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Finge di essere milionario su Facebook e ritrova il figlio rapito dall´ex moglie

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Finge di essere milionario su Facebook e ritrova il figlio rapito dall´ex moglie

06/10/2010 - 19.06

Il suo incubo è durato sei mesi ma grazie a Facebook e a un’ingegnosa trovata è riuscito a rintracciare il figlio e a riportarlo a casa sano e salvo. Sean Felton, quarantatreenne originario di Norton Canes, città britannica dello Staffordshire, aveva quasi perso le speranze di rivedere Jobe, il suo bambino di 3 anni. Le sue sofferenze erano iniziate lo scorso 26 marzo, quando la sua ex moglie thailandese Saowapak era fuggita improvvisamente dall'Inghilterra assieme al piccolo senza avvertirlo, per far ritorno nel suo paese d'origine. Nel corso dei mesi il quarantatreenne ha cercato in tutti i modi di ritrovarla, ma senza riuscirvi. Poi l'intuizione: ha ideato un falso account su Facebook, si è finto un giovane e ricco playboy possessore anche di una Ferrari e ha chiesto l'amicizia alla donna sul noto social network. La trentenne ha abboccato e dopo diverse peripezie burocratiche e un viaggio di quasi 10.000 km Sean è riuscito a riabbracciare il piccolo Jobe.

L'AMORE E LA FUGA - Eppure nell'estate del 2005 quando il quarantatreenne aveva incontrato Saowapak in un resort thailandese era certo di aver trovato l'amore della sua vita. I due sembravano inseparabili e dopo un breve fidanzamento e il matrimonio in un tempio buddista, decisero di andare a vivere in Inghilterra. Nel giugno del 2007 nacque Jobe e tutto sembra andare bene. Ma poi dopo qualche mese il matrimonio cominciò a scricchiolare. Secondo il racconto di Sean, la trentenne lasciava spesso il piccolo Jobe in casa da solo e di sera usciva con le amiche. I contrasti aumentarono e i due coniugi cominciarono a dormire in letti separati. Alla fine Sean chiese e ottenne il divorzio. Poi una sera di primavera la svolta: Sean torna a casa e non trova più né l'ormai ex moglie né suo figlio. Due giorni dopo la trentenne lo chiama piangendo e lo avverte che è tornata in Thailandia. L'uomo contatta la polizia e l'ambasciata inglese a Bangkok, ma dopo mesi di ricerche non vi sono tracce della fuggitiva: «Una notte ero a letto e immaginavo il piccolo Jobe solo e spaventato, che viveva nello squallore e allora ho pensato di rintracciare la mia ex moglie via Facebook - ha dichiarato al Daily Mirror il quarantatrenne -. Dopo aver guardato una dozzina di profili con il nome di Saowapak, ecco spuntare il suo volto. Aveva cambiato cognome, ma era lei».

IL RICONGIUNGIMENTO - Sean si finge un milionario americano, crea un falso account usando lo pseudonimo di Matt Young e riesce a ottenere l'amicizia dall'ex moglie. Sbircia la sua bacheca e tra le foto recenti ce n'è una in cui si vede Saowapak passeggiare in spiaggia mano nella mano con un turista francese. Sempre attraverso il social network Sean si mette in contatto con il turista transalpino e gli racconta la sua storia. Il francese gli conferma che la sua ex moglie vive con suo figlio in una capanna nel remoto villaggio di Chiang Rai. Dopo aver ottenuto la custodia legale del bambino, Sean prende il primo aereo e arriva in Thailandia. Qui contatta la polizia locale e assieme ad alcuni agenti si dirige verso la dimora dell'ex moglie: «Ho salito le scale e ho aperto la porta - racconta con concitazione al quotidiano britannico -. Il piccolo Jobe era lì, seduto su un muretto e tutto è diventato più emozionante». Sebbene avesse i capelli completamente rasati e i denti scheggiati, Jobe è stato trovato in buona salute. La madre ha accettato che il suo ex marito prendesse in custodia il bambino, ma ha chiesto, come ultimo desiderio, di passare assieme una settimana in un hotel a 5 stelle a Bangkok: «Si è giustificata dicendo che voleva stare ancora del tempo con Jobe, ma in realtà penso che volesse solo trascorrere una vacanza gratis. Alla fine durante questa settimana non l'ho persa mai di vista». La donna, dal canto suo, ha smentito la versione dell'ex marito. Secondo il suo racconto quando vivevano in Inghilterra non avrebbe mai lasciato solo il figlio e poi ha concluso: «Non mi sento una persona malvagia per aver portato via con me Jobe. È' sempre il mio bambino e io lo amo».


Fonte: corriere.it

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