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La tragedia di Brescia. Nicole maltrattata ? Spunta una denuncia del padre

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La tragedia di Brescia. Nicole maltrattata ? Spunta una denuncia del padre

22/09/2010 - 10.26

Dietro all'omicidio-suicidio che ha sconvolto Ome e Brione e ha squarciato una mattinata tranquilla nelle campagne di Lonato, spunta una denuncia. Presentata ai carabinieri di Passirano un anno fa, quando Nicole, la bambina uccisa dal papà, aveva appena compiuto 2 anni e da qualche mese stava facendo i conti con la separazione dei genitori.

Un giorno, primavera 2009, dopo essere andato a prenderla nella sua abitazione di Ome, Alberto aveva notato che sulla testa della bambina c'erano alcuni segni rossi, quasi delle echimosi. Immediatamente l'aveva portata al pronto soccorso dell'ospedale di Chiari e da lì si era poi diretto ai carabinieri di Passirano, competento per territorio, per sporgere denuncia contro ignoti per il maltrattamento della figlia. Inevitabile le indagini dei carabinieri che ben presto si erano scisse in due binari differenti: il Tribunale dei minori da una parte, la Procura della Repubblica dall'altra. Nel primo caso, il fatto è stato archiviato. Nel secondo - dopo aver sentito medici, psicologhi, testimonianza e raccolto referti - la Procura ha stabilito che i segni rossi, uniti a una vistosa perdita di capelli, fossero dovuti sostanzialmente a una situazione di stress della piccola Nicole dovuta alla condizione contingente. In altre parole, la separazione dei genitori si stava ripercuotendo sulla sua salute. Ma la denuncia per maltrattamenti contro ignoti non è l'unica firmata da Fogari alla stazione dei carabinieri di Passirano: un'altra, per ingiurie, indirizzata al nuovo compagno, ora marito, della mamma di Nicole.

Ieri pomeriggio, intanto, è stata effettuata l'autopsia sui corpi di Alberto e di Nicole, ricomposi all'istituto di Medicina legale dell'ospedale Civile di Brescia: gli esami dovranno stabilire con precisione gli ultimi minuti di vita di padre e figlia per chiarire gli ultimi dubbi su quanto successo nella campagna di Esenta domenica sera. Prima che tre colpi sparati nel buio rovinassero per sempre la vita di due famiglie bresciane.

A BRIONE, dove Alberto Fogari viveva con la compagna, e a Ome, dove abita invece Sara Rota, la mamma della piccola Nicole, la quotidianità continua nel massimo riserbo. In pochissimi conoscono direttamente i protagonisti della tragica vicenda, ma, il giorno dopo, quasi tutti sono al corrente di quanto è successo. Lo sgomento si cela, ancora una volta, dietro silenzi e sbigottimento. Anche all'Auchan di Concesio, dove Alberto lavorava: ai colleghi è arrivato l'ordine dall'alto di non rilasciare dichiarazioni, ma ce n'è uno, tra loro, che Alberto l'ha visto proprio qualche ora prima che togliesse la vita alla figlia e a se stesso. «Era con me domenica», rivela il collega con la voce rotta.

Brione tace. Qualche mamma cammina per le vie del paese con il passeggino, sconvolta da quanto successo. Da tutti, il medesimo commento: «Fogari? Non lo conoscevamo, non si vedeva mai in giro. Avevamo sentito solo dire che volesse aprire un asilo qui intorno». Un asilo di cui, anche in Comune, non sapevano molto: «Ho visto per la prima volta Alberto sui giornali, mai incontrato di persona - rivela il sindaco, Almiro Svanera -. Credo fosse venuto in ufficio per le pratiche necessarie, stavamo valutando come inquadrare l'attività che voleva avviare con la compagna. Ma niente di più».

Stesse parole tra le vie di Ome, vicino alla piazza, dove, fuori dall'edicola, fanno capolino i titoli di giornale sulla tragedia di Lonato. Qualcuno legge, passando, e commenta: «E' incredibile, una vera tragedia».

Daniele Bonetti e Mara Rodella


Fonte: bresciaoggi.it

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Ci sono 2 commenti


18.27  di martedì 05/10/2010
scritto da  Anonima
... non passa giorno in cui io non ti pensi, Nicole. Spero tu possa trovare da un´altra parte la pace che meriti e che non hai avuto qui. Ti abbraccio forte, con tutto il mio cuore.

15.35  di mercoledì 22/09/2010
scritto da  Alessandro MB
Povera bambina indifesa ed innocente.
Perchè? Perchè fare tutto questo ad una povera bambina?
Che sgomento che procurano queste terribili vicende.
Che dolore!


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