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I genitori che non educano i figli al rispetto dei sentimenti sono colpevoli per le loro violenze

Rassegna Giuridica


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I genitori che non educano i figli al rispetto dei sentimenti sono colpevoli per le loro violenze

2010-02-04 00:00:00 - 1899-12-30 00:00:00

Il tribunale civile di Milano, subito dopo il processo penale riguardante la vicenda di una ragazzina milanese ripetutamente violentata dal 2001 al 2003 da ragazzi poco più grandi, ha condannato i genitori per non aver dato "educazione dei sentimenti e delle emozioni" nel rapporto con l´altro sesso, e di non aver dato "quelle indicazioni che forniscono ai figli gli strumenti indispensabili da utilizzare nelle relazioni, anche di sentimento e di sesso, con l´altra e con l´altro". Alla base delle accuse la stessa testimonianza resa dai ragazzi: "Asettica - scrive il giudice relatore - con parole non espressive di emotività, usando per la ragazza espressioni che evidenziano come nessuna considerazione vi fosse per la persona". Per questo motivo tutti i genitori dei ragazzi sono stati condannati a risarcire la vittima, per la somma di 450.000 euro, anche in relazione ai "turbamenti psichici" legati alla "consapevolezza di essere stata lesa nell´inviolabile diritto alla libertà sessuale". A seguito della vicenda, la ragazza aveva abbandonato la scuola, per cui si è rilevata anche la "riduzione di possibilità nel lavoro". Tutti i genitori vanno condannati, anche quelli separati, perché, per il giudice, "il legislatore riconosce al coniuge non affidatario non solo il diritto, ma anche il dovere di vigilare sull´educazione del figlio".


Fonte: Redazione

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C'è 1 solo commento


21.38  di giovedì 2010-02-04 00:0
scritto da  Michele
E´ il caso di dirlo: "tutti i nodi vengono al pettine".
Prima i padri, limitati nella frequentazione dalla mancata applicazione della legge 54/o6, vengono tagliati fuori dalla sfera dei propri figli, dopo invece vengono tirati in ballo perchè non hanno dato una giusta educazione ai propri figli.
Ma noi padri separati non facciamo altro che gridare, senza essere ascoltati, la voglia non di vigilare ma di essere protagonisti della formazione dei nostri figli.L´educazione è una dinamica di presenza non di delega o di sorveglianza.Il Dr Vezzetti nei vari convegni,nel mettere in evidenzal´importanza del ruolo paterno, non raccomanda altro che la PAS (frequentazione limitata) è causa del disagio giovanile quale: abulia, droga, bullismo, mancato rendimento scolastico, violenza giovanile.... - Si piange sul latte versato-


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