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Tutela di minori e genitori italiani residenti all estero: interrogazione della Bernardini

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Tutela di minori e genitori italiani residenti all estero: interrogazione della Bernardini

18/10/2010 - 14.01

In materia di diritti dei minori e dei genitori italiani residenti all'estero, pur esistendo importanti trattati internazionali che ne regolano alcune dinamiche fomdamentali, esistono ancora oggi aree grigie che non consentono di fare sufficiente chiarezza, sopratutto in relazione alle singole normative nazionali (in Italia la L. 54/2006).

E se le differenti impostazioni del diritto hanno trovato - sulla carta - una organica disciplina all'interno della convenzione ONU di New York del 20 novembre 1989, i padri italiani incontrano ancora notevoli resistenze a farsi riconoscere, dalla legge vigente negli altri Paesi, la propria autorità genitoriale.

L'on. Bernardini, del gruppo Radicale, insieme ai cofirmatari onn. Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Turco e Zamparutti, ha fatto propria una istanza di ADIANTUM, e ha presentato, lo scorso 12 Ottobre, una interrogazione parlamentare di cui qui di seguito vi diamo il testo integrale. 

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-08985

presentata da RITA BERNARDINI

martedì 12 ottobre 2010, seduta n.381

 

Destinatari: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MINISTERO DELLA GIUSTIZIA MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI POLITICHE EUROPEE PARI OPPORTUNITA' Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI.

- Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia, al Ministro degli affari esteri, al Ministro per le politiche europee, al Ministro per le pari opportunità.

- Per sapere -

premesso che:

la persona minorenne per legge è sempre sottoposta all'autorità e responsabilità di entrambi i genitori in virtù dell'articolo 30 della Costituzione;

in materia di affidamento ed esercizio dell'autorità e della responsabilità genitoriale, la legge n. 54 del 2006 si applica sia ai figli di genitori non coniugati che a quelli di genitori coniugati;

la legge n. 54 del 2006 sancisce il diritto dei figli - naturali o no - di mantenere rapporti equilibrati e continuativi con ciascun genitore e con i parenti di ciascun ramo genitoriale, coinvolgendo entrambi i genitori (e non più solo quello convivente, come si evince dall'articolo 317-bis del codice civile) nell'esercizio dell'autorità e della responsabilità genitoriale, e dunque nell'assunzione delle decisioni relative al minore;

le norme della Convenzione ONU di New York del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo e, in particolare gli articoli 7 e 18, hanno come ratio specifica il principio della cosiddetta bigenitorialità;

allo stesso modo, tale principio è contemplato anche dalle norme della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, e in particolare dall'articolo 8;

le norme della Convenzione de L'Aja del 5 ottobre 1961, «concernente la competenza delle autorità e la legge applicabile in materia di protezione dei bambini», sono state ratificate da Austria, Cina, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Svizzera e Turchia;

il regolamento (CE) n.2201/2003 (cosiddetto Bruxelles II-bis) in materia di tutela dei minori, pur prevalendo sulla richiamata Convenzione de L'Aja del 1961 (articolo 60 del Regolamento), non presenta alcuna disposizione equivalente all'articolo 3 della citata Convenzione, il quale articolo è dunque ancora in vigore, valido e pienamente efficace;

l'articolo 3 della Convenzione de L'Aja del 1961 ha come ratio il principio della continuità transfrontaliera dell'autorità e della responsabilità genitoriale e dovrebbe tutelare tale continuità fra Italia e gli altri paesi della Convenzione;

in diversi Stati, dove sono residenti molti cittadini italiani, quali i Paesi Bassi, la Svezia e la Germania, il padre di un minore nato al di fuori del matrimonio non ha automaticamente l'autorità e la responsabilità genitoriale sul figlio minorenne;

le leggi dei Paesi che hanno ratificato la Convenzione de L'Aja del 1961, non estinguono l'attribuzione della autorità e della responsabilità genitoriale anche al padre, atteso che tale attribuzione scaturisce dal diritto italiano attraverso l'articolo 3 della citata Convenzione. Di fatto, però, in caso di conflittualità tra i coniugi i tribunali di Stati, quali Paesi Bassi, Svezia e Germania, ricorrono alla cosiddetta lex fori, con ciò applicando il Regolamento (CE) n. 2201/2003 e ignorando la Convenzione, con il risultato che ai padri italiani non viene riconosciuta l'autorità genitoriale;

i padri italiani che incontrano ostacoli a farsi riconoscere dalla legge vigente negli altri Paesi l'autorità genitoriale non sono pochi e sono apparentemente abbandonati a se stessi;

non tutti i Paesi dell'Unione europea hanno ratificato la Convenzione de L'Aja del 1961, e dunque sussiste disarmonia tra le normative dei diversi Stati;

attualmente ci sono circa 8 milioni di cittadini europei residenti nel territorio europeo ma fuori dalla loro nazione (in pratica, più dell'1 per cento della popolazione dell'Unione europea), sicché tale problema è destinato a crescere in dimensione quantitativa;

a giudizio della prima firmataria del presente atto, nonché delle associazioni nazionali, quali l'Adiantum, che si battono per la tutela dei minori, la presente situazione, ignorando i diritti dei padri italiani residenti in un altro Paese europeo, rischia di azzerare il valore della cittadinanza italiana e dell'appartenenza alla nostra comunità nazionale

- quali siano, nello specifico, gli strumenti di diritto internazionale che tutelano i genitori italiani residenti all'estero, e in particolare i padri, relativamente all'acquisizione e all'esercizio dell'autorità genitoriale sui loro figli minori residenti all'estero;

in quale maniera tali strumenti tutelino i genitori ed i loro figli minorenni;

se ritengano tali strumenti idonei a tutelare le singole posizioni giuridiche soggettive dei genitori e dei loro figli minorenni;

quali siano le politiche e le iniziative messe in atto dal Governo al fine di rafforzare l'autorità genitoriale dei genitori italiani all'estero;

quali specifiche iniziative e interventi il Governo intenda inoltre adottare per raggiungere l'obiettivo, da un lato, del rafforzamento del rispetto dell'autorità genitoriale dei genitori italiani residenti all'estero e, dall'altro, del sostegno e della tutela dei diritti dei minori di nazionalità italiana residenti all'estero nonché del sostegno del principio della bigenitorialità. (4-08985)


Fonte: Redazione

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Ci sono 4 commenti


09.10  di sabato 24/09/2011
scritto da  MASSIMILIANO MANUNZA
Gent.ma ON.Bernardini,dalla mia esperienza che sto vivendo mi chiedo ma quale leggi,ma quale Convenzioniquale condiviso, vengono fatte rispettare nel nostro paese.Mi spiace ma mia figlia ITALIANA rapita si trova ancora nello stato RUMENO,NON è RIUSCITA A RIMPATRIARE GRAZIE ALLA NOSTRA NEGLIGENZA DEI NOSTRI CONSOLATI,AMBASCIATE,MINISTERO DEGLI ESTERI,A LEI FACCIO PRESENTE CHE LO STATO RUMENO NON OPPONEVA RESISTENZA AL RIMPATRIO ANZI le dirò di più avevano decretato in sentenza in bucarest il rimaptrio della minore in italia, MA LA MADRE sapeva bene che in ITALIA LE NOSTRE LEGGI,LA TUTELA DEI MINORI NON ESISTE è NESSUNO LE POTRà FARE NIENTE! non per questo minaccia COSA MI FA LA TUA ITALIA?LA TUA LEGGE?IL TUO MINISTERO? I TUOI GIUDICI? DIMENTICATI CHE HAI UNA FIGLIA è PAGA!!

22.03  di domenica 07/11/2010
scritto da  mellouli karim

salve sono mellouli karim abderrahim ,cittadino itliano,nato in marocco il 14.05.1973 in marocco consciuto una ragazza ,FEM nata in marocco,e dalla nostra relazione in data 18.07.2006,e nata in marocco la nostra figlia. n ell estate del 2007 era venuta ad abitare con me anche la nostra bambina in italia . un anno dopo ,FEM ha iniziato a dirmi che sentiva la nostalgia del marocco e dei suoi famigliare ,siamo partiti tutti tre per il marocco ,siamo stati ospitati della sua mamma .dopo due giorne FEM e sparita CON LA NOSTRA FIGLIA .SONO VENUTO A CONOSCENZA CHE FEM ERA ANDATA AVIVIRE IN FRANCIA CON LA SUO EX RAGAZZO,UN PREGIUDICATO DI AVER DATTO ALLE FIAMME UN POSTO SACRO UNA CHIESA A MONTPELLIER IN FRANCIA .PER TROPO LA MIA FIGLIA SI TROVA A CONDIZIONE ASSOLUTAMENTE INAFFIDABILE ...QUESTA SITUAZIONE MI FA SUFRIRI VOGLIO AIUTO....E GIUSTIZIA..GRAZIE DISTINTI SALUTI MELLOULI KARIM ABDERRAHIM VIA BOTTA 152 MORBEGNO 23017 SO TEL 3285526340


21.03  di lunedì 18/10/2010
scritto da  Armando Nardi
La Bernardini ha cominciato a fare un po´ di ordine sulla scrivania della condivisione dei figli. Il mio grazie e il grazie di tutti i genitori in agognante attesa di equità genitoriale.
Armando Nardi

15.00  di lunedì 18/10/2010
scritto da  Pino FALVELLI
All´ On.le Benardini va tutta la stima ed il riconoscimento di un padre che da ben 4 anni è "vittima" degli assurdi provvedimenti adottati a proprio sfavore a seguito della separazione. Chi scrive ritiene di interpretare il sentimento di tantissimi altri padri UMILIATI E PORTATI ALLA DISPERAZIONE E ALLA MISERIA e che non hanno la possibilità di far conoscere il loro "grido di dolore" all´ opinione pubblica, alle Istituzioni ed ai Parlamentari. On.le, Le si chiede di non fermarsi e di portare avanti la N/s causa. Come avuto modo di rappresentarLe, poi, lo scrivente auspica che Lei voglia presentare anche una ulteriore interpellanza sull´ incredibile ed allucinante vicenda che lo vede coinvolto personalmente.E´ giunta l´ ora di perseguire i casi di evidente MALAGIUSTIZIA. Sarebbe opportuno che i responsabili di certe situazioni non vengano lasciati liberi di "rovinare" la gente dietro falsità e menzogne inventate "ad arte"; magari dietro "consigli" di certi legali "senza scrupoli". Purtroppo, non basta neppurre spendere centinaia di migliaia di €. ed attendere molti anni per ottenere giustizia. E evidente che, oggi, sono quasi sempre gli uomini ad essere le vittime delle separazioni matrimoniali.-


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