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Reggio Emilia, rinviato il parto cesareo: bimbo muore poco prima del parto

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Reggio Emilia, rinviato il parto cesareo: bimbo muore poco prima del parto

17/09/2010 - 15.06

Accantonato dai medici il progetto del parto cesareo, quella di una paziente dell'azienda ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia sembrava una gravidanza destinata ad un normale parto fisiologico. La gestazione si è chiusa invece nel dramma con la morte del feto nel grembo della donna. I genitori hanno appreso l'esito infausto di nove mesi di gravidanza lunedì mattina, varcando allarmati la soglia del reparto di ostetricia. Da alcune ore la donna non avvertiva più i movimenti del feto dentro la pancia. Per il parto spontaneo avrebbe dovuto attendere ancora qualche giorno, ma un presentimento ha anticipato il suo arrivo in reparto.

La verifica del tracciato cardiaco e l'ecografia hanno spento ogni residua speranza, accertando l'avvenuta morte endouterina del feto. Ai ginecologi non è restato altro da fare che programmare l'induzione del parto in analgesia epidurale. Ora si attendono gli esiti degli accertamenti sul feto e sulle ultime settimane di gravidanza.

La gestazione non era stata delle più serene. Precedenti ecografie avevano accertato un malposizionamento del feto, per cui i medici avevano ritenuto opportuno procedere col cesareo, programmato per l'8 settembre. Nel giorno fissato, la gestante si era presentata in reparto per essere sottoposta all' intervento, ma era stata rimandata a casa poichè i controlli preoperatori avevano evidenziato che il feto avrebbe assunto una posizione normale. I parametri vitali del nascituro apparivano inoltre regolari, come informa la direzione ospedaliera, che ha chiesto al reparto una dettagliata relazione sull'accaduto.

L'8 settembre si era pertanto deciso di seguire l'evoluzione della parte conclusiva della gravidanza fino alla sua conclusione fisiologica prevista per il 15 settembre. Lunedì, però, la gestante si è accorta che qualcosa non funzionava nel modo giusto ed ha anticipato il suo nuovo ricorso all'ospedale. I timori sono risultati fondati e ai medici non è rimasto altro da fare se non constatare la tragedia. La direzione dell'ospedale ha espresso partecipazione al dolore dei genitori, confermando di essere in attesa degli esiti del riscontro diagnostico finalizzato ad accertare le cause della morte del piccolo.

Il professor Giovan Battista La Sala, direttore della struttura di ostetricia: «corretto il comportamento dell'equipe del reparto. Per gli elementi attualmente noti, è da ritenersi corretto sul piano clinico ed assistenziale, in quanto non sussisteva più alcuna ragione per effettuare l'intervento e non vi erano elementi che richiedessero controlli supplementari, oltre a quelli eseguiti. Rimaniamo comunque in attesa - aggiunge il primario - delle eventuali ulteriori evidenze che potranno emergere dagli accertamenti in corso».

Nel 2008 nella divisione ospedaliera reggiana si effettuarono 2.476 parti, mentre l'anno scorso è stata superata quota 2.500. La percentuale dei cesarei nel 2008 fu del 27,26%, a fronte di una media regionale del 29,96.

Nel corso degli ultimi anni è emersa una diminuzione percentuale progressiva dei cesarei con mantenimento dei valori sempre al di sotto della media regionale, per un approccio sempre meno chirurgico al parto nel rispetto della sicurezza materno-fetale. Il 17 maggio scorso l'equipe di La Sala organizzò con i neonatologi una complessa seduta operatoria durante la quale videro la luce quattro gemelli. Un parto di questo genere, spontaneo, avviene una volta ogni 500.000 nascite.


Fonte: ilmessaggero.it

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