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Il PDL 3431 dell on. Miglioli rappresenta la posizione ufficiale del PD sul condiviso ?

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Il PDL 3431 dell on. Miglioli rappresenta la posizione ufficiale del PD sul condiviso ?

18/09/2010 - 10.31

Di Vittorio Vezzetti. La proposta di legge n. 3431, presentata alla Camera dei Deputati dall'on. Miglioli (PD), crea sconcerto. Prima di inoltrarci nelle sue “singolari” caratteristiche, penso sia utile concentrarsi sulla inopportunità dell'allocazione preferenziale dei figli, prendendo esempio dai nostri vicini europei.

Oggi in Francia, nazione laica e pragmatica - che non affronta il problema separazione e affidamento soltanto dal 1970 (come noi italiani), ma addirittura dal 1789 - si fanno interrogazioni parlamentari per capire perchè solo il 20% dei minori vive senza allocazione preferenziale, in aperta critica con i giudici. In Belgio oltre il 25% dei bambini vive secondo tempi paritetici presso i due genitori, e negli altri casi i tempi di permanenza del genitore meno presente superano regolarmente il 30%.

In questi Paesi, infatti, si è visto nei decenni che la c.d. garde partagée, e il rinunciare a porre in posizione di privilegio un solo genitore (il nostro “collocatario”) offre enormi vantaggi:

 

1. riduce enormemente la conflittualità, perchè non c'è più la perenne umiliazione del genitore residuale (quello del 10% del tempo di coabitazione). Infatti, il 98.7% dei fatti di sangue tra coniugi in dissidio avviene in coppie in cui viene dibattuta la questione affidamento-frequentazione figli;

2. riduce le difficoltà economiche (perché col mantenimento diretto e quotidiano l'assegno perequativo si riduce enormemente e, in periodi in cui madri e padri separati affollano le mense Caritas, non è cosa da poco);

3. migliora la situazione economica della prole, perchè, come dimostrato da studi americani, il provvedere direttamente alla gestione dei figli senza timore di speculazioni da parte dell'altro genitore induce ad “allargare il borsellino”;

4. stimola la genitorialità degli adulti non più costretti ad essere i genitori del week end;

5. rende più difficile il reato di elusione del diritto (e anche del dovere) di visita, consentendo di poter meglio individuare la componente dolosa di questi odiosi comportamenti degli adulti;

6. incrementa il benessere psicologico dei figli che non temono più di perdere un genitore o l'altro, eliminando il disagio di dover scegliere. Già nel 1980, infatti, Solint evidenziava come effetto diretto dell'affido alternato un aumento di fiducia nei genitori, situazione confermata da Jacuin-Fabre nel 1993 e, sul Family Court Review, da Pruett-Ebling-Insabella nel 2004. Il Professor Fabricius dell'Arizona addirittura evidenziò nella sua ricerca sulle matricole di psicologia (un campione di 800 giovani adulti figli di separati) che, a posteriori, gli studenti interpellati erano arrivati alla conclusione che il miglior assetto affidativo sarebbe stato la ripartizione eguale dei tempi fra padre e madre (risposta data dal 78% dei soggetti).

 

Tornando al PDL 3431 del PD, esso colpisce per una inquietante contraddizione interna: nelle sue premesse, lo stesso deputato Miglioli parla di “...minore allocato presso un solo genitore che, purtroppo, lo potrà arruolare silenziosamente o anche contro-voglia nella guerra contro l'altro..”. Poi, però, con una grottesca virata, l’on. primo firmatario introduce la prima modifica al codice civile con la quale il giudice stabilisce, a loro garanzia (?), l'allocazione preferenziale presso la residenza di uno dei genitori.

E come mai ?! Non era proprio così che i minori potevano essere arruolati nella lotta contro il “non collocatario” ?

D'altronde, non c'era bisogno di una proposta di legge per ottenere questo: è quello che già avviene in tutti i tribunali della nostra Repubblica. In Italia il figlio viene collocato dal giudice presso un solo genitore e l'altro ha, in media, un 17% di tempo per frequentarlo (contro l'83% del primo genitore). Questa statistica, ampiamente documentata dagli studi dell'osservatorio ADIANTUM (su un totale di oltre 1.000 sentenze provenienti da tutta Italia), si riferisce ai minori compresi fra 0 e 18 anni. Se poi adattiamo i risultati ai soli bambini di età compresa tra 0 e 12 anni, le percentuali diventano “bulgare”: 90-95% da un lato, e 10-5% dall'altro.

Tali valori, ci teniamo a sottolinearlo, sono assolutamente teorici, perché il “collocatario” ci mette un attimo ad azzerare i tempi di permanenza dell'altro, nell'indolenza più assoluta della magistratura: anche così ci spieghiamo il dato ISTAT che afferma che il 25% dei figli perde definitivamente  contatti significativi con uno o l'altro dei propri genitori dopo la separazione.

Il genitore che denuncia la violazione del diritto o, più raramente, del dovere di visita, non viene preso in considerazione né in sede civile né in sede penale (pur essendo questi comportamenti frequentissimi, le condanne penali o le sanzioni ai sensi del 709 ter sono invece rarissime). La magistratura penale mostra una chiarissima ed inspiegabile tendenza ad archiviare, anche in presenza di decine di episodi previsti dall’art. 388 cod. penale.

A questo punto, viene naturale chiedersi se questo PDL dell'on. Miglioli rappresenti la posizione ufficiale del PD in materia di famiglia e affidamento dei figli. Se così fosse, si imporrebbe una chiara riflessione sulla inopportunità che i milioni di genitori italiani, papà e mamme, interessati all'affermazione di una vera Bigenitorialità, votino per questo partito. 

Per chiarire definitivamente che l'allocazione preferenziale rappresenta la morte dell'affido condiviso, specie con l'orientamento della nostra magistratura, cito testualmente le parole di un magistrato milanese, la dr.ssa Gloria Servetti che, pochi giorni prima dell'approvazione della legge 54/06, ne ipotizzava le modalità applicative: “....potrebbe ad esempio essere opportuno  prevedere che, allorquando la frequentazione dell'altro genitore abbia cadenza quindicinale, questioni di una simile tipologia (scelta del corso scolastico, frequentazione del catechismo, corsi sportivi da intraprendere, scelta dei sanitari) siano rimesse al solo genitore che col minore condivide il quotidiano perché in effetti è l'unico in grado di avvertire le sue esigenze più spicciole e di decidere di conseguenza...”.

Questo è quello che è avvenuto, e che avviene quotidianamente in Italia: l'apoteosi della moderna monogenitorialità, dove un genitore viene limitato forzosamente nel suo ruolo, per poi essere eliminato da ogni scelta proprio “perché lontano fisicamente dai figli”. In buona sostanza, si creano giudiziariamente le condizioni idonee ad una scelta di monogenitorialità e, con un chiaro nesso di causa-effetto, si dispongono provvedimenti che ricreano la prevalenza effettiva di un solo genitore.  

Francamente, non si sentiva la necessità di un progetto di legge per ribadirlo definitivamente.

 

Vittorio Vezzetti


Fonte: Redazione - V. Vezzetti

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Ci sono 6 commenti


11.36  di luned├Č 20/09/2010
scritto da  Pino FALVELLI
Gradirei avere un confronto con l´ On. Miglioli per sapere quale motivazione riesce a dare all´ assurda ed allucinante vicenda che, mio malgrado, mi vede coinvolto. Sarei veramente curioso di sapere come giustificherebbe il tutto. Forse l´ On. non ha la pi├╣ pallida idea di cosa pu├▓ accadere ad un uomo che si ritrova improvvisamente a dover vivere il dramma sociale della separazione e di come i poveri figli possono diventare uno "strumento" di ricatto ( beato lui !!! ). Credo sia giunto il momento di evitare giri di parole per mantenere sempre l´ attuale stato di fatto. Ci vuole una vera parit├á tra i sessi ed occorre fare davvero gli interessi dei minori.
Il "femminismo" scellerato deve finire e le violenze devono essere combattute sempre e senza distinzioni di sesso. Questa ├Ę vera giustizia ! Questa ├Ę la vera civilt├á ! -

23.44  di domenica 19/09/2010
scritto da  Alessandro
Sono un padre separato da un anno e mezzo ancora in attesa che il tribunale prenda una decisione definitiva!!!! in questo periodo seguo con attensione tutto cio che riguarda l´affido condiviso.. Ho apprezzato molto il disegno di legge presentato dal PDL al Senato ma oggi sono veramente rimasto sconcertato leggendo questa proposta del PD . Mi chiedo se questa ├Ę veramente la proposta del PD o se si tratta di una iniziativa personale ?? Ma si rendono conto di cosa stanno dicendo ? Conoscono il dramma sociale causato dalla non applicazione della LEGGE 54/2006 ? Prima di presentare una legge sarebbe doveroso essere coscienti e conoscere la attuale situazione oppure si presenta la proposta tanto per fare numero ?? Allora ├Ę bene che i cittadini e in particolar modo tutti coloro che sono dentro al problema conoscano le posizioni di questo partito. Ciedo anche ad ADANTIUM di far conoscere con forza queste assurde e incocludenti proposte..

00.40  di domenica 19/09/2010
scritto da  giuseppe di Bologna
Mi chiedo se mai all´on.Miglioli sia mai passato per la testa che oltre a non voler condividere il principio di quanto recita la legge 54/2006,porta all´intero partito di cui fa parte un´ulteriore discredito e seppur io stesso risieda in un capoluogo notoriamente amministrato dal suo partito, gli ultimi avvenimenti hanno lasciato un profondo sconcerto di cui molti cittadini non hanno ancora metabolizzato e tantomeno digerito...!!!!

16.24  di sabato 18/09/2010
scritto da  Alessandro MB
Dott. Vezzetti fa benissimo ad affrontare queste questioni, tutti gli aderenti ed i costituenti di ADIANTUM fanno benissimo a divulgare le loro opinioni e prendere chiare ed inequivocabili posizioni.
Spero di vederla nuovamente in televisione o di sentirla per radio, bisogna riuscire ad uscire dal nostro importante ambito in cui condividiamo idee, notizie, emozioni, speranze.
Finalmente in questo periodo, grazie anche ad alcuni padri famosi, e a qualche coraggiosa Onorevole, questo sta accadendo. Bisogna creare una massa critica di informazioni in modo tale che la politica sia costretta a cambiare qualcosa.
Spero che presto scatti anche la nostra Class Atcion, e pur rispettando la scelta scritta di tenere un "basso profilo mediatico" fino alla sua consegna al Ministero, penso che dopo dovrebbe essere pubblicizzata per evitare che sia schiacciata da altre migliaia di fascicoli in un polveroso anonimo ufficio (cosa che secondo me ├Ę accaduta alle nostre diffide individuali, io almeno non ne so pi├╣ nulla e ho la sensazione che sia stata mangiata da un pesce palla).

15.51  di sabato 18/09/2010
scritto da  Antonello1
Cito la mia esperienza personale in tema di affidamento condiviso: 11 ore alla settimana per i primi tre anni. Dopo appello affidamento: coondiviso quasi al 50% e aumento dell´assegno di mantenimento peril bimbo del 40%. Dopo lunga battaglia legale l´iscrizione all´asilo spetta al padre che ha scelto con criteri pi├╣ oggettivi privilegiando la qualit├á della struttura e delle insegnanti. Risultato? Io iscrivo il bimbo in un asilo, la madre lo iscrive in un altro (comunale)...dichiarando il falso in tema di reddito (zero) e di composizione della famiglia (io non esistevo). Cosa ha fatto il tribunale??? Attende la documentazione sulle qualit├á di entrambi gli asili... Ma il mantenimento non doveva essere "diretto"? Soprattutto considerato il fatto che il bambino ├Ę in affidamento condiviso quasi 50% (una giornata in pi├╣ a settimana)


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