabili critiche.

E, per non fare torto a nessuno, una parola anche per i servizi sociali.

Tutti sono concordi nel lamentare la loro scarsa professionalità. Rare le punte di eccellenza.

Dipendenti comunali, fortemente ideologizzati che, spesso senza un’adeguata formazione, hanno diritto di vita e di morte sui nostri figli. Diritto  esercitato in tandem con i giudici.

Spesso si ha la sensazione che certi giudici non vogliano essere disturbati.

Che non si leggano i fascicoli.

Che non vogliano prendere posizione.

Giudici equilibristi.

Giudici cerchiobottisti.

Semplificano parlando genericamente di conflittualità, senza distinguere tra chi aggredisce e chi viene aggredito.

Aggredito che , se ricorre alle vie legali per far valere i suoi diritti calpestati, viene giudicato come conflittuale.

Mentre  l’altro genitore, qualora un pm non archivi, rischia una modica sanzione.

In Olanda e nei Paesi Bassi, invece, l’arresto…

A questo punto è indifferibile, con l’appoggio di tutti gli schieramenti politici, un intervento chirurgico sulla legge a prova di furbi o interpretazioni ideologiche.

Una modifica che renda realmente paritario, qualitativamente e quantitativamente, il rapporto del minore con entrambe i genitori.

Una modifica che con effetto domino, demolisca la figura del genitore collocatario, espressione coniata dai giudici, e garantisca l’uso e la disponibilità della casa coniugale da parte del suo proprietario.

Sarà mica un caso che in Italia stiano spuntando come funghi case accoglienza per padri separati?

Serve la radiazione dall’albo di quegli avvocati che avallano strategie processuali basate su false denunce.

Serve che ci siano giudici specializzati nel diritto di famiglia. E, in caso di loro separazione, non esercitino fino al  divorzio.

Serve che il mantenimento dei figli sia legato a reali esigenze e non agganciato al reddito paterno e al tenore di vita che, inevitabilmente, si dimezza.

Serve che il divorzio sia immediato. Un sì per sposarsi, un sì per divorziare. Basta con il gioco dell’oca che vede prima tre anni di separazione e poi, come nel gioco dell’oca si azzera tutto e si ricomincia daccapo con il divorzio.

Serve il contratto prematrimoniale.

Serve demolire la certezza, da parte della donna, di avere il coltello dalla parte del manico. Di ottenere sulla carta figlio, casa, e soldi. Che razza di pari opportunità sono queste?

I diritti e i doveri devono essere equamente distribuiti.

Ed oggi così non è.

Con buona pace di una sinistra che continua a chiudere gli occhi davanti a disagio e dolore.

Una sinistra che, nella strenua difesa della donna, paradossalmente vanifica le conquiste del femminismo e si trasforma in maschilista.

Con una donna, di fatto, mantenuta ad libitum dall’uomo.

 


Fonte: Redazione

Non ci sono allegati per questa notizia



Torna indietro

Questa Notizia Ŕ stata letta 11028 volte
Delegazioni
Dona ad Adiantum

Notizie Correlate


26 associazioni di genitori separati chiedono al Governo Conte le dimissioni di Spadafora: il testo

La pazienza è finita. Questa, in sintesi, la presa di posizione di numerose...

07/04/2019 - 14:53
26 associazioni di genitori separati chiedono al Governo Conte le dimissioni di Spadafora: il testo

Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Di ALESSIO CARDINALE* - Sono trascorsi ormai più di dodici anni dalla entrata in vigore della legge n....

15/09/2018 - 00:53
Dalla L. 54/2006 ai nuovi disegni di legge di modifica del Condiviso. Agire anche sul fronte penale

Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

È quanto riportano le agenzie: dall’inizio dell’anno sono 16 le donne sospese dal...

12/03/2018 - 11:09
Aumentano i casi di maestre che maltrattano gli alunni. Eppure nessun allarme, nessun caso mediatico

Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

A leggere certa roba viene il voltastomaco. 

Ormai, nel dilagante...

09/08/2017 - 07:09
Lo sciacallaggio mediatico del Manifesto e la crociata femminista della Romanin - di Fabio Nestola

AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Oh, ecco com’è stata recepita dal Ministro la vibrante protesta AIAF.....Il MIUR riconosce che...

02/05/2017 - 13:34
AIAF si indigna per le linee guida di Brindisi, Orlando risponde: lavoriamo per il Condiviso

Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?

L’ISTAT pubblica un’analisi dei dati emergenti dalla giurisprudenza 2005/2015, ed ammette la...

11/04/2017 - 11:51
Linee sul Condiviso nei tribunali, si aggiunge Salerno. ISTAT ammette il flop: chi lo dice ad AIAF?


Le Notizie pi¨ Lette


Inserisci un commento Inserisci un commento


Ci sono 23 commenti


09.25  di lunedý 09/03/2015
scritto da  annamaria moreschini
Mai avrei immaginato che una separazione facesse tanto soffrire e soprattutto penso che si parla tanto di pari opportunitÓ ma mai come oggi vengono calpestati i sacrosanti diritti di un padre di amare educare e crescere il proprio figlio e del FIGLIO di avere entrambi i genitori.Assistenti sociali superficiali e impreparati,mediazioni familiari che a suon di denaro non aiutano anzi acuiscono i litigi fra moglie e marito,sacerdoti interessati a far bella figura con i matrimoni che funzionano,come fosse merito loro,e non a dare la vita per salvare quelli in frantumi.PARI OPPORTUNITA:mortificazioni,allontanamento da casa,dal figlio,angoscie,frustrazioni,soldi(la donna vince un vitalizio e il marito finisce sulla strada),ecc ecc E ORA CHE SI APPLICHI LA LEGGE .Con le donne di oggi individualiste e egoiste un figlio ha ancora pi¨ bisogno della figura paterna,come saranno questi figli domani? Aumenteranno i problemi psicologici saranno anche loro individui egoisti incapaci di farsi carico di ogni cosa insoddisfatti perchŔ carenti di vero amore alla ricerca di felicitÓ MA quale felicitÓ.Lo Stato deve rendersi conto che il problema non Ŕ solo l´oggi Ma Domani?

18.19  di marted├Č 03/04/2012
scritto da  Leuci Francesco
Secondo me caro Tiberio la soluzione che sevirebbe a far si che si limitassero tutti questi divorzi sarebbe quello di disarmare le donne da quelle certezze che hia elecato prima ,cio├Ę (figlio,casa e soldi) garanzie che permette loro di separasi senza alcuna difficolt├á e per ragioni davvero non importanti .
se incominciassero a limitare alle donne l´uso di queste armi ovviamente a secondo del caso credo che i divorzi inizierebbero a diminuire. Io sono un padre separato e mi sento indifeso e vittima di una legge che tutela tipe come mia miglie che mi ha lascito in un momento molto difficile della mia vita ci├Ę in un grave stato di salute permettendosi di farlo nonostante fosse in stato di gravidanza.quindi ├Ę propio il caso di dirlo che ho avuto oltre al danno anche la beffa.Ti saluto.

16.22  di luned├Č 03/10/2011
scritto da  Ferrante Fabio
Salve Tiberio, anch´io sono un padre-separato,le nostre storie sono quasi uguali. Nel 2008 ho perso lavoro e famiglia, non ├ę una cosa bella da mandare gi├╣, e se non avevo la mia famiglia ha sostenermi a quest´ora ero in mezzo ad una strada. Da quando Martina aveva 14 mesi mi sono separato, e da quel giorno e fino ad oggi, l´ex moglie me ne ha combinate di tutti i colori.Non ├ę giusto per niente che la madre deve tenere la bambina 23 giorni ed io solo 8. Questo ├ę l´AFFIDO CONDIVISO? Io cmq cadr├▓ per├▓ mi rialzer├▓ subito, per lottare sempre per mia figlia Martina.Condivido pienamente tutto quello che hai detto sull´affido condiviso forza e coraggio a tutti i padri separati come me.

11.29  di venerd├Č 17/06/2011
scritto da  avv. Paolo Giordano Orsini
Carissimo Tiberio, non ci conosciamo ma conosco il tuo problema essendo un vvocato matrimonialista. Condivido inpieno quanto da te detto ieri a Zapping. Ti suggerisco per├▓ che la primo riforma da fare ├Ę la costituzione anche in Tribunale di una sezione specializzata nel diritto di famiglia e minorile. E´ un argomento troppo elicato e specifico che non pu├▓ essere trattato da giudici che si occupano anche di altre problematiche. Ottenuto quasto sono d´accordo sulla inutilit├á ed inefficacia della normativa sull´affidamento condiviso: ├Ę inutile in quanto inapplicabile e inapplicata. Andrebbe rivista anche la situazione relativa alla esecuzione delle sentenze che nn pu├▓ essere affidata alla sezione generica delle esecuzioni, ma anch´essa deve essere affidata alla sezione famglia, con tempi e modalit├á diverse. Le riforme da fae per rendere la legislazione sul diritto di amiglia e minorile moderna, efficiente e soprattutto a favore dei minori. Altra riforma importante ├Ę anche quella dei servizi sociali a cui oggi sono dati dei poteri eccessivi a pwrsone assolutamene impreparate sia tecnicamente che psicologicamete (basta leggere i giornali). Ti faccio tanti auguri di vincere la tua battaglia.
Un saluto. La mia e.mail per ogni evenienza o suggerimento ├Ę:avv.paoloorsini@fastwebnet.it

15.12  di luned├Č 04/04/2011
scritto da  vvigr
io sono una mamma..a cui hanno levato le figlie
non mi drogo, lavoro, sto bene..non sono mai stata male
sono giovane (32 anni) con una bimba di 7 ed una di 4 e mezzo
ebbene: 2 anni fa mi hanno levato il collocamento
affidamento condiviso ma collcamento presso il padre
siamo anocra in tribunale, non c´├Ę motivo per cui io possa stare con le mie bimbe solo 3 pomeriggi a settimana
ma questo per dirvi che capita anche a noi...
che io sono un´eccezione ma le eccezioni esistono..
che forse io sono una vittima della vostra giusta battaglia
ma io ne sono vittima perch├Ę ilgiovane giodice che ho trovato ha pensato bene di fare la sentenza shock.. ed io ci sono andata nel mezzo..
forza..a voi ed a me..riotterremo i nostri bambini..
v.



1 - 2 - 3 - 4 - 5


La redazione si riserva di eliminare o correggere i commenti ritenuti offensivi, volgari e volutamente provocatori

Ogni opinione espressa in questi commenti Ŕ unicamente quella del suo autore, si assume ogni responsabilitÓ civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione del materiale inviato. L'utente, inviando un commento, dichiara e garantisce di tenere Adiantum manlevata e indenne da ogni eventuale effetto pregiudizievole e/o azione che dovesse essere promossa da terzi con riferimento al materiale divulgato e/o pubblicato.


Area Riservata - © Adiantum 2008 - 2019 - Codice Fiscale: 97611760584