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Sottrazione internazionale di minori. Il Mediatore UE, valida alternativa alle vie legali

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Sottrazione internazionale di minori. Il Mediatore UE, valida alternativa alle vie legali

19/10/2010 - 09.15

Da Bruxelles - Maria Elena Oddo. Al giorno d’oggi, il fenomeno della globalizzazione, l’abbattimento delle frontiere statali e la libera circolazione degli individui sono fattori che hanno reso più semplice l’incontro tra culture diverse e, di conseguenza, le unioni miste anche in Europa. I matrimoni misti sono oggi in costante aumento, tanto che si calcola siano circa 350.000 l’anno; allo stesso modo anche i divorzi tra coppie internazionali sono aumentati, arrivando a circa 170.000 l’anno, il 20% di tutti i divorzi nell’Unione europea.

La separazione nei nuclei familiari misti crea, inevitabilmente, la comparsa di nuove dinamiche psicologico-emotive traumatiche per i minori coinvolti. In effetti, avviene in modo doloroso e violento e i figli diventano oggetto del contendere, tanto da indurre alla loro sottrazione fisica ed emotiva da parte di uno dei coniugi o al loro trasferimento illegale in un paese diverso da quello in cui tradizionalmente vivono. Negli ultimi anni questo fenomeno di sottrazione di minori è diventato talmente diffuso da costituire un vero e proprio problema sociale.

La sottrazione di minori può avvenire secondo tipologie distinte. La prima categoria concerne i casi di trasferimento illegale del minore in un paese diverso da quello in cui vive normalmente e si può verificare sia quando il minore è sottratto dal genitore affidatario, sia nel caso in cui sia il genitore non affidatario a portare via i figli. La seconda tipologia include i casi in cui la sottrazione avviene in seguito ad una regolare sentenza di un giudice che affida i minori ad uno dei genitori. Infine, nell’ultima fattispecie ricadono i casi in cui il genitore non affidatario viola la sentenza del giudice e sottrae i figli, portandoli all’estero[1].

È evidente che nei suddetti casi la risoluzione dei conflitti attraverso vie legali sia più complicata e dilati in modo sensibile i tempi, causando ulteriori traumi emotivi ai minori coinvolti. L’unico strumento che sembra utile per combattere il fenomeno della sottrazione internazionale dei minori è la cooperazione a livello internazionale.

La normativa che disciplina la sottrazione internazionale di minori si basa sulla Convenzione dell’Aja[2]del 1980 e, a livello europeo, sul Regolamento Bruxelles II Bis[3]. Entrambi gli accordi analizzano i soli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori e hanno come obiettivo primario quello di garantire la tutela del minore e dei suoi interessi, promuovendo un contesto familiare che sia il più possibile vicino a quello precedente la separazione. L’interesse del minore è posto in primo piano e prevede il mantenimento dei rapporti con entrambi i genitori come del resto è sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea all’articolo 24: «il minore ha diritto di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.»

 

Il Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori: un’alternativa alle vie legali.

Per garantire un’effettiva tutela dell’interesse del minore e risolvere i casi di sottrazione di internazionale al di fuori dei tribunali, è stato creato nel 1987 il Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori. Questa figura, istituita dall’ex Presidente del Parlamento Lord Plumb, nasce allo scopo di aggirare l’ostacolo delle battaglie legali che spesso si arenano nelle differenze tra i sistemi giuridici degli Stati membri. L’approccio della Mediazione va oltre le vie legali, privilegiando il lato psicologico e umano della vicenda, creando una possibilità di collaborazione e compromesso tra le parti.

L’attuale Mediatore del Parlamento europeo per i casi di sottrazione internazionale di minori è l’Onorevole Roberta Angelilli, eurodeputata italiana del PDL/ PPE. Nel corso della sua carriera politica, ha maturato una grande esperienza che l’ha vista sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei minori. Già rappresentante del Parlamento europeo al Forum europeo per il diritto dei minori, a partire dal 2009 la deputata diventa Vice Presidente del Parlamento europeo con delega ai diritti dei minori. La dinamica attività parlamentare dell’On. Angelilli abbraccia un ampio spettro di iniziative volte a garantire risposte concrete alle controversie relative l’uguaglianza di genere e la tutela dei minori. Attualmente incaricata di curare una nuova legge europea per combattere la pedofilia e lo sfruttamento sessuale dei bambini, la deputata accoglie le numerose domande di cittadini europei che si rivolgono al Mediatore per risolvere i casi di sottrazione internazionale dei figli, andando al di là dell’approccio legale.

Nel giugno scorso l’On. Angelilli ha risolto un difficile caso di sottrazione internazionale di minore effettuato da una mamma slovacca. Nel gennaio 2010 la donna ha preso i suoi due figli, portandoli nel proprio paese di origine e rendendo impossibile al padre italiano di mantenere un qualsiasi contatto con loro. È iniziata così una battaglia legale tra i due coniugi per il divorzio e l’affidamento, durante la quale sono stati i due bambini a pagare il prezzo più alto, vedendo calpestato il proprio diritto ad intrattenere rapporti continuativi con entrambi i genitori. L’avvocato del padre, motivato dalla volontà di esperire una via alternativa all’approccio legale, si è rivolto all’ufficio dell’On. Angelilli. Prima di avviare la procedura è stato necessario contattare entrambe le parti, mostrando i vantaggi che sarebbero derivati dalla mediazione. Il 16 giugno 2010 è stata avviata la procedura, mettendo in contatto attraverso una conference call i due coniugi. L’On. Angelilli era nella sede del Parlamento europeo di Strasburgo con il padre e, dopo sette ore dall’inizio della chiamata, è riuscita a fare approdare le parti ad un accordo. L’approccio adottato dalla Mediatrice del Parlamento europeo era focalizzato sulla necessità di porre l’interesse dei bambini al centro della questione, interrompendo i coniugi quando la discussione si spostava su interessi o problemi personali. La procedura si è conclusa con grande successo: il padre ha rivisto i figli per le vacanze e sono state fissate, inoltre, le date degli incontri successivi.

A conti fatti, l’intervento dell’Onorevole Angelilli ha reso possibile un riavvicinamento tra i bambini e il padre che sarebbe stato molto più difficile, lungo e doloroso se i genitori avessero perseverato nel cercare una soluzione esclusivamente attraverso le vie legali. L’accordo raggiunto è stato comunicato al tribunale competente, che lo ha ufficializzato con un’ordinanza applicabile anche in altri paesi.

Dopo avere risolto il caso, la Mediatrice del Parlamento europeo ha dichiarato di voler continuare ad aiutare in modo concreto queste persone, promuovendo un nuovo approccio che non perda di vista l’interesse dei minori, attraverso la creazione di uno strumento basato sulla “best practices” che possa intervenire per risolvere casi come questi in tutti i livelli dell’Unione europea[4].

 

I vantaggi della Mediazione

È chiaro che l’approccio adottato dal Mediatore del Parlamento europeo, sviluppandosi al di fuori del processo giuridico, consente di evitare lunghe e costose vie legali e, soprattutto, di approdare ad un accordo volto a garantire il reale interesse del minore. La sottrazione fisica ed emotiva dei figli ha delle ricadute psicologiche forti non soltanto sul genitore che subisce l’allontanamento, ma anche sui bambini che vengono sradicati dal loro contesto familiare e affettivo.

Il ruolo del Mediatore si colloca così in un contesto in cui la separazione della coppia crea conflitto e tensioni, identificando uno spazio di incontro, un ambiente neutrale, in cui promuovere la co-genitorialità.

Incoraggiando i genitori a trovare un accordo che sia condiviso e soddisfacente per tutti i membri della famiglia, il Mediatore aiuta la coppia a gestire meglio il conflitto nell’interesse dei genitori e, soprattutto dei minori. Soltanto una soluzione negoziata e condivisa da entrambi garantisce la continuità genitoriale necessaria affinché il benessere emotivo dei figli sia garantito, nel rispetto della loro sfera affettiva e personale.

 

Per contattare l’ On. Angelilli: MediationChildAbduct@europarl.europa.eu

 


[1]Cfr. Elena REDOGLIA, Children abduction in case of separation and divorce. Psicologia e Giustizia, Anno 3 Numero 1, Gennaio – Giugno 2002.

[2]Convention on the civil aspects of International child abduction (concluded 25 October 1980)

[3]Regolamento (CE) n. 2001/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n.1347/2000.

[4]L’intervista completa: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+IM-PRESS+20100618STO76330+0+DOC+PDF+V0//IT

 


Fonte: Redazione - Maria Elena Oddo

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Ci sono 4 commenti


11.32  di luned├Č 21/02/2011
scritto da  Vincenzo
Mi sono rivolto piu´ volte a questo ufficio, senza MAI avere risposta. Alla fine, ho dovuto iniziare un´azione legale di rimpatrio ai sensi della Convenzione dell´Aja, per avere riconosciuti i diritti delle mie bambine ad una bigenitorialita´. Un riconoscimento che pero´ c´e´ solo sulla carta, ed e´ violentemente (e con notevole successo) contrastato dalla mia ex-moglie.

11.32  di domenica 24/10/2010
scritto da  MASSIMILIANO
Le leggi ci sono, ma alcuni giudici le interpretano a modo loro, anzi alcuni PREMIANO a coloro che attivano tale reato di SOTTRAZIONE DI MINORE come la Corte d´APPELLO DI BRESCIA sezione minori !esempio lampante che sto vivendo! DOPO le minacce subite dalla madre cosa mi fanno i tuoi GIUDICI? la tua POLIZIA?la tua ITALIA? dimenticati tua figlia!!Mia FIGLIA ├Ę ancora in uno stato che non le appartiene ├Ę non lo merita in quanto ├Ę stata portata contro la sua volont├á ! grazie a coloro che hanno volutamente premiarla! ├Ę lo stato europeo dove si trova la minore ATTUALMENTE ha deciso che la minore doveva essere rimpatriata IN ITALIA riconoscendo il reato alla madre.Come il tribunale dei minorenni ha riconosciuto il reato di sottrazione di minore alla madre disponendo il RIMPATRIOin ITALIA .Mia figlia Italiana non pu├▓ nemeno uscire dallo stato DOVE SI TROVA sempre alle assurde decisioni emesse dalla Corte D´ APPELLO di BRESCIA sezione Minori!!penso che per colpa loro tanti altri bambini veranno SOTTRATTI grazie a certi GIUDICI come questi ..meno male che non sono tutti COSI altrimenti poveri nostri FIGLI!!

19.23  di gioved├Č 21/10/2010
scritto da  nicola

E´ stato solo un caso questo accordo. desidero precisare che non ha avuto risoluzione perchè la signora è rimasta nel suo paese si è ottenuto un diritto di visita probabilmente sarà sempre il padre che dovrà farsi carico di andare in slovacchia per vedere i bambini. in molti casi hai i paesi contro non le tue ex, hai voglia a mediare on angelini. ci riporti martina a casa, medi con la danimarca. L´unica possibilità è non permettere che li rapiscano, e c´è SOLO UN MODO PER NON FARLI USCIRE DALL´ITALIA


17.36  di marted├Č 19/10/2010
scritto da  Carlo Orecchia
Ben vengano le mediazioni per risolvere i conflitti in mdo indolore, ma bisognerebbe prevenire e punire duramente reati di questo genere.

Trasferire all´estero un bambino ├Ę n├ę pi├╣ n├ę meno che rapimento.

Il fatto che le leggi di alcuni paesi consentano ad un genitore una sorte di primazia sul figlio (nei paesi dell´est le donne, e in quelli islamici i mariti) non significa affatto che qui in Italia non venga commesso un reato.

Quindi, sarebbe opportuno cautelarsi prima, piantarla di nascondersi dietro frasi del genere "non si pu├▓ fare il processo alle intenzioni" o gi├╣ di l├Č.

Il bambino vine cautelativamente affidato in via ESCLUSIVA al genitore italiano (anche se molto piccolo e il genitore ├Ę il padre) e in caso di sottrazione si va al limite anche con i carri armati a riprenderselo, altro che con i giochi di fioretto.





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