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Italia, la difesa dei minori ancora in cerca di garanzie

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Italia, la difesa dei minori ancora in cerca di garanzie

25/08/2010 - 11.21

Buone leggi contro il turismo sessuale all'estero, ma qualche problema in patria. Questa sembra essere la situazione dell'Italia nell'ambito della protezione dei minori dallo sfruttamento sessuale.

Con la legge 269 del 1998 e la 38 del 2006, il nostro paese è, infatti, uno dei primi a riconoscere la colpevolezza dei propri cittadini per sfruttamento della prostituzione o di turismo sessuale all'estero, prevedendo quindi la possibilità della doppia denuncia e un programma di sensibilizzazione degli operatori turistici. E ce n'era bisogno, visto che – a quanto pare – in Europa vantiamo un triste primato come esportatori di turisti sessuali, tra l'altro sempre più giovani.

Ma resta ancora molto da fare: il 1° luglio è entrata in vigore la convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali. La norma ha l'obiettivo di armonizzare le legislazioni europee per rendere più efficace la lotta alla tratta e ai turisti del sesso, aumenta le pene e i tempi di prescrizione, introduce, tra l'altro, il reato di pedopornografia culturale, andando a punire coloro che istigano con qualsiasi mezzo d'espressione allo sfruttamento sessuale dei minori. L'Italia non ha ancora ratificato la convenzione.

Da Terres des Hommes arriva quindi un appello ad agire in fretta. «Per rendere effettiva la convenzione come strumento di contrasto alla criminalità l'Italia deve ratificarla al più presto – afferma il presidente Raffaele K. Salinari che si dice preoccupato del clima culturale del nostro paese –. Solo poco tempo fa abbiamo dovuto lottare per far cancellare dal decreto sicurezza un emendamento (il 1070) che differenziava i reati sessuali contro i bambini tra più gravi e meno gravi. E poi della convenzione bisogna rispettare tutti i punti: per esempio, l'articolo 6 prevede un piano di educazione nelle scuole sul tema dei reati sessuali. Questo significa investimento e formazione degli insegnanti: la politica ha la volontà di intervenire?».

Salinari punta il dito anche contro la mancata istituzione di una banca dati comune tra le diverse forze dell'ordine e di un garante per i diritti dell'infanzia. Infine, sottolinea la cronica mancanza di fondi. «La legge antitratta prevedeva un fondo per l'aiuto alle vittime che andava finanziato anche con i proventi della vendita dei beni confiscati alla mafia: i soldi sono sempre stati dirottati altrove». L'auspicio è che, almeno, nel bilancio di previsione per il 2011 del ministero delle Pari opportunità non vengano azzerati gli investimenti degli anni scorsi.


Fonte: Sole24ore

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