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I giudici De Benedictis e Di Giorgio: dalla Puglia con errore (e concussione)

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I giudici De Benedictis e Di Giorgio: dalla Puglia con errore (e concussione)

05/12/2010 - 22.02

Avrebbe minacciato di un "male ingiusto" un consigliere comunale di Castellaneta (Taranto), suo comune di residenza, costringendolo a dimettersi; avrebbe intimorito un imprenditore e avrebbe convinto un'altra persona a non denunciare, per usura, un suo parente. Infine, avrebbe agito per permettere ad un bar aperto del tutto illegalmente di continuare ad operare.

Sono questi i capi di imputazione che l'11 novembre hanno permesso di arrestare il PM di Taranto, Matteo Di Giorgio, con l'accusa di concussione per disposizione di magistrati lucani. Di Giorgio è stato arrestato al termine di indagini - coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza perché competente a indagare sui reati commessi dai magistrati di Taranto - durate circa due anni e avviate dopo denunce di cittadini che si ritenevano danneggiati dal magistrato. Di Giorgio avrebbe compiuto atti contrari al suo ufficio, ricevendo in cambio alcune utilità, ma non denaro.

Sono quattro gli episodi contestati a Di Giorgio. «Abusando della sua qualità di pubblico ministero presso la procura della Repubblica di Taranto – scrive la gip Gerardina Romaniello nell’ordinanza di arresto richiesta dal pm Laura Triassi – per motivi politici avrebbe minacciato un consigliere comunale di Castellaneta costringendolo a sottoscrivere le proprie dimissioni per determinare lo scioglimento del consiglio comunale».

Nel secondo episodio contestato, Di Giorgio avrebbe intimorito un imprenditore del luogo prospettando che senza un suo intervento presso un altro collega, titolare d’indagini, sarebbe stato sequestrato l’intero villaggio residenziale di sua proprietà. Il magistrato è inoltre accusato di aver indotto una vittima di usura a non denunciare il presunto usuraio perché suo parente.

Infine, in concorso con amministratori e dirigenti del Comune di Castellaneta, avrebbe compiuto «atti contrari ai doveri d’ufficio», consentendo la gestione di un bar completamente abusivo perchè privo di autorizzazioni amministrative ed edilizie. 

Nell’ordinanza di custodia, il gip descrive il magistrato come un amministratore ombra presente alle riunioni politiche e pronto a candidarsi prima come presidente della Provincia di Taranto e in seguito  alla Camera, sempre con schieramenti di centrodestra. Per ottenere tali candidature, nessuna delle quali andate poi in porto, il magistrato, si legge sempre agli atti, avrebbe chiesto appoggi all’ex deputato tarantino, Giancarlo Cito, e al senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri. Tra le motivazioni dell’arresto del magistrato, i suoi colleghi di Potenza rilevano «l’elevata attitudine e capacità del magistrato di inquinare le prove con ogni mezzo fino al punto di pilotare indagini contro i suoi avversari politici o personali pur di raggiungere i suoi obiettivi».

Il Consiglio Superiore della Magistratura ha anche disposto il trasferimento d'ufficio del giudice barese Giuseppe De Benedictis: il magistrato è stato trasferito dall'ufficio gip di Bari al Tribunale di Matera. Il gup barese De Benedictis è stato arrestato il 28 ottobre scorso, rimanendo ai domiciliari per un solo giorno, con l'accusa di detenzione illegale di arma da guerra: tra le 1.350 armi che teneva in casa per collezione aveva una carabina ritenuta arma da guerra.

Il giudice De Benedictis nel 2004 fu al centro di aspre polemiche per aver definito "fiancheggiatori delle forze della coalizione" anglo-americana e "mercenari" i quattro italiani sequestrati in Iraq: Salvatore Stefio, Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Fabrizio Quattrocchi.

Ma la vicenda per cui il giudice si è "distinto" riguarda l'arresto di Filippo Pappalardi, il papà di Ciccio e Tore, i due ragazzini scomparsi e trovati morti dopo 20 mesi in una cisterna a Gravina in Puglia (Bari). De Benedictis, nel novembre 2007, dispose l'arresto di Pappalardi per omicidio e occultamento del cadavere dei figli, ma dopo tre mesi di carcere e un mese trascorso ai domiciliari, l'uomo fu scarcerato perchè si scoprì che i suoi due bambini erano caduti accidentalmente nella cisterna. L'inchiesta a carico dell'uomo è stata archiviata e pende ora una richiesta di Pappalardi di risarcimento di danni per ingiusta detenzione da 516 mila euro.

Secondo voi, chi pagherà per gli errori del Di Giorgio e di De Benedictis, quest'ultimo collezionista di armi con l'hobby della Giustizia ?


Fonte: Redazione - Repubblica.it - lavocedimanduria.it

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Ci sono 4 commenti


23.26  di martedì 07/12/2010
scritto da  Pierpaolo x Adriana
"Un solo magistrato (non ne rammento il nome) ha pensato, dopo aver assunto un incarico pubblico, per pudore, di prendersi un´aspettativa non retribuita. Finalmente c´è qualcuno che mostra ALMENO di avere uno straccio di coscienza!"

GiĂ , ma se fosse vero occorrerebbe chiederci: "ma ci sta a fare in magistratura?"
Non ho visto simile trasmissione, ma mi viene un dubbio. Com´Ă¨ che non si ricorda il nome di un simile magistrato?
Non si sarà mica addormentata davanti al televisore e se lo è sognato?

21.54  di lunedì 06/12/2010
scritto da  Adriana
Magistrati: mi è bastato vedere ieri la trasmissione REPORT.

In un periodo di crisi in cui la gente si vede tagliare tutto (dalla scuola ai servizi, dai sostegni ai disabili agli aiuti alle famiglie) alcuni magistrati fuori ruolo (che, cioè, non lavorano come giudici ma bensì fanno altro, tipo: fanno i consulenti per i Ministeri o ricoprono ruoli dirigenziali in altri carrozzoni / authority pesudo statali vedi es: CatricalĂ ) non solo continuano a percepire il loro stipendio da giudici (dai 150.000 ai 250.000 euro l´anno) ma prendono anche tutte le indennitĂ  varie (a sfregio dei loro colleghi che, poveracci, si sobbarcano il loro e l´altrui lavoro) e, avanzando negli scatti di carriera (pur facendo altro) ricevono persino delle promozioni "automatiche" (sulla base di cosa? Meriti lavorativi guadagnati sul campo? No di certo). A tutto questo si aggiungono i cospicui emolumenti dei loro nuovi incarichi (cifre: dai 200.000 ai 300.000 euro l´anno) percui questi "poveretti" in tempo di crisi percepiscono stipendi che vanno dai 350.000 ai 700.000 euro l´anno. Sempre che gli incarichi siano solo due e non tre o quattro o cinque...

Un solo magistrato (non ne rammento il nome) ha pensato, dopo aver assunto un incarico pubblico, per pudore, di prendersi un´aspettativa non retribuita. Finalmente c´Ă¨ qualcuno che mostra ALMENO di avere uno straccio di coscienza!

Intervistato dal giornalista di REPORT, il magistrato Botto (chiedo venia se ho sbagliato il nome) dice all´incirca: "Ah non sapevo nemmeno fosse possibile prendersi un´aspettativa. Non ne ero a conoscenza, non sapevo che per legge si potesse fare".

Ahahahahaah!!!! Ma l´aspettativa si può prendere in qualsiasi lavoro... MA LORSIGNORI ILLUSTRISSIMI MAGISTRATI NON RIPETONO SEMPRE E COSTANTEMENTE AI POVERI CITTADINI CHE L´IGNORANZA DELLA LEGGE NON E´ AMMESSA???

Ma questi chi credono di prendere in giro? Ma non ce l´hanno un po´ di pudore per vergognarsi almeno un pochino?

19.14  di lunedì 06/12/2010
scritto da  Massimo Rosini
paghiamo tutti....

12.05  di lunedì 06/12/2010
scritto da  un cittadino
Che schifo! E questa è la magistratura che Di Pietro osanna? La magistratura che ha necessità di fondi, sedi, segretarie? La magistratura che lavora sotto organico? La magistratura oberata dal lavoro? O i problemi della magistratura sono altri?


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