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Mediazione Familiare, le due facce della medaglia - di Tania Della Bella

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Mediazione Familiare, le due facce della medaglia - di Tania Della Bella

25/12/2010 - 11.12

Di mediazione si è cominciato a parlare più concretamente e diffusamente solo dopo l'entrata in vigore del D.Lgs. n.28 del 04.03.10 sulla mediazione civile, pubblicato in G.U. n.53 del 05.03.10. e che troverà piena applicazione il prossimo 05.03.11.

Ebbene il procedimento di mediazione diverrà obbligatorio e condizione di procedibilità della domanda giudiziaria, ex art.5, nelle seguenti materie: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, responsabilità medica, diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari.

Invero, se il D.Lgs. n.28/10 generalizza il sistema della mediazione, a parere di molta parte della classe forense, anche in spregio al diritto di cui all'art.24 Cost., vi è da dire che l'istituto in parola non è nuovo nel nostro ordinamento. Viene infatti introdotto già nel 2006, anche se in misura limitata rispetto alla riforma di cui al sopra menzionato D.Lgs. e a ricorso sicuramente facoltativo. Si tratta della mediazione familiare, che ha visto il suo ingresso nel nostro ordinamento con l'entrata in vigore della Legge n.54/2006 sull'Affido Condiviso.

La riforma del 2006 riscrive l'art.155 c.c.. Il nuovo testo così recita: “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. … (il giudice) Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati ...”.

La riforma inoltre, dopo l’articolo 155 c.c., inserisce, tra gli altri, i seguenti articoli:

“art. 155-bis. - (Affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso) – Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore...”.

“art. 155-sexies. - (Poteri del giudice e ascolto del minore) – … Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli”.

Ebbene, dalla lettura della normativa risulta chiaro come, più di prima, il Giudice deve tendere il più possibile a garantire la bigenitorialità e l'interesse dei figli a mantenere i rapporti con entrambi i genitori.

Della mediazione familiare parla la Dott.ssa Romina Pacitto, Mediatore Familiare, la quale dice: “La Mediazione Familiare nel nostro paese non è obbligatoria ma sull’intero territorio nazionale l’Associazione Nazionale Mediatori Familiari promuove e diffonde la cultura della mediazione come strumento nelle mani della coppia, in quanto offre ai partner un tempo, un luogo, un interlocutore qualificato che li aiuta a gestire la conflittualità, ad affrontare la trasformazione dei legami familiari, a riappropriarsi della propria genitorialità, collaborando insieme nella crescita, nella cura e nell’educazione dei figli. Superare la logica del piano antagonistico vincente-perdente, gestire le dinamiche familiari, riaprire un dialogo costruttivo, recuperare le risorse di ciascuno, promuovere un processo in divenire, realizzare un accordo negoziato dalle parti che risponda agli interessi dei partner ma soprattutto dei figli, di fatto la Mediazione Familiare: favorisce, sostiene, valorizza la bigenitorialità. La norma sull'affido condiviso va vista alla luce delle direttive internazionali ed europee che forniscono la giusta chiave di lettura nell’interpretare una materia così delicata come la gestione dei conflitti coniugali e genitoriali, “nell’interesse dell’inviolabile diritto dei figli di mantenere una relazione stabile con i propri familiari…..non c’è dubbio che quando mancano le risorse per farcela da soli, quando si è in difficoltà nel dialogo, quando il malessere dei figli diventa una conseguenza della conflittualità genitoriale, la Mediazione Familiare sia la soluzione migliore”.

Se quanto sopra illustrato è lo spirito della norma, sicuramente condivisibile nei suoi aspetti generali, vi è da dire che da oltre quattro anni di applicazione la normativa sull'affido condiviso è rimasta pressoché lettera morta.

In senso formale molti sono i provvedimenti con cui, sulla carta, si riconosce un ruolo analogo ad entrambi i genitori, ma nella pratica l'affido condiviso si è rivelato di difficile, se non impossibile, applicazione, se non fosse altro per la materiale ubicazione dei figli presso un solo genitore e l'assenza fisica dell'altro nello svolgersi della vita quotidiana del nuovo nucleo famigliare che sorge intorno al materiale “collocamento” dei figli.

Da quest'ottica nulla ha potuto modificare la riforma sull'affido condiviso, se non l'enunciazione di principi sacrosanti a tutela dei figli, soprattutto minori, che, a ben guardare, erano tutelati dalla norma anche prima della legge del 2006. Tanto è vero che, pur dove è stato disposto l'affido condiviso, nella pratica nulla o poco è cambiato rispetto al regime previgente e la scelta dell'affido condiviso piuttosto che di quello esclusivo si è tradotto in un'ulteriore strumento di lotta e rivendicazioni economiche tra i coniugi.

Tuttavia un dato va colto, nella concreta ed oggettiva impossibilità di garantire un rapporto paritario dei due coniugi rispetto ai figli, dovuto all'ovvia considerazione che solo uno di essi godrà della prerogativa del collocamento, l'intervento di soggetti terzi che, estranei alle logiche giuridiche ma più vicini per vocazione alle dinamiche affettive e sentimentali che entrano in gioco nell'ambito di una separazione, può essere d'aiuto per calmare gli animi e riportare la dialettica delle parti sulla strada della tutela dell'interesse più importante: quello dei figli, e non solo sulla carta. 


Fonte: personaedanno.it - Tania Della Bella

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Ci sono 6 commenti


22.10  di domenica 26/12/2010
scritto da  Alessandro MB
Ovviamente "lunga vita al sig. Claudio Pierucci"!
Forse ha ragione, la mia esperienza con dei mediatori famigliari è altrettanto negativa. Un mediatore privato (di un istituto Modenese) segnalato dalla mia ex, ed amico della sua avvocatessa che cerca solo il conflitto e confeziona solo false accuse, siccome io ho fatto l´errore di andarlo a conoscere per valutare la possibilitĂ  di fare la mediazione con lui, malgrado tutto, alla fine dato che come hanno detto al sig. Pierucci non rilasciano "relazioni" e secondo il loro codice deontologico non dovrebbero "prendere posizione", all´ultima istanza della mia ex c´era allegato un documento in cui questo fantomatico mediatore sosteneva senza sorta di dubbio che la mediazione non si era fatta perchĂ© io non la voglio fare.
Cosa grave perché la mediazione era stata richiesta dal giudice in modo formale e scritto nero su bianco in un provvedimento provvisorio, quindi responsabilizzare uno dei due genitori per la mancata mediazione famigliare è un atto di accusa che incide sulle decisioni inerenti l’affido di mio figlio.
Alla fine io ho querelato il mediatore per il reato del codice penale di "Falso Ideologico". Pensa te se con tutti i casini che sono stato costretto a vivere mi devo anche ritrovare ad avere a che fare con della marmaglia del genere. Ovviamente ho fatto anche un esposto alla Commissione Etica dell´ordine dei mediatori a cui appartiene. Ma in giro c’è proprio della gentaglia assurda, e quando ci sono dei conflitti, indipendentemente dal fatto che in mezzo ci siano dei bambini che soffrono, certa gente come degli avvoltoi corrono per cercare di battere cassa o schierarsi per radicare simpatie e ricevere favori.
Questo per avvisare tutti di fare attenzione, noi padri siamo già pieni di rogne senza che ci si mettano di mezzo anche dei fantomatici mediatori! Non fate l’errore che ho fatto io, non andate tranquillamente a parlare dei vostri problemi con delle persone che si mettono la maschera di “mediatori” ma sono delle persone senza scrupoli. Fate attenzione ed informatevi bene, soprattutto non accettate mai il piatto avvelenato che gentilmente vi viene offerto dalla ex o dalla sua splendente avvocatessa “mangia fuoco”.
Io da sempre proponevo la mediazione famigliare del "Centro Famiglie" del comune di Modena (servizio gratuito), ma il mediatore che ci è stato assegnato dopo alcuni incontri individuali ha decretato la momentanea "non mediabilità".
La questione è molto lunga e complessa, ma rinunciando a raccontare tutto, fra le tante altre cose, ho anche il dubbio che se ne sia risentito perché io alla segreteria dell’ufficio avevo espressamente fatto la richiesta di fare la mediazione con un dottore che lavora in equipe con il mediatore che invece poi ci è stato assegnato, inoltre a quest’ultimo gli avevo anche detto che avevo contattato ben 4 mediatori famigliari (oltre quello della mia ex di cui ho scritto sopra).
Insomma secondo me non ha preso molto bene le cose che gli detto, o forse la mia ex deve avere detto molto di peggio perché non ci ha voluto in mediazione!!! Ci siamo salutati molto cordialmente, intanto lui lo stipendio lo percepisce ugualmente e del lavoro ne hanno in abbondanza dato che le separazioni sono all’ordine del giorno.
Sembra che del bene di mio figlio non gliene freghi niente a nessuno, non che io pretenda nulla da nessuno, ognuno pensa a casa sua, ma io a differenza di altri non vado in giro a fare il Giudice che sentenzia sulla vita di mio figlio, non vado in giro a propormi come mediatore che cerca di rendere migliore la vita dei bambini di genitori separati, non vado in giro a fare (dis)servizi sociali, non vado in giro a fare l’avvocato civile distruggi famiglie …… tutta questa gente è alla stregua dei “preti pedofili”, dietro al loro “mandato” si celano degli orchi senza scrupoli che “mangiano la vita dei bambini”.

22.27  di domenica 26/12/2010
scritto da  on.line
La mediazione non è filantropica. La mediazione mette le due parti di fronte alla serie di vantaggi-svantaggi, incombenze che essi probabilmnete dovranno affrontare SE intendessero adire a giudizio. La mediazione può anche fallire, senza vinti nè vincitori, non deve avere obbiligatoriamente un risultato positivo. La mediazione COSTA.
La mediazione in Italia è destinata a FALLIRE in ambito familiare, arricchendo la nuova figura del mediatore, perchè, secondo me:
1. una delle parti NON ha interesse a mediare: può benissimo avere casa, figli, denaro, assegno di mantenimento dalla sentenza del giudice
2. una delle parti (le mogli, spesso) ha INTERESSE ad adire a giudizio, tanto, mal che vada, c´Ă¨ un affido condiviso "falso" e un "collocamento prevalente"; perchè dovrebbe "cedere" all´altro ciò che la prassi giudiziaria assicura nel 90% nei casi? Per il "bene dei figli"? Per buonismo?

NoN lasciamoci abbindolare da chi, ancora una volta, parla del "bene dei figli". Anche le SS (servizi sociali) , psicologhe, psichiatre, CTU, CTP, giudici, avvocati e compagnia cantante "dovrebbero" mettere i figli in primo piano. Ciò NON succede nella stragrande maggioranza dei casi. La stessa legge sul condiviso è DISAPPLICATA da anni.

E secondo voi un mediatore riuscirebbe dove finore tutte le altre figure hanno fallito, compresa una legge?
Sapete quali poteri ha un mediatore per indurre a mediare? ZERO!
Vi ricordo che, secondo una recente sentenza della cassazione, una donna può avere il condiviso, anche se condannata di calunnnia!
Allora mi domando: perchè una parte dovrebbe dire la verità, ragionare, mediare, se può ottenere molto anche mentendo, calunniando, e mantenendo alto il livello del conflitto?

Se non vi saranno misure deterrenti, la mediazione avrĂ  successo ZERO!
Facciamo funzionare la legge, non ci inventiamo una nuova figura, che poi dovremo tutti pagare!

16.50  di domenica 26/12/2010
scritto da  Claudio Pierucci
Due hanni fa ho fatto il pecorso della mediazione familiare. Risultato? Niente di niente. Sono stato insultato per 10 sedute dove è emerso addirittura che la mia ex prega di fronte ai figli perchè il loro padre (che sarei io) muoia il prima possibile. Alla mia richiesta di avere una relazione sulla mediazione mi è stato risposto che "non è dovuta". In pratica l´unica cosa che i mediatori danno è la fattura che ho dovuto pagare anche io per essere insultato.
Fino a quando ad un genitore si toglie la casa, si levano di fatto i figli, si levano i soldi, cosa vogliamo mediare? Non esistono i presupposti per mediare un bel niente. Questa è solo l´ennesima imbecillitĂ  e presa in giro per aggirare il vero affido condiviso. I mediatori non vogliono il condiviso altrimenti si rifiuterebbero di mediare una situazione di assoluta disparitĂ . Loro saranno l´ennesima sconfitta per i figli e per i minori che si vedono negato nei fatti un genitore. Daltronde se ci fosse un vero condiviso non avrebbero ragione di esistere i mediatori se non in situazioni "limite". Questa della mediazione invece deve diventare la regola per far accettare ai padri la discriminazione dei tribunali. E dei minori? E´ evidente che l´interesse dei minori è in subordine rispetto a tutto l´entourage di speculatori che si affanna a spillare quattrini in tema di separazioni.

12.49  di domenica 26/12/2010
scritto da  Adriana
mi correggo:

Se sei "LA POVERA MADRE" e rapisci un figlio per 8 mesi non rischi una cippalippa

perchè se sei quel cattivone del padre vai subito in galera senza se e senza ma!!!

18.41  di sabato 25/12/2010
scritto da  Adriana
Messa così mi sembra l´ennesima fregatura: molte chiacchiere e pochi fatti. Ovvero: molti soldi da spendere per i poveri papa´ giĂ  dissanguati e molte sedute di psicoterapia che si riveleranno le ennesime perdite di tempo. Finchè non ci sarĂ  una giustizia che sanziona davvero chi si comporta male (nel 90% le madri collocatarie), tutto il resto è NOIA.

Nota bene quanto è ben gestita la giustizia in Italia oggi:
Se passi col rosso paghi 280 euro di multa.
Se rapisci un figlio per 8 mesi non rischi una cippalippa.


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