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Lecce: Maria Cristina Conte querela il giudice minorile Maria Rita Verardo

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Lecce: Maria Cristina Conte querela il giudice minorile Maria Rita Verardo

08/08/2010 - 02.03

Genitori "processati" sommariamente senza alcun contraddittorio, fascicoli segretati per mesi, istanze inspiegabilmente rifiutate e ostruzionismo di molti assistenti sociali verso le pressanti richieste di padri e madri che non vedono i propri figli. Il tutto "condito" da tempi giudiziari lunghissimi, pause interminabili tra una udienza e l'altra, che esasperano la gente comune. A monte, pesanti sospetti sul fiorente business delle case famiglia per minori e, in alcuni casi, sulle "adozioni facili".

Il caso di Maria Cristina Conte, una mamma di Lecce che non vede il figlio da più di tre anni, ha proprio quelle caratteristiche, e adesso è ad una svolta: la Signora Conte ha presentato una formale querela, diffusa su facebook, contro il giudice del tribunale minorile Maria Rita Verardo. Questo il testo della denuncia:

"Io sottoscritta Conte Maria Cristina, nata a Berna (Svizzera) il 28 aprile1977, e residente a ................. omissis; fa atto di Denuncia/Querela nei confronti del magistrato Dott.ssa Maria Rita Verardo, operante presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce; Per i fatti di seguito esposti;

PREMESSO CHE

In data 8 febbraio 2007 il Tribunale per i Minorenni di Lecce emetteva un decreto provvisorio e urgente ex artt. 333, 336 e 38 disp. Att. Cod. Civ. (allegato 1) mediante il quale disponeva “che il minore Marena Kristian fosse affidato al Consultorio Familiare di Gallipoli ed al Servizio Sociale del Comune di Sannicola” e disponeva, senza dare motivazioni esaustive, il “DIVIETO di qualsivoglia rapporto tra il minore e TUTTI i componenti la famiglia d’origine”, violando pertanto la vigente legislazione in materia di “Diritto dei Minori” ovvero: la Legge 149/01 art. 5 c. 2; la Legge 176/91 ( ratifica Convenzione di New York sui Diritti del Fanciullo, nella fattispecie in violazione dell’art. 12) e la Legge 848/55 (ratifica della Convenzione Europea sui Diritti e le Libertà fondamentali dell’Uomo – protocollo addizionale n. 11 del gennaio 2001, nella fattispecie in violazione dell’art. 8);

ESPONGO I FATTI

In data 5 maggio 2010 ho presentato alla cancelleria civile del Tribunale per i Minorenni di Lecce richiesta per la visione del fascicolo (allegato 2) riferito alla procedimento n. 12/08 R.G. (MS), relativo a mio figlio Marena Kristian, nato a Berna (Svizzera) il 04/05/2002 ed il Giudice delegato, Dr.ssa Maria Rita VERARDO, in data 11 maggio 2010, mi negava l’accesso agli atti, così come risulta dallo stesso documento di richiesta riconsegnatomi (allegato 2) , ponendomi quindi in una condizione di totale impotenza per non potermi difendere dalle eventuali accuse mosse nei miei confronti che hanno determinato l’allontanamento di mio figlio da me e l’interruzione dei rapporti con lui per tre lunghissimi anni, ancora inspiegabilmente interrotti.

Riservandomi del diritto di costituirmi in seguito parte civile per il gravissimo “Danno esistenziale” ricevuto vorrei evidenziare a codesta eccellentissima Procura che il negato accesso agli atti del fascicolo di cui sopra mi impedisce di esercitare i diritti garantiti e tutelati dalla Costituzione italiana di cui agli artt. 24 e 111 e che non esiste nessuna legge che consenta al Tribunale per i Minorenni di secretare gli atti del fascicolo. In particolare:

1. L’art. 24 Cost. recita che “la difesa è un diritto inviolabile del cittadino in ogni stato e grado del procedimento”.

2. L’art 111 Cost. recita che il giusto processo si svolge nel contraddittorio fra le parti.

3. L’organico dei TRIBUNALI PER I MINORENNI è costituito da magistrati anch’essi soggetti alla legge (art. 101 Cost.).

4. la Legge da' pieno diritto alla presa conoscenza degli Atti contenuti nel fascicolo (cfr. art. 169 C.p.C. e artt. 76 e 77 Disp. Att. C.p.C.).

5. I giudici, pur facendo parte di un fondamentale organo dello Stato, sono terze persone che devono giudicare in maniera neutrale ed imparziale nelle controversie fra due o più parti in causa e, quindi, non rappresentano gli interessi dello Stato, ma la corretta amministrazione della giustizia (v. codice deontologico del magistrato e art. 111 Cost.).

6. Nella fattispecie i giudici minorili sono terzi nelle controversie fra lo Stato e il/i genitore/i sospettato/i e indagato/i di condotta pregiudizievole verso i figli. Non potrebbero quindi, per etica e per la corretta amministrazione della giustizia, eludere il contraddittorio fra le citate parti, poiché si sospetterebbe, a ragion veduta, di parzialità e non neutralità ad esclusivo vantaggio dello Stato che, così, si sottrarrebbe dagli oneri previsti dalla legge.

Lo Stato, rappresentato dai Servizi Sociali (affidatari del minore), può commettere abusi ed errori. Gli abusi per conflitto di interessi e gli errori per le inconfutabili regole che “nessuno è perfetto” e che “tutti possono sbagliare”. Non può, a mio modesto avviso, il giudice (di qualsiasi tribunale), nelle controversie fra Stato e cittadini, rifiutare i reclami, le istanze e gli atti probatori presentati da questi ultimi, in difesa dalle accuse mosse nei loro confronti. Senza contraddittorio fra le parti è come dire che lo Stato ha sempre ragione e che può decidere le sorti del cittadino (nella fattispecie della famiglia) indipendentemente dai fatti.

E’ impensabile, inoltre, considerare come “oro colato” soltanto l’operato di assistenti sociali, educatori, etc., poiché si attribuisce a tali persone, spesso giovani e quindi prive di esperienza e/o di adeguata professionalità, l’infallibilità. Da non sottovalutare, inoltre, l’opportunità che si concede ai suddetti operatori di abusare della propria mansione e di violare le leggi per interesse personale (si vedano gli artt. 28 e 54 Cost.).

Occorre anche precisare che i provvedimenti provvisori emessi dai Tribunali per i Minorenni limitano i diritti dei figli e dei genitori e la potestà dei genitori sui figli. Ammesso e concesso che il minore è, in questo caso, parte da tutelare, il genitore, in quanto considerato responsabile del disagio/pregiudizio verso i figli, ha il sacrosanto diritto di difendersi.

E’ proprio perché i provvedimenti emessi dal giudice, occorre ribadirlo, sono limitativi fin dalla loro fase iniziale (a tutti gli effetti sono delle pene inflitte senza processo e senza accurate indagini), che devono essere gestiti nel contraddittorio fra le parti (artt. 111 Cost.) e si deve consentire al/i genitore/i di difendersi in ogni momento (art. 24 Cost).

Personalmente ritengo che il diritto di difesa negato, la secretazione degli atti e l’assenza di contraddittorio fra le parti siano arbitrarie decisioni dei giudici dei Tribunali per i Minorenni che non trovano fondamento alcuno nella Costituzione, in nessuna Legge e neppure nella logica, essendo trascorsi oltre tre anni da quando è stato emesso il primo provvedimento ed interrotto i rapporti fra la scrivente e mio figlio Kristian (cfr. art. 5 c. 2 legge 149/01).

La gravità e l’urgenza di un Vostro immediato intervento è richiesta dalla procedura di adottabilità di mio Figlio Marena Kristian avviata dal Tribunale per i Minorenni di Lecce.

Alla luce di quanto sopra esposto;

CHIEDO

- che la S.V. Illustrissima proceda nei confronti della D.ssa Maria Rita Verardo qualora si ravvisino i reati di “Abuso d’ufficio” ai sensi dell’art. 323 c.p. e di “Omissione di Atti d’Ufficio” ai sensi dell’art. 328, nelle modalità previste dalla giurisprudenza relativamente alle Sue mansioni di Capo di una Procura della Repubblica Italiana.

- di poter prendere visione ed acquisire copie degli atti del fascicolo relativo al procedimento di cui sopra e riguardante MIO figlio Kristian Marena, per preparare in tempo utile la mia difesa ed il contraddittorio.

- di essere informata, ai sensi degli artt. 408, 409 e 410 c.p.p., su eventuale richiesta di attivazione o richiesta di archiviazione della presente denuncia/querela".

 

ADIANTUM, sentita per l'occasione, ha preannunciato un esposto formale da presentare al Ministero della Giustizia entro breve tempo, al fine di sollecitare una soluzione che escluda l'adozione di una procedura di adottabilità del minore.


Fonte: Redazione

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Ci sono 7 commenti


16.35  di giovedì 02/02/2012
scritto da  max

a me l´illustissima ha tolto 4 bambini piccoli con i quali avevo un bellisimo rapporto di amore . sono 14 mesi che non mi fanno vedere i bambini. questo processo si chiama mobbing genitoriale. il sistema giudiziario italiano nei casi di separazione funziona così laddove un coniuge con rancore decide di affidarsi alla legge per risolvere questioni personali. usano i nostri bambini per ricattarci, usano i nostri bimbi per portar utili nelle loro tasche e il bello è che osano attribuirsi il merito di tutela dei minori.


02.08  di martedì 24/08/2010
scritto da  fabio
io ho deciso di segnalare gli assistenti sociali(qualora responsabili),che in 2 anni mi recavo innumerevoli volte per chiedere aiuto in quanto la madre del piccolo(mia ex)era instabile e non perdeva occasione per aggredirmi innanzi al bambino..il problema pero e ancora piu complesso ma tralasciamo.Ultimamente mi sono recato dagli stesi assistenti per raccontare le mie preoccupazioni circa la crescita di mio figlio minore.dopo qualche giorno mia suocera veniva a conoscenza della mia richiesta di aiuto.Ma scusate cio che si racconta a professionisti non e´ coperto da segreto professionale??????cmq mi sono mosso legalmente in quanto ho l´impressione che qualcuno abbia interesse a non far intervenire gli stessi,e qualora vi sia stato un comportamento illegale e giusto che sia punito!in parole povere e come se un polizziotto indaga su un soggetto e un collega avvisa l´indagato che vi sono idagini nei suoi confronti!mah.non possiamo fidarci di nessuno qui ognuno fa cio che vuole

01.58  di martedì 10/08/2010
scritto da  Zucchelli Fabrizio
‎..l´ impressione è che mediamente questi giudici minorili vivano delle realtà parallele assolutamente distanti da quelle che accompagnano l´ attuale società civile. Il dramma, sembra sia ( oltre che alla mancanza di leggi chiare ) che questi particolari e SPECIALI giudici, vivono in un mondo talmente distante dal nostro che in effetti se dovessero essere sottoposti al confronto ad armi pari con dei genitori normali ( ovverosia senza patologie psichiatriche ) non reggerebbero. Probabilmente la maggior parte di loro non si rende neanche conto del viaggio siderale intrapreso verso il nulla, e logicamente continua ad alimentare l´ astronave con citiù e altri propellenti non adatti ai motori.
Consiglio loro di tornare, e magari di mettendo piede per terra, di mescolarsi alla gente comune ASCOLTANDO gli umori e annusando i fermenti della società reale....

17.14  di lunedì 09/08/2010
scritto da  Costa Francesco Paolo
A parte condividere pienamente quanto scritto da Pino Favelli, vorrei far riflettere su un tipo di "circiuto" chiuso e ingegnoso, cioè: Conosco un papà che ha speso in €. per la disputa conflittuale con la ex, che lui non ha mai voluto fare circa €.2.000,00; poi visto che si è anche dovuto difendere penalmente dalle false accuse ne ha sborsati altri €.3.000,00; poi oltre a mantenere economicamente se stesso, ha avuto imposto dal tribunale per i minorenni la corrresponsione dell´assegno di mantenimento ai minori (2), €.500,00 al mese e non ha più visto i figli per un lungo periodo. Ovviamente "la commissione" del T.M. riunitasi per decidere del futuro di quella famiglia, nonchè dei minori, giusto le false accuse che la ex ha rivolto nei confronti dell´ex marito, ha affidato i figli in via esclusiva alla madre, w il pregiudizio negativo. La stessa, risquotendo la somma mensile dall´ex marito, per il mantenimento ai minori, la girava al suo avvocato per continuare ad attacare l´ex marito. L´ex moglie ha ottenuto i figli sia in primo che in secondo grado, ma ha un debito col suo avvocato di oltre 70 mila euro. Chissà come mai...
Alessandro MB per quanto io sappia invece Adiantum c´Ã¨ sempre stata e non è mai andata in vacanza. Certe porcate i giudici le fanno proprio nei periodi delle vacanze e Adiantum (a differenza degli avvocati c´Ã¨ sempre stata. Ciao

21.30  di domenica 08/08/2010
scritto da  Alessandro MB
Che storiaccia. L´ennesima.
Spero che si risolva, anche se questi tre anni non li potrà mai cancellare nessuno, e le sofferenze subite resteranno per sempre nella vita di quelle persone e di quel figlio.
Sarei interessato a conoscere l´evoluzione di questa brutta faccenda. Querelare un magistrato o un giudice è un bel passo decisamente interessante.
Leggo con grande favore che una volta tanto anche ADIANTUM fa qualcosa di concreto. ADIANTUM mi permetto di dire "siamo noi tutti padri e madri" iscritti o simpatizzanti, ed io sento forte la necessità di azioni concrete.
A questo proposito sto spettando il 20 agosto che se non sbaglio si dovrebbe chiudere la fase della raccolta adesioni per la Class Action e quindi procedere presso il ministero.
Teneteci informati, fate qualcosa, io come tantissimi padri e madri non ne posso più, perchè come ho avuto modo di scrivere altrove, noi viviamo nelle condizioni: "... padri condannati a non potere stare con i propri figli e condannati all’indigenza senza avere nessuna colpa da espiare.......ogni giorno di sofferenza senza colpe è una ingiustizia che nessuno meriterebbe di vivere".


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