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Coraggio Silvano, passera´ ! - di Bernardo Femia

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Coraggio Silvano, passera´ ! - di Bernardo Femia

30/01/2011 - 15.53

La famiglia è un microsistema di relazioni e la maggior parte di esse sono anche un sistema economico fatto di delicati equilibri fondati su puntuali previsioni di entrate e di uscite finanziarie.

All’interno della convivenza familiare si ottengono non indifferenti economie di scala, ovvero la spesa non aumenta proporzionalmente all’aumentare del numero dei suoi componenti ma, nel rapporto spesa complessiva/numero dei componenti, scema più che proporzionalmente sino ad un dato punto di saturazione che può variare da nucleo a nucleo.

Tradotto in soldoni vuol dire che essere in quattro in casa o in sei non fa variare la spesa per l’affitto o per riscaldamento, né la spesa alimentare subisce, spesso, grandi variazioni, tenuto anche conto del funzionamento del nostro macrosistema industriale e commerciale che incentiva i grandi consumi (cfr. offerte due per tre, pacchi famiglia, etc..).

La fuoriuscita anche solo di un componente il nucleo familiare, specie se sia portatore di reddito, necessita del riequilibrio del microsistema economico, un ridimensionamento delle uscite e, a volte, il reperimento di nuove risorse in entrata.

Ma questo vale sia per chi resta che per chi va via.

Se si sposa il figlio primogenito si pensa di norma, non solo, egoisticamente, ad assegnare al fratello minore il letto dove dormiva e, ove possibile, la camera stessa e ciò che generosamente lascia in casa, come ad esempio il computer e la scrivania dove studiava, si pensa anche a dare una mano alla neonata famiglia per le spese di avvio della nuova casa, come la cauzione per la locazione o un contributo per il mutuo da pagare, per i mobili da acquistare, per la biancheria, per le suppellettili e quanto più occorra.

Il sacrificio, dunque, è di chi va e anche di chi resta.

Se, invece, un genitore (solitamente l’uomo) va via di casa a causa della sua separazione, per la Magistratura Italiana di merito e per tanti avvocati di controparte senza scrupoli non esistono le economie di scala, non si pone in alcun modo il problema della nuova spesa, sia fissa che variabile (direbbero i commercialisti), ma il fuoriuscito, in quanto tale, non lo è solo materialmente dalla casa coniugale, ma lo è anche “di testa”, perché, per poter porre in essere un’operazione del genere, deve aver vinto un terno al lotto !

Non si spiegano, diversamente, gli spropositati provvedimenti per l’assegno di mantenimento addebitati a favore del/della ex o, - spesso solo pro-forma -, per i figli, ma che l’ex spende per se o accantona avidamente, lesinando il danaro ai figli, tanto per non far pesare “le difficoltà in cui ci ha lasciati”.

Silvano (nome di fantasia), amico mio poliziotto, è rimasto con cinquecento euro di stipendio, perché quattrocento li deve dare alla ex (che lavora) e trecento per la figlia minorenne. Stava cercando di creare una nuova casa in questa Città che non conosce ed in cui non ha nessuno ad aiutarlo. Ma, puntuale come un orologio svizzero, arriva il provvedimento del Giudice proprio nel momento in cui il suo equilibrio economico è in forte revisione per le nuove spese che si era prefisso di affrontare, alla ricerca di un nuovo equilibrio e della giusta serenità.

Silvano non si può permettere il lusso di essere denunziato (inutilmente, perché la sua ex non è in stato di bisogno) ai sensi dell’art. 570 del c.p. per omessa corresponsione degli alimenti, perché sarebbero guai seri per lui. Deve obbedire tacendo.

Silvano è solo in Città ed al dolore per la sua vicenda, a volte, si aggiunge la sofferenza e la delusione per  una Giustizia (in cui crede e per cui lavora) fortemente ingiusta e schizofrenica (in dodici mesi ha subito tre provvedimenti, tutti totalmente diversi tra loro).

Fortunatamente ogni tanto la Corte di Cassazione e, da qualche tempo, anche la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo danno una strigliata al sordo Giudice Italiano che non riesce, tuttavia e malgrado tutto, a pensare in modo “sistemico” e ad applicare ed interpretare la Legge in modo “costituzionalmente orientato”.

La Legge c’è, solo a volerla leggere nel suo significato più profondo. Esiste il principio di eguaglianza tra i cittadini (Costituzione) e tra il marito e la moglie (Carta dei Diritti dell’Uomo), esiste il diritto ad un’esistenza libera e dignitosa, esiste il diritto ad un equo processo ed il diritto/dovere ad essere genitori.

Ma tutto questo non conta.

Il tenore di vita deve rimanere tendenzialmente eguale solo per chi resta e non per chi va via.

Questa è la sintesi del significato di tanti abnormi provvedimenti del giudice di merito. E se “vai a stare in un castello o sotto a un ponte a noi non interessa!”.

Le Sentenze della Cassazione e, da ultimo, quelle della Corte Europea sono e rimangono, se tutto va bene, la soluzione del caso specifico, sempre che l’esiliato o la esiliata abbiano avuto la fortuna di trovare un Legale che abbia impostato bene la causa sin dalla prima riga scritta, dopo aver capito come funzionava e potrà funzionare il “sistema di relazioni e delle economie familiari” e non si è fatto prendere la mano dal solito giudicante limitato e bigotto.

Al dolore del fallimento, questo nostro Giudice riesce a sommare, con un fine tocco di penna, le sofferenze materiali e l’angoscia di un futuro nero e tetro come il primo giorno della nuova vita.

Mi ha detto Silvano per telefono, al colmo dello sconforto, “Pensavo di vivere in uno Stato civile, ma siamo nella più lontana delle regioni barbare…”. Mentre mi parla, mi assento un attimo, perché le parole del grande Salvatore Quasimodo mi tornano in mente. “Sei ancora quello della pietra e della fionda, uomo del mio tempo…” e mi viene d’aggiungere: “Ti hanno visto scrivere ordinanze folli in cui godevi ad aggiungere dolore su dolore”.

Ma mi mordo la lingua e taccio: “Coraggio Silvano, passerà”.


Fonte: Redazione

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Ci sono 8 commenti


18.12  di venerd├Č 04/02/2011
scritto da  marcello
forza Bernardo!!!

16.30  di luned├Č 31/01/2011
scritto da  Sergio
....dimenticavo....
LA CAUSA DURA UN GIORNO! AH AH AH

16.23  di luned├Č 31/01/2011
scritto da  Sergio
.......se non sbaglio in Svezia hanno risolto il problema applicando la legge che ├Ę identica alla 2006/54.
NON ESISTONO SCAMBI DI DENARO DI NESSUN GENERE SE NON PER LE SPESE STRAORDINARIE DEI MINORI E LA CASA RESTA AL LEGITTIMO PROPRIETARIO.
A MENO CHE UNO DEI GENITORI DICHIARI CHE E´ IMPOSSIBILITATO ALLA CURA DEI PROPRI FIGLI O PER MOTIVI DI LAVORO NON ABBIA TEMPO.
Ma la Svezia ├Ę lontanissima dall´Italia sia geograficamente che e sopratutto SOCIALMENTE.
Pensare che noi italiani vantiamo il fatto che più di 2000 anni fa avevamo già leggi e ligislatori...
Mah.......boh.........

12.21  di luned├Č 31/01/2011
scritto da  un Consiglio R.
Silvano non ti abbattere!!Combatti perch├ę adesso sei libero!!! Ricorda, se questo ti pu├▓ aiutare ad andare avanti, che la vita ├Ę una ruota che gira!!
Questa donna che al momento si accanisce su di te in qualche modo pagherà, nessuno sa come o quando, ma a te non interesserà più... ne sono certa...
Un abbraccio

20.43  di domenica 30/01/2011
scritto da  Simona
C´├Ę un eccezione per tutto, la sottoscritta non percepisce ad oggi alimenti, tranne che un misero omaggio per le caramelle della minore...


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