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Ancora malasanita´ a Messina: altra lite tra medici, il neonato in coma

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Ancora malasanita´ a Messina: altra lite tra medici, il neonato in coma

20/09/2010 - 15.28

Un'altra lite tra due medici, questa volta all'ospedale Papardo di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro. Il diverbio, secondo i genitori del neonato, che una settimana fa hanno presentato una denuncia ai carabinieri, sarebbe sorto per decidere se procedere con un cesareo o parto naturale. Il sostituto procuratore di Messina Anna Maria Arena ha aperto un'inchiesta. Il neonato e' stato trasferito al Policlinico Universitario, dove si trova tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale in coma farmacologico.

Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati ai carabinieri. Nella denuncia la puerpera Ivana Rigano, di 24 anni, e il marito Nicola Mangraviti, di 34, spiegano che il bambino ha sofferto per una mancata ossigenazione al cervello perché nato con ritardo dopo ore di travaglio. I medici, secondo i genitori, avrebbero litigato su come procedere, se col cesareo o con il parto naturale. Il ginecologo Rosario Pino sarebbe stato favorevole al cesareo, ma quando tutto sembrava pronto sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate e il suo aiuto Saverio Esposito, che hanno ordinato che si procedesse con parto naturale. Il bimbo è nato dopo quattro ore dal travaglio, e il padre, che dice di aver subito capito che il figlio aveva problemi, ha aggredito il primario. Soltanto tre settimane fa, il 26 agosto, al Policlinico di Messina era accaduto un caso analogo: altri due medici avevano litigato in sala parto, ritardando la nascita di un bimbo e provocando problemi al neonato e alla madre.

"Il bambino ha avuto una sofferenza post ischemica. Abbiamo proceduto con la ventilazione e l'abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico". A dirlo è il professor Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, a proposito del neonato trasferito dal Papardo. "Il bambino - spiega Barberi - ha sofferto perché gli è mancato l'ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potra dire tra una settimana".

Il neonato è nato del peso di oltre 4 chili. Proprio per le sue dimensioni il piccolo sarebbe rimasto incastrato, al momento di venire al mondo, e quei secondi privi di ossigenazione avrebbero creato lesioni cerebrali, ma anche agli arti.  Quando i familiari si sono resi conto delle sue gravi condizioni si sarebbero scagliati contro ginecologo Rosario Pino, accusandolo di aver ritardato il parto.

Il 4 ottobre a Messina Commissione parlamentare d'inchiesta. Una delegazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali si recherà  il prossimo 4 ottobre a Messina al Policlinico e all'ospedale ''Papardo'', ''al fine di verificare il contesto in cui sono maturati una serie di sospetti casi di malasanità in poche settimane''.

Marino: "Allibito, ho inviato i Nas". "In un mese due liti tra medici, due vite compromesse e due madri traumatizzate e sofferenti nella stessa città. Le notizie che arrivano dall'ospedale 'Papardo' di Messina mi lasciano allibito e scioccato". Così Ignazio Marino senatore del Pd e Presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, che annuncia di aver "avviato un'ulteriore istruttoria attraverso i Nas dei carabinieri. I documenti che ne deriveranno andranno ad aggiungersi agli atti acquisiti". "Chi parla di errori umani e minimizza dovrebbe - aggiunge Marino - cambiare idea definitivamente. E' un'emergenza, una falla del sistema che sta diventando letale per il nostro Paese. C'è bisogno di azioni concrete".

Ordine dei medici "sgomento". L'Ordine dei medici di Messina esprime attraverso il suo presidente, Giacomo Caudo, "un grandissimo senso si smarrimento e di sgomento. Ci adopereremo immediatamente per affrontare il caso, così come avvenuto con il precedente episodio del Policlinico, per accertare i reali colpevoli e le reali responsabilità e, di conseguenza, adottare i dovuti provvedimenti".

Fesmed chiede incontro a Fazio. Alla luce di quanto accaduto, la Fesmed, federazione dei medici dirigenti, ha chiesto un incontro urgente al ministro della Salute Ferruccio Fazio. Per la federazione, "gli avvenimenti che hanno turbato nelle ultime settimane la sanità italiana" rischiano di creare "una psicosi collettiva". "Il recente episodio di aggressione fisica nei confronti del ginecologo di Messina - sottolinea la nota - rappresenta la spia di una situazione che richiede degli interventi immediati, al fine di ristabilire una corretta dinamina nei rapporti fra medico e paziente". Al ministro, Fesmed intende proporre le "possibili azioni che consentano di ridurre lo stato di apprensione delle donne in gravidanza e delle loro famiglie, nonché di restituire serenità ai medici ed a tutti i professionisti che operano nei punti nascita e nei consultori".


Fonte: ANSA - Repubblica.it

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