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Sulla tragedia di Brescia pesano il contesto ambientale e la predisposizione genetica

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Sulla tragedia di Brescia pesano il contesto ambientale e la predisposizione genetica

21/09/2010 - 22.02

Un altro papà si suicida. Questa volta in un atto disperato ha coinvolto la figlioletta di tre anni e persino il suo cane. Qualcosa, però, sta cambiando. Dopo l'outing del portiere del Brescia e dopo la trasmissione con Tiberio Timperi, in pochi hanno avuto il coraggio di ripetere la solita tiritera che tante volte abbiamo udito: Era ancora innamorato; non aveva avuto la forza di reagire alla ferita narcisistica dell'abbandono; ecco un altro tipico esempio di uomo immaturo incapace di reagire ad un momento di difficoltà sentimentale.

Alberto, infatti, conviveva in armonia con la sua nuova compagna: con lei aveva programmato nuovi traguardi, tra cui l'inaugurazione di un asilo nido.

Ma allora perchè questo folle gesto? Non sarà stata per caso la disperazione, l'umiliazione, il senso d'impotenza di essere stato relegato al ruolo subalterno di genitore da un pomeriggio alla settimana e due week end al mese ? Non sarà stato il senso d'impotenza, di frustrazione di fronte all'arroganza del Sistema che, per un malinteso interesse del minore, relega un genitore a  superfluo orpello sullo sfondo dell'agone ?

Chissà: certo è che, per la prima volta, molti mass media non hanno censurato le parole della compagna ("Ma che follia di Alberto, la follia è quella dei servizi sociali e dei giudici che non l'hanno ascoltato !") nè il fatto che il terribile atto sia avvenuto a sette giorni da un'ordinanza che umiliava Alberto - come di migliaia di altri genitori - nel campo degli affetti più cari.

E allora, da medico, mi chiedo, non avrà contribuito, questa situazione devastante, a far scattare una predisposizione genetica di scarsa tolleranza allo stress ? Magari scarsa tolleranza che avrebbe slatentizzato, nel giro di pochi giorni, una predisposizione silente alla violenza, che altrimenti non sarebbe mai emersa ?

Non sarà stato il sistema, con le sue iniquità, ad armare la mano (non a caso gli anglosassoni parlano di eventi “trigger”) ?

La nostra opinione, da profondi conoscitori dei nostri uffici giudiziari, è che sì, la frustrazione genitoriale può essere evento capace, in persone predisposte, ad indurre terribili atti di violenza altrimenti impensabili.

La separazione, quando avviene in un contesto profondamente squilibrato (e dunque sempre, in Italia), finisce con lo scatenare effetti che, peraltro, ai magistrati sono ben noti. Ad esempio, prendendo spunto da un mio specifico lavoro scientifico - "Quanto effettivamente conta l’ambiente e quanto invece la predisposizione individuale?" -, studi recenti in continua fase di evoluzione confermano l’importanza della predisposizione genetica nel modulare l’effetto della esposizione ambientale sulla psiche dei nostri figli. Resta ancora talora  da capire attraverso quali meccanismi agisca la predisposizione genetica, anche se in alcuni casi questi meccanismi biologici sono stati ottimamente documentati.

Ad esempio, secondo uno studio pubblicato nel 2003 da Caspi et al. (1) su oltre 1000 bambini, seguiti poi per oltre 20 anni, che erano stati esposti  a situazioni di disagio intrafamiliare – tra cui quello separativo -, ha dimostrato che un particolare assetto genetico legato al metabolismo della serotonina aveva un effetto assai negativo nello sviluppo di una tolleranza del disagio medesimo: in sostanza la carenza – su base genetica - del trasportatore (carrier) del neurotrasmettitore serotonina rendeva i soggetti molto più inclini a sviluppare situazioni di disagio psichico non solo in età giovanile ma anche in età adulta. Ma, attenzione, un certo profilo genetico legato al metabolismo della dopamina, implicata nel controllo degli impulsi, aveva – sempre nello studio longitudinale di 20 anni di Caspi - un effetto sostanzialmente contrario e quindi protettivo circa la comparsa di antisocialità in bambini maltrattati.

Questi ed altri studi (ad esempio uno di Stein che dimostra l’influenza dei fattori genetici sull’insorgenza di disturbi post traumatici a seguito di visione di episodi di violenza interpersonale) paiono dimostrare l’esistenza di fattori predisponenti difficilmente eludibili che innescherebbero l’antico dibattito tra determinismo (“mi comporto in un certo modo perché è scritto nel mio DNA”) e libero arbitrio (homo faber fortunae sui)".

 

Vittorio Vezzetti


Fonte: Redazione - V. Vezzetti

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Ci sono 2 commenti


09.13  di venerd├Č 24/09/2010
scritto da  rodolfo brogana
Brescia, un padre separato uccide se stesso e la propria
figlioletta affidatagli per un solo giorno alla settimana. Ancora una
tragedia familiare in Italia, che ormai si annovera fra una serie infinita dal divorzio in poi. Pi├╣ che altrove in Europa, sono vittime numerosissime
quanto una guerra, voluta da unÔÇÖideologia folle, causata da una giurisprudenza
complice che mirano ad annichilire il padre fino alla morte.
Sono condanne a morte indotte di cui la politica, la chiesa e l´etica laica ancora non vogliono prendere consapevolezza.
Contro la giustizia divorzile ci vogliono oggi dei tribunali speciali che la mettano sotto accusa e la condannino. rodolfobrogna@libero.it

10.09  di mercoled├Č 22/09/2010
scritto da  Pino FALVELLI
Come qualcuno ha avuto il coraggio di affermare in un Suo commento bisogna fermare questa "MATTANZA DI PADRI".
L´ affermazione da sola dovrebbe essere pi├╣ che sufficiente per risvegliare le coscienze di chi mette gli uomini separati in certe situazioni di assoluto disagio-diperazione e di tutti coloro che ancora si oppongono alla pressante richiesta di una urgente riforma della normativa vigente in tema di separazioni coniugali ed affidamento dei figli. Il problema ├Ę molto serio e le Istituzioni hanno tutto il dovere di intervenire SUBITO. E´ del tutto inutile continuare a difendere tutto e tutti per mantenere mantenere l´ attuale stato dei fatti. E´ un problema di coscienza ! E´ evidente che c´ ├Ę qualcosa che non funziona e che non pu├▓ continuare cos├Č ! Finiamola con gli appelli televisivi e con i nr. verdi dedicati alle sole donne e cominciamo a fare le cose serie per combattere ogni forma di violenza, senza distinzione di sesso, e per arrivare ad una vera parit├á di genere.-


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