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CONTROCORRENTE - Il caso di Marinella Colombo non convince fino in fondo

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CONTROCORRENTE - Il caso di Marinella Colombo non convince fino in fondo

28/10/2010 - 23.21

Nella vicenda dei figli di Marinella Colombo c'è un "grande assente". Si chiama Tobias Ritter, ed è il padre dei figli nati dal matrimonio tra lui e la ormai celebre mamma milanese che ha speso gli ultimi tre anni della sua vita (e di quella dei bambini) a condurre, da sola, una guerra senza quartiere contro uno Stato intero, quello tedesco.

Un grande assente, dicevamo, ma faremmo bene a definirlo schivo e riservato Tobias Ritter, forse poco propenso a fare uso dei media come sta facendo la sua ex, magari ritenendolo controproducente.

E se è vero che nella custodia di figli nati tra genitori di nazionalità diversa il principio dell'alternanza tra le due residenze dovrebbe sempre regnare sovrano, negli ultimi due anni la ex coppia Ritter-Colombo lo ha applicato alla lettera: un annetto la Colombo è stata senza vedere i propri figli (dopo averli portati via dalla Germania senza l'accordo con il padre), e da un altro annetto il Ritter non li vede, nascosti come sono chissà dove.

E allora, dov'è la differenza ?

Beh, intanto quella più grossa è solo apparente: la privazione materna dai figli fu conseguente al provvedimento di restituzione dei bambini al padre, dal quale essi furono allontanati arbitrariamente e portati in Italia. L'attuale privazione paterna nasce sempre da una scelta arbitraria della signora Colombo, che si è recata in Germania in primavera e ha nuovamente sottratto i figli nascondendoli in un altro Stato.

Tornando alle origini della vicenda, certamente non si può dire che lo Jugendamt, nemico giurato della Colombo, sia una istituzione limpida e priva di ombre. Centinaia sarebbero i casi di abuso di posizione perpetrati verso genitori non tedeschi. Può darsi che la Colombo, pertanto, avesse qualche valido motivo per temere di subire vessazioni dallo Jugendamt a Monaco, solo che lei ha pensato di fare valere le sue ragioni decidendo unilateralmente per l'espatrio anche dei figli, nati e inseriti in una città tedesca, iscritti ad una scuola tedesca e vissuti per anni in un ambiente che era, senza dubbio, il loro habitat abituale.

Forse la Colombo pensava di chiedere asilo politico all'Italia ?

Nel 2010, come abbiamo detto, di fronte ad un provvedimento di reimpatrio dei bambini che lei giudicava illegittimo ha deciso di "riprendersi" i figli commettendo una seconda sottrazione sul territorio tedesco e costringendo i figli alla clandestinità.

Ebbene, dov'è la tutela dell'interesse dei minori in questo comportamento ?

I figli della coppia sono attualmente dei clandestini, non vanno a scuola e, con tutta probabilità, non conducono una vita di relazione e socializzazione adeguata, date le circostanze. Riguardo alla possibile soluzione della vicenda, al posto della signora non ci sentiremmo del tutto tranquilli. In Europa, infatti, valgono automatismi anche per l'estradizione, e lei non può pensare di salvarsi dicendo: "Siccome adesso la Cassazione ha stabilito che i bambini potevano rimanere a Milano, io allora non ho commesso reato nel prenderli a Monaco".

Quanto commesso a Monaco costituisce reato per la legge tedesca, e probabilmente il mandato di arresto europeo prevede che lei sia processata a Monaco, dove potrà difendersi. E non può pretendere che l'Italia le conceda asilo politico come se fosse una rifugiata fuggita da un regime totalitario.

La domanda da fare è questa: siamo sicuri che tutta questa energia e determinazione della signora Colombo, se fosse stata usata rispettando le leggi (anzichè violandole), non avrebbe prodotto risultati migliori ?

Noi siamo certi di sì, per i bambini innanzitutto, ma anche per i due genitori, i quali avrebbero potuto alternarsi nella cura dei figli arginando, qualora ve ne fosse stata la necessità, l'eventuale invadenza dello Jugendamt. Sarebbe stato sufficiente rispettare le regole più elementari di tutela dei minori e lasciarli lì dove sono cresciuti, andandoli a trovare ogni volta che voleva. Il signor Ritter si sarebbe rifiutato ? Non ci crediamo, sono solo congetture prive di qualunque prova.

Non sappiamo che lavoro fa adesso la signora Colombo per vivere, ma è certo che, senza tutto questo marasma, lei avrebbe potuto svolgere con serenità - anche se sentendo la mancanza dei figli, siamo d'accordo - l'incarico che le era stato offerto in Italia e da cui sembra abbia origine tutta la vicenda. In più, così facendo la signora Marinella ha letteralmente "scatenato" lo Jugendamt e le sue procedure discutibili. Non è che in Italia, con l'accoppiata tribunali minorili-servizi sociali stiamo messi meglio, ma quel che troviamo sbagliato è far passare per martire un genitore che, anzichè combattere sotto l'egida della legalità, ha scelto un altra strada, imponendola ai figli.

Qualora la Colombo venisse detenuta a Monaco, sarebbe curioso conoscere le decisioni del Tribunale dei Minori in materia di affido, e se Tobias Ritter, il grande assente per tutti i media italiani, potrà finalmente rivedere i suoi figli e, una volta che la Colombo abbia scontato l'eventuale pena, alternarsi con lei civilmente e senza la paura di nuove sottrazioni.


Fonte: Redazione

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Ci sono 14 commenti


00.19  di mercoledì 09/02/2011
scritto da  Michele
Questo articolo non rispecchia assolutamente l´andamento delle cose, giuridicamente il mantenimento completo dei figli spetta al padre a cui sono stati sottratti i figli.
Il problema è che come al solito la giustizia italiana non funziona come dovrebbe (Strano!) e continua a coprire la madre che non permette nemmeno al povero padre di tenersi in contatto con i figli, cosa che invece avveniva quando i figli stavano con il padre e potevano più volte al giorno sentire la madre.
Veramente una vicenda assurda che ancora una volta risalta all´estero il misero funzionamento delle nostre autorità...

17.31  di mercoledì 03/11/2010
scritto da  nonna e mamma Loretta
Sono d´accordo con Marinella che sta comunque protteggendo i suoi bimbi, la Legge in Italia e soprattutto i Tribunali per i minorenni sostenuti "AMOREVOLMENTE DALLE ASISTENTI SOC" non tutelano per primi loro, i nostri figli. Marinella per rivedere comunque i suoi figli, avrebbe comunque fatto reato, allora è meglio farlo GRANDE, speriamo che Berlusconi dia una mano a Marinella e a tutti noi ABOLENDO I TRIBUNALI PER I MINORENNI, la mano se vuole la puo´ dare!!!!!!!

15.37  di domenica 31/10/2010
scritto da  Daniele
Per la tutela dei minori: i figli non sono nè di proprietà dello Stato nè di proprietà dei genitori.

20.35  di venerdì 29/10/2010
scritto da  dadtux
Per la signora Raffaella: è inutile che lei se la prenda con l´articolo, i fatti che sono stati riportati sono quelli desunti dalle notizie di stampa, che non parlano di queste inadempienze paterne. Inoltre chi ha scritto l´articolo è abbastanza abituato a sentire dire che *tutti* i padri si disinteressano dei figli, *tutti* i padri non pagano gli alimenti ecc. ecc.
Va detto infatti che in questo caso la questione se il genitore non affidatario fosse o meno un ottimo o un cattivo genitore non rileva.
Secondo il mio modesto parere, il nocciolo della questione ruota attorno al concetto della illegittimità del farsi giustizia da soli. Sulle altre questioni collaterali faranno i loro accertamenti i tribunali. Tra l´altro, ricordo che la nostra Cassazione ha recentemente stabilito che il padre che non paga gli alimenti non può essere privato dei diritti genitoriali.

20.34  di venerdì 29/10/2010
scritto da  Redazione
Per Raffaella Calabrese. Il suo commento è pieno di elementi la cui pubblicazione potrebbe generare denunce per diffamazione, verso di lei e, sopratutto, verso di noi. Abbiamo dovuto oscurare le parti ritenute a rischio. La preghiamo di essere più cauta in ciò che scrive.


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