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Il malcontento sulla L. 54. La Giustizia manca, la Politica pure. Napolitano si defila

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Il malcontento sulla L. 54. La Giustizia manca, la Politica pure. Napolitano si defila

09/11/2010 - 16.35

Di Alessio Cardinale. In questi giorni, mentre le famiglie italiane vivono una delle fasi storiche più difficili dal dopoguerra, un fatto importante ha scosso la sensibilità di chi si occupa di genitori separati.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.22502 del 4 novembre 2010, avrebbe legittimato gli effetti del falso affidamento condiviso, e demolito definitivamente l'istituto del mantenimento diretto.

La possibilità di provvedere direttamente alla cura e alle necessità dei figli, come molti sapranno, è prevista dalla L. 54/2006. Il boicottaggio di questa norma, da parte della Magistratura di merito, è cosa ben nota ormai a tutti. Meno nota - o meno evidente - è la circostanza che questa sistematica attività di contrasto non ha ancora suscitato reazioni scandalizzate da parte di chi, questa legge, ha contribuito a farla: la Politica.

A parte l'impegno dei radicali, lo scandalo del condiviso aggirato continua ad alimentare profondo malcontento in tutti i tribunali senza che un solo politico "di rango governativo" decida di occuparsene. Spiace dirlo, ma dai lavori della Conferenza nazionale sulla famiglia, fin qui svolti, non abbiamo ancora intravisto una sola presa di posizione, veramente incisiva, sull'argomento. In tutta probabilità, la tematica finirà per essere affrontata concretamente soltanto dai nostri rappresentanti (per domani è previsto l'intervento di Claudio Alberghini).   

Sembra che la politica dei "binari morti" stia raggiungendo il suo apice: la magistratura, in passato "binario morto" della politica per ciò che attiene alle problematiche familiari, adesso ha acquisito una tale posizione di potere da travalicare i limiti posti dalla nostra Costituzione, e ha invaso il potere legislativo. Infatti, la decisione di non applicare una legge dello Stato, inventando un istituto che non c'è (il domicilio prevalente), ha mostrato la vera natura di quel boicottaggio: la magistratura ha "legiferato" una nuova norma, che è puntualmente applicata in tutti i tribunali. Non c'è memoria difensiva di avvocato che non la preveda, nè sentenza di magistrato che non la contempli. E che quella sia la volontà dell'intero organo giudiziario, fin dall'entrata in vigore della 54, non v'è dubbio, dal momento che la sanzione più grave, applicata al genitore irresponsabile, è proprio "l'inversione del collocamento privilegiato/prevalente".

E la politica, di fronte a questo scempio della sua funzione costituzionale, cosa fa ?

Cosa fa il Presidente della Repubblica, destinatario di centinaia di lettere di protesta da parte di altrettanti genitori ?

Cosa la Corte Costituzionale ?

Nulla, a parte alambiccarsi nelle proprie alleanze elettorali che ormai appaiono imminenti. Sono tutti  talmente presi dalla gestione della propria fetta di potere che, a distanza di 20 giorni dal suo deposito, il Ministero della Giustizia e il CSM non sono stati capaci di articolare una risposta alla diffida di ADIANTUM. Il Presidente Napolitano, dal canto suo, continua a rispondere che "non è competente" alle missive di padri e madri allo stremo. Tecnicamente pare sia corretto, ma ci chiediamo come mai il Capo dello Stato non senta il bisogno di pronunciarsi su questa emergenza nazionale.

In fondo, lui presiede il CSM, ed è anche il sommo garante della Costituzione. Ci si aspetterebbe un suo autorevole intervento laddove uno dei poteri invada l'altro.

A mio avviso, il boicottaggio della 54 da parte della magistratura è qualcosa di più di un diritto violato. E' un precedente pericoloso, secondo il quale sarebbe possibile ignorare la Costituzione senza suscitare le reazioni del nostro Ordinamento.

Su questo, bisognerebbe essere attenti: se oggi lo fanno i giudici, domani potrebbe farlo qualcun altro.

 

Alessio Cardinale - Segretario Nazionale ADIANTUM


Fonte: Redazione

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Ci sono 11 commenti


21.52  di giovedì 11/11/2010
scritto da  Massimo

uniamoci e contiamoci Perchè non creiamo "una carta delle 10 domande" con 10 punti chiari e sintetici che sintetizzino i diritti dei minori non soddisfatti ( PAS, cura, tempi di frequentazione minimi, rapporto nonni, mantenimento diretto, le false accuse, etc.) e con quella paginetta andiamo da .......IL COMMENTO CONTINUA NELLA RUBRICA "Io penso che..."


09.32  di mercoledì 10/11/2010
scritto da  Alessandro MB
Buongiorno Sergio,
ti capisco, e mi dispiace per il tuo sconforto, ma mi dispiace anche essere d´accordo con quello che scrivi.
Come sono d´accordo con il commendo precedente al tuo, nel quale si sottolinea l´inutilitĂ  di rivolgersi al tanto lodato attuale Presidente della Repubblica, è una persona anziana ed è uno di sinistra (vi dice nulla la posizione della sinistra al riguardo, radicali a parte?). Inoltre Napolitano è una persona anziana ed avrĂ  tanti baldi consiglieri che gli diranno cosa è meglio dire e fare, fra i quali ci sarĂ  certamente un simpatico magistrato/giudice che tiene le relazioni formali con il CSM ed è certamente tutto "pappa-e-ciccia" con i suoi colleghi impuniti ed impunibili per le bestialitĂ  che fanno.
L´unica cosa scrivibile a Napolitano, sono "Tanti Auguri"..... la "sua casa" va a pezzi come lui... ma lui cosa vuoi mai che importi per quello che gli resta da vivere.

09.02  di mercoledì 10/11/2010
scritto da  armando nardi
Sono sgomento nel leggere questa notizia.
Il mio primo pensiero sarebbe: be´, persa una battaglia, non la guerra...
Ma oggi sono più preoccupato del solito, forse è vero che bisognerebbe mettersi in politica come dice Pino nel suo commento.
Fatto è che questo problema è di assoluta marginalitĂ  nella politica italiana. Il cosiddetto "risvolto sociale", che nei paesi del nord Europa è tenuto grandemente in considerazione, in Italia è relegato al mondo accademico, degli studi sociologici e non hanno un´applicazione pratica, quindi di valenza politica.
E poi i numeri non tornano. Guardate solo quanti siamo ad aver aderito alla class action, nonostante la riapertura dei termini voluta dal combattivo Alessio Cardinale, siamo ancora in pochi.
Infine penso che Pino abbia ragione nel dire che la grancassa va battuta sugli organi di informazione. Il Tiberio Timperi di turno, se tenuto troppo isolato, rischia di cristallizzare e rendere inefficace la "guerra" vissuta all´interno delle famiglie italiane, una guerra silenziosa, che non fa notizia, ma non per questo meno violenta delle altre guerre.

08.56  di mercoledì 10/11/2010
scritto da  Sergio
Mah...che dire....
..ieri sera ero dal mio avvocato...
Come tutti voi, ogni tanto facciamo visita ai nostri avvocati, perchè più che far visita non è, si fa una chiaccherata di 30/45 minuti, ci si sfoga un pò e poi a casa.
Ma quando è lo stesso avvocato a dire che i giudici non leggono i testi delle leggi ma in realtà quando devono applicare la legge non fanno altro che guardare che cosa ha fatto il collega...quindi se il primo giudice o comunque se i giudici di riferimento non applicano o interpretano a loro modo la legge...TUTTI DIETRO COME DEI PECORONI!!!!!!
Bè! Così sono capace anche io di fare il giudice.
A volte penso che alcune cose in Italia non si risolveranno mai.

buona giornata a tutti

22.16  di martedì 09/11/2010
scritto da  Skywalker dal paese delle BALLESPAZIALI

Che il Presidente Napolitano si sia espresso in merito al crollo della casa dei gladiatri a Pompei è un dato di fatto. Che il Presidente non si sia espresso sulle materia di affido condiviso anche. Che se ne stia un pò a guardare in sordina su chi la spunterà politicamente in materia di famiglia pure. Che Napolitano non abbia competenze a riguardo è una BALLA COLOSSALE! Il Presidente è garante della Costituzione, e allora FORSE dovrebbe intervenire affinchè le istituzioni siano richiamate almeno sui seguenti articoli art 3, .....IL COMMENTO CONTINUA NELLA RUBRICA "Politicamente parlando..."



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