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Prima sottraggono i figli, poi chiedono il pagamento della retta ai genitori

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Prima sottraggono i figli, poi chiedono il pagamento della retta ai genitori

24/08/2010 - 16.44

Una surreale storia di superficialità e spreco del pubblico denaro, qualla occorsa recentemente a Manfredonia (Puglia). Tutto è nato dal solito caso di conflittualita’ interna tra coniugi in via di separazione. Un caso comune, oggigiorno, laddove la bufera dei sentimenti prende il sopravvento, ma nel caso in questione senza fatti penalmente rilevanti. Però si comincia ugualmente a parlare di "violenza assistita", di "superiore interesse del minore", e più in generale di tutto quel tipico vocabolario pseudo-scientifico e ideologico con cui le relazioni dei servizi sociali vengono generosamente arricchite.

Il risultato non si fa attendere: la figlia, ormai ragazza, nata dal matrimonio viene sottratta dalla casa familiare e inviata in una casa famiglia, e ai genitori, viene chiesto di pagare la retta.

La delibera del Comune di Manfredonia aveva disposto ”un collocamento urgente, su provvedimento della Magistratura minorile, di un minore in una ‘idonea struttura residenziale’”, in una struttura del territorio “dichiaratasi disponibile”, anche per “evitare che la forte conflittualità con i genitori potesse degenerare in una situazione di grave pregiudizio per la giovane”.

Successivamente al "ricovero" (lo chiamano così...), operato d’urgenza, veniva avviata la procedura amministrativa per determinare in capo a chi (fra Ente e nucleo familiare) andasse a ricadere la titolarità dell’onere della retta.

Per la coppia si parla di un reddito “elevatissimo”, e questo sarebbe sufficiente, per il comune - allertato dalla relazione dell’Assistente sociale deputata al caso - per addebitare alla coppia genitoriale l'intera retta non avendo essi “titolo ad interventi di natura economica a carico del Comune”. Come se l'avessero chiesto loro.....

In pratica, siccome benestanti ma conflittuali, i genitori avrebbero dovuto pagare il danno che il tribunale dei minori aveva arrecato alla figlia, allontanandola da casa per dieci giorni (dopo i quali la ragazza, autonomamente, era tornata a casa e non aveva voluto sentire più ragioni).

I nostri non saldano la somma, nonostante con una nota del 19 febbraio 2010 i genitori della minore vengono informati come l’onere della retta per il ricovero dello stesso non era di competenza del Comune ma “a totale carico” degli stessi. La comunita’ del foggiano chiede allora  600 euro al comune, e lo fa trasmettendo una nota, dove si addebita all’amministrazione (che aveva disposto il ricovero urgente della minore) il pagamento di 600 euro, “a titolo di rimborso spese, forfettario ed omnicomprensivo”, per l’accoglienza della stessa per 10 giorni durante l’anno.

La ragione di ciò sta nel fatto che il comune sia l'unico “interlocutore” per recuperare la somma, e alla assistente sociale del Comune di Manfredonia non rimane che evidenziare come la stessa amministrazione sia ‘tenuta’ (in un certo qual modo) a saldare la somma alla casa famiglia.

Ma il Comune non si arrende, e dichiara che si riserverà di esperire “un’azione legale di rivalsa nei confronti dei genitori per il recupero della somma indicata.....".

L'esiguità dell'importo non tragga in inganno: sempre di spreco si tratta, anche se di sole 600 euro. Ma la domanda da fare è un'altra: e se il "ricovero" fosse durato 2 anni, come accade (in media) a qualche migliaio di bambini che non hanno l'autonomia di fuggire dalle comunità per tornare da soli in famiglia, quanto avrebero dovuto pagare i genitori "benestanti" ?

Presto detto. Il conto sarebbe stato pari a 145.000,00 euro. Ci viene un bivani al centro di Foggia.


Fonte: Redazione

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Ci sono 2 commenti


11.23  di mercoled├Č 25/08/2010
scritto da  Pino F.
Il grave ├Ę che in questo Paese ( ritenuto tra i pi├╣ civili del mondo ) nessuno risponde per le proprie responsabilit├á . In tema di separazioni/divorzi ed affidamento dei minori siamo alla pi├╣ completa deriva. Gli unici a pagare le conseguenze per gli errori commessi dai rappresentanti dello Stato sono, nell´ ordine, i minori, i malcapitati uomini (sempre pi├╣ vittime delle ex spesso "furbe e/o addirittura in malafede" e che vogliono rovinarli ), le madri oneste ed i nonni. Tutti i giorni assistiamo a casi di "malagiustizia" e di danni arrecati ai minori. Sarebbe veramente ora di finirla !!! Chi ├Ę preposto a far cambiare le cose intervenga al pi├╣ presto e faccia quanto ├Ę di dovere per apportare le necessarie modifiche alla legislazione esistente in materia. Non ├Ę concepibile che nel 2010 dobbiamo ancora assistere IMPOTENTI a certi accadimenti!!! Non ├Ę possibile che in Italia una donna che vuole rovinare il consorte basta che si inventi una serie di falsit├á e calunnie ( magari con la complicit├á e l´ assistenza di qualche legale pronto ad approfittarne ) per poter raggiungere i propri "loschi" obiettivi. Occorre che le Istituzioni intervengano al pi├╣ presto. Solo cosi si potranno salvare molti matrimoni e si potranno scongiurare tantissimio fatti di cronaca ( ogni anno centinaia di padri si tolgono la vita ). E´ auspicabile che a riguardo intervenga anche la Chiesa per ammonire e sollecitare chi di competenza a fare le riforme, se davvero c´ ├Ę interesse per la famiglia.

09.29  di mercoled├Č 25/08/2010
scritto da  Vale
Io sono di Manfredonia, e vi posso garantire che ho a che fare con questa gente veramente INCOMPETENTE. Non sono capaci di far nulla per il bene dei bambini ma solamente rubare lo stipendio.


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