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Trieste, inchiesta sulla sottrazione di una bambina dalla propria famiglia

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Trieste, inchiesta sulla sottrazione di una bambina dalla propria famiglia

29/12/2010 - 01.32

Trieste. Una mamma ed un papà in attesa di una bambina decidono di preparare una casa che sia la più adatta per farla crescere sana e serena, vicino al mare, in zona tranquilla. Genitori ideali, ambiente ideale. Tanto affetto e tanta salute, la bambina nasce felicemente e cresce che è un incanto.

Ma ad otto mesi, ancora in allattamento al seno, succede un’apocalisse: mamma e bambina con un pretesto vengono praticamente sequestrate. Da chi? Da uno psicologo coadiuvato dai vigili urbani. Il marito ignaro viene informato con una telefonata sul lavoro e si precipita dove trattengono la moglie e la figlia. Un ambiente che ospita madri in condizioni di disagio. A sera rimandano ambedue i genitori a casa, ma trattengono la bambina, chiudono le porte e nessuno risponde alle loro suppliche disperate.

Ed inizia una tremenda via crucis. Dopo due giorni richiamano urgentemente la mamma perché la bambina, che si nutriva solo al seno, sta morendo di fame. Internano così la mamma e la bambina, portate via dalla loro bella casa, in uno di quei tuguri di cui le istituzioni dispongono. Il marito e sua madre cercano di alleviare le condizioni della mamma della bambina che deve allattare, ma non è nemmeno permesso consegnarle cibi e bevande. Intanto alla mamma i responsabili vogliono però imporre psicofarmaci, nonostante l’allattamento. Poco dopo viene interdetta e allontanata dalla figlia. Anche il papà perde la patria potestà. Perchè?

Vogliono obbligarlo a riconoscere che la moglie è gravemente malata, ma lui non vuole e non può farlo perchè non è vero. Numerosi soci del Comitato triestino per la legalità ed i diritti fondamentali, ed altre persone amiche, compresa Margherita Hack, sono a conoscenza delle successive vicende che hanno privato la bambina del bene supremo dei genitori, della famiglia e della casa in quest’età tenerissima. Non si sa invece quali e quante persone estranee si sono intanto avvicendate nella cura di questa bambina, in che modo e con quali conseguenze su di lei. E' ormai da tre anni che i genitori, costretti dapprima a brevi visite protette alla figlia, in presenza di persone per lo più sconosciute in ambienti estranei alla famiglia, non possono vedere la loro piccola, che cresce senza di loro. Anche alla nonna è stato vietato di esercitare il naturale rapporto affettivo con la nipotina.

Non risultano motivazioni valide, ma nel leggere gli atti relativi del Tribunale di Trieste si ha l’impressione che ci sia soltanto un mostruoso equivoco kafkiano, e che non si tratti nemmeno delle persone di cui parliamo. Chiunque conosce i genitori della bambina non può infatti riconoscerli nelle descrizioni fornite dai servizi sociali e riportate nei documenti del Tribunale. è insensato trovare in quella mamma e in quel papà carenze affettive, o addirittura difficoltà economiche. E chi li conosce non può credere a una qualsiasi forma di pericolosità conoscendone l’attitudine affettiva ed ai normali rapporti con le persone, l’intelligenza e il buon livello di cultura, la buona educazione, la gentilezza delle maniere. Non c’è inoltre negli atti alcuna documentazione medica tale che possa giustificare questi provvedimenti di natura eccezionale e di estrema gravità, soprattutto per le conseguenze già subite dalla bambina e tuttora in atto, ma anche da tutta la famiglia.

Negli atti le descrizioni della supposta malattia della mamma della bambina non risultano supportate da niente, se non da chiacchiere di persone sprovvedute senza alcuna qualifica o da uno psicologo e da una assistente sociale, nessuno dei quali è abilitato a diagnosticare patologie, e nemmeno a svolgere attività mediche. Sembrano piuttosto maldicenze paesane espresse con parole assunte da letture mal digerite di vecchi testi di psicologia. Mentre, all’esatto contrario, la madre della bambina è stata riconosciuta mentalmente integra da un’importante specialista, che ha raccomandato l’immediato ricongiungimento della bambina alla mamma.

Perchè per quei magistrati, a fronte dei suddetti pareri non specialistici tuttavìa accreditati, perizie specialistiche favorevoli sembrano non avere invece valore, o quantomeno non hanno avuto seguito adeguato e tempestivo ? Solo uno psichiatra di un discusso Centro di salute mentale risulta avere avuto un ruolo decisivo nello screditare la mamma della bambina. Ma è entrato in scena solo una settimana dopo il sequestro, cioè a fatto compiuto. Gli è stato poi richiesto più volte di stendere una diagnosi, ma non l’ha mai fatta. Ed ha infine rifiutato ogni responsabilità dicendo alla mamma di rivolgersi ai Servizi sociali. Una spirale d’inferno. L’assistente sociale la cui azione ha causato tutto ha risposto che le decisioni le prendono i magistrati. Ed i magistrati ? Le hanno detto che loro si basano sulle relazioni dei servizi sociali....

Ed intanto sono passati quattro anni ! Cosa è successo in quattro anni, mentre la bambina cresce privata forzosamente dei suoi genitori ? Avvocati, psicologi, i quiz degli psicologi, udienze in tribunale. Finché, nel giugno 2009, la Cassazione annulla e fa rifare tutto: uno schiaffo clamoroso al Tribunale, come ci ha spiegato un insigne giurista. La bambina viene allora restituita subito alla mamma ? No, riprende il girone infernale: gli psicologi, i quiz, gli avvocati, le udienze in tribunale. E per quale reato imputabile ? Nessuno. Eppure dopo l’intervento della Cassazione i genitori sono stati convocati già quattro volte dal Tribunale, che è anche stracarico di lavoro, sicché ad ogni rimescolamento delle carte può passare un anno, nessuno sa più bene di cosa si tratta e, ancora peggio, nessuno sa più nemmeno dove si trova la bambina. Sembra non interessi davvero a nessuno: discutono sulle loro carte.

Quei bravissimi genitori avevano preparato una casa fuori città, sul mare, per quella figlia desiderata ed amatissima. Finiranno col dover vendere la casa per pagare gli avvocati, e con l’ammalarsi e morire di dolore. Cosa hanno dunque che non va ? Niente: non c’è nessuna diagnosi se non a loro favore, non c’è niente; ma avevano persino costretto la mamma a psicofarmaci, e volevano farglieli assumere anche in allattamento.

Un anno fa in un convegno pubblico sui diritti dei bambini il presidente del Tribunale dei minori non ha permesso che si toccasse questo caso: “C’è un procedimento in corso”. Che vuol dire ? Non si deve intervenire proprio quando un procedimento è in corso ? O bisogna attendere inerti che si compiano errori giudiziari così nocivi e mostruosi ? Occorrerebbe piuttosto spiegare a noi comuni mortali perchè una bambina piccolissima, negli anni formativi più delicati e bisognosi di affetto, cure e sicurezze da parte dei genitori, può essere condannata ingiustamente all’ergastolo dell’esserne privata, sequestrandola e recludendola altrove in mano ad estranei, e perché dei genitori possono essere condannati ingiustamente al supplizio atroce della sottrazione della figlia così piccola, e nessuno dovrebbe dire una parola.

C’è un tutore regionale dei minori, che era anche presidente del consiglio regionale. Ma non risponde. Eppure anche lui partecipava agli eventi pubblici sui diritti dei minori. Mentre Margherita Hack, che conosce bene il papà della bambina ed i fatti, ha lanciato un appello in video. 

Intanto, bambina e genitori vengono trattati, di fatto e da anni, come se fossero pratiche cartacee, cose inerti. Eppure è una vicenda ormai nota, ed alcuni “addetti ai lavori” ne parlavano in giro già negli anni passati. Sanno tutto anche il Sindaco, massima autorità sanitaria del Comune della provincia di Trieste dove la vicenda si svolge, ed i consiglieri comunali. Ma cosa fanno per aiutare la bambina ed i genitori?  E cosa fanno le autorità sanitarie regionali ? E quelle di controllo e mediazione dello Stato, rappresentate dal Prefetto ?

Questa è una denuncia pubblica, e il Comitato per la Legalità ed i Diritti Fondamentali, che si occupa da tempo del caso, ritiene che si tratti di una situazione scandalosa, delittuosa ed intollerabile dal punto di vista umano, ed inammissibile da quello medico e giudiziario. Il Comitato chiede, con questo pubblico esposto, l’intervento immediato di tutte le Autorità competenti ad accertare quanto più rapidamente, attraverso l’esame degli stessi atti giudiziari, la verità dei fatti qui segnalati, e a prendere tempestivamente i necessari provvedimenti, disponendo per prima cosa l’immediata riconsegna della bambina ai genitori. 

 

Rete per la Legalità e per i Diritti fondamentali:

Associazione Nazionale Pensionati - sezione di Trieste

Associazione Mondiale Amici, Familiari e Malati Mentali (fondata a Rio de Janeiro)

Comitato per la Legalità Trieste

DI.A.PSI.- Roma Extreme Democratic Appeal Greenaction Transnational


Fonte: Rete per la Legalità e per i Diritti fondamentali

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Ci sono 7 commenti


09.50  di domenica 14/04/2013
scritto da  Leonardo Crepaldi
i servizi sociali,gli psicologi e gli educatori,perlomeno la maggior parte,hanno rovinato la vita dei miei figli e la mia in questi ultimi 13 anni proprio perch├Ę" non sanno quello che fanno",ne stiamo ancora pagando le conseguenze!!! Chiaro che ci sono le rarissime eccezzioni ma non bastano. Questo discorso vale anche per i giudici dei minori (certi sono delle bestie senza senso). Certo di una soluzione positiva della vicenda in tempi "relativamente" brevi,dico ai genitori di non mollare mai!!! Un forte abbraccio: Leonardo

23.40  di marted├Č 04/01/2011
scritto da  Rafael
Aberrante!
Io invece vivo l´incubo contrario: una madre con gravi problemi psichici (con ripetuti ricoveri da anni!), ma con grosse aderenze: ├Ę superprotetta e non se ne viene a capo!

18.42  di domenica 02/01/2011
scritto da  MAMMAPARMA
Io e mio marito ci siamo passati e abbiamo avuto ragione. Aiutate questi bravi genitori a riavere la propria figlia che ├Ę il frutto del loro amore e il 50% del loro aspetto genetico. Solo loro sono e saranno riconosciuto dalla figlia come pap├á e mamma. Una volta tornata a casa penseremo al da fare, quello che ├Ę.... e sta succedendo non si pu├▓ + cancellare. Sono convinta che questo anno sar├á risolutivo. Un abbraccio

00.58  di domenica 02/01/2011
scritto da  vittoria carmi
mi addolora particolarmente una notizia del genere che poi succeda a Trieste....Ma la stampa nazionale,la tv,nessuno se ne occupa?Cosa si pu├▓ fare per aiutare queste creature?

21.57  di mercoled├Č 29/12/2010
scritto da  ROMY
veramente da non crederci ! perche´non vi rivolgete alla commissione europea x i diritti dell´ uomo di Strasburgo ?


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