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Pedofilia, adescava ragazzini: arrestato. Su internet si chiamava "Noemi Fanny"

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Pedofilia, adescava ragazzini: arrestato. Su internet si chiamava

05/10/2010 - 15.46

Spacciandosi per una ragazzina, Noemi Fanny, si era fatto un profilo su Facebook dal quale divulgava materiale pedopornografico utilizzando, oltre al popolare social-forum su Internet, anche un software, Emule, che consente lo scambio di foto e filmati a distanza.

Scoperto dagli investigatori dell'Arma, Massimiliano Cuccu, 43 anni, celibe, di Guspini, è stato arrestato ieri mattina in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice delle indagini preliminari di Cagliari Simone Nespoli. Ma Cuccu non ha solo diffuso materiale pedopornografico attraverso la Rete, secondo l'accusa ha anche usato i filmati con sesso esplicito tra minorenni allo scopo di adescare ragazzini.

L'INCHIESTA Il provvedimento di custodia cautelare è stato sollecitato dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia al termine di una lunga inchiesta iniziata nel giugno 2009 con la segnalazione presentata alla caserma di Guspini dai familiari di un ragazzino - che frequenta le scuole medie - al quale Massimiliano Cuccu aveva fatto diversi regali. Tra questi anche un computer portatile all'interno del quale il fratello maggiore dell'adolescente aveva scoperto una cartella con un video hard con bambini di età pre-adolescenziale che facevano sesso.

LA SEGNALAZIONE Dopo la segnalazione i carabinieri della stazione guspinese, coadiuvati dai colleghi del nucleo operativo della compagnia di Villacidro, hanno avviato le indagini. Dal giugno 2009 al marzo 2010 hanno effettuato diverse perquisizioni nell'abitazione dell'uomo dove hanno sequestrato migliaia di immagini raffiguranti nudi o scene esplicite di sesso con minori, memorizzati in decine di cd, dvd e hard disk. L'esame del computer da parte di un consulente tecnico avrebbe evidenziato che il materiale pedopornografico veniva condiviso in Internet con un numero indeterminato di destinatari utilizzando i comuni programmi di file sharing e peer-to-peer. Da qui la richiesta di custodia cautelare formulata dal pubblico ministero Giangiacomo Pilia. Cuccu, nonostante i sequestri subiti negli ultimi mesi, ha comunque continuato a diffondere il materiale pedopornografico, tant'è che persino ieri mattina, all'atto dell'esecuzione della misura cautelare nella propria abitazione, è stato sorpreso dai carabinieri chattare in internet e scambiare file.

PERQUISIZIONI Durante le perquisizioni i militari hanno trovato in casa di Cuccu anche una fitta corrispondenza con società, enti o associazioni operanti in varie parti del mondo nell'ambito delle adozioni a distanza (nello Zimbawe, a Milano e in Ecuador), il che getta una luce ancora più sinistra sull'intera vicenda. Le indagini hanno accertato che Cuccu deteneva oltre 40.000 file dal contenuto pedopornografico: lo scambio avveniva attraverso il programma file-sharing Emule e si era sviluppata con quasi 4.000 contatti in internet e mediante l'utilizzazione di quattro fittizie identità maschili e femminili. Cuccu si serviva di numerosi indirizzi di posta elettronica spacciandosi per una ragazza minorenne e utilizzando il programma di messaggeria istantanea MSN dove dialogava con altri utenti di internet. Anche in questo caso si presentava come un minorenne.

L'ARRESTO Massimiliano Cuccu (difeso dall'avvocato Pierluigi Concas) è stato arrestato con l'accusa di detenzione e diffusione su rete telematica di materiale pedo-pornografico. È stato trasferito nel carcere cagliaritano di Buoncammino a disposizione dell'autorità giudiziaria.

 

GIAN PAOLO PUSCEDDU


Fonte: unionesarda.it

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