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Treviso: nella casa famiglia Opera PJ gli schiaffi erano la regola, anche per un nonnulla

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Treviso: nella casa famiglia Opera PJ gli schiaffi erano la regola, anche per un nonnulla

01/08/2010 - 15.39

Presi a schiaffi per un nonnulla. Costretti a subire umilianti punizioni per ore. E poi insultati e sbeffeggiati. Vittime degli abusi, ancora una volta, minorenni di una struttura protetta a Treviso. Sette i ragazzini, di età compresa tra gli otto e i 14 anni, allontanati dal centro dell’associazione di volontariato «Opera Pj» di strada Zermanese a ridosso del centro cittadino. Il provvedimento di allontanamento firmato dalla procura dei minori di Venezia è stato eseguito due giorni fa dai servizi sociali dell’Usl e dai carabinieri in Puglia dove i ragazzini si trovavano in vacanza con gli operatori della casa famiglia.

Sotto inchiesta è finita la direttrice della comunità, una donna trevigiana di 64 anni, da tempo sotto la lente degli inquirenti. Alla donna vengono contestati abusi di tipo psicologico, come umiliazioni e vessazioni continuate. Un caso che scoppia a poche settimane di distanza dall’indagine sulla struttura per bambini disabili «La Nostra Famiglia », sempre in centro a Treviso, dove tre educatrici sono finite sotto inchiesta per maltrattamenti. Ma la lente degli investigatori da marzo era puntata anche sul centro per minori disagiati di strada Zermanese dopo che uno dei ragazzini si era sfogato con la madre. Aveva raccontato, l’adolescente, di quelle vessazioni continue da parte della responsabile, degli insulti ripetuti, delle imposizioni subite dai ragazzi. Castighi senza senso, come il costringere un bambino a rimanere con una gamba alzata per un tempo interminabile. O le offese ripetute a cui seguivano schiaffi e spintoni. O come il soccorso negato a un ragazzino ferito dopo una caduta. Immediata è partita la richiesta di aiuto. I carabinieri, d’intesa con la procura di Treviso, hanno dato il via alle indagini raccogliendo prove e testimonianze. Evidente, secondo l’accusa, la responsabilità della direttrice indagata per abuso di metodi di correzione.

Urgente il provvedimento di allontanamento firmato dalla procura dei minori per il trasferimento dei sette minorenni in un’altra struttura cittadina. I servizi sociali dell’azienda sanitaria sono partiti due giorni fa alla volta della Puglia dove i ragazzini si trovavano in vacanza con i volontari dell’associazione. Riportati nella Marca, gli adolescenti sono ora ospiti di un altro istituto cittadino. L’indagine, intanto, continua. L’associazione nel mirino, nata nel 1999 e sovvenzionata dalla stessa Usl 9 di Treviso, ospitava minori con problemi sociocomportamentali con il rischio di devianza. «Giovani in età adolescenziale - si legge nel sito della struttura - cui sia venuto meno, in vari modi, un luogo di appartenenza, di educazione, di sostegno affettivo come la famiglia o che si trovino, per condizioni sociali, ambientali e familiari, in situazioni di emarginazione sociale e possibile devianza». Paradossale, quasi, a leggerlo adesso con la direttrice gravata da pesanti accuse e i minorenni, presunte vittime degli abusi, trasferiti d’urgenza.

Ieri, sotto una pioggia battente, la sede dell'associazione è rimasta immersa nel silenzio. «Voglio saperne di più - commenta l'assessore regionale al Sociale Remo Sernagiotto - ora però le indagini sono ancora in corso e non intendo intralciarle. Di certo, a settembre, andremo a verificare tutto questo sistema dell'assistenza, dai tossicodipendenti ai minori in difficoltà. Serve metterci mano. La mia idea sarebbe quella, per i minori, di puntare tutto su centri di accoglienza e poi sull'adozione temporanea nelle famiglie. Ma sono cose di cui parleremo con giudici del tribunale minorile e psicologi. Non sono preoccupato per quello che sta accadendo, però mi dispiace molto. Per operare nel sociale occorre il cuore, questi posti di lavoro non possono essere surrogati per chi non trova altro».

E meno male che non è preoccupato....
 

 


Fonte: Redazione

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Ci sono 20 commenti


21.14  di venerdě 30/01/2015
scritto da  Sofi

SONO SCONVOLTA...che questa casa "famiglia" anche se non so come si può definire se non con parolacce sia ancora aperta!! 


17.30  di giovedì 29/11/2012
scritto da  Enrico
Io ho conosciuto personalmente la struttura Opera PJ e le professoresse che hanno costruito questa oasi nel centro di Treviso( che sicuramente fa´ gola a molti!) inseguendo un sogno e nell´amore degli insegnamenti di Padre Joe.
Certo quando si parla di bambini è doveroso trattare la materia con velocità e fermezza, ma il rischio è grande: mettere sulla gogna qualcuno, oppure prendere dei provvedimenti sulle basi di una spinta emotiva.
Lasciamo che la verità giuridica venga stabilita dai tribunali, ma quella della vita, a parte ingiustizie, amarezze e problemi economici, ci parla di una realtà solida che non è stata abbandonata da chi conosceva come le cose andavano veramente.
La veritĂ  verrĂ  fuori e qualcuno dovrĂ  chiedervi scusa.

18.26  di mercoledì 05/10/2011
scritto da  da chi ci HA VISSUTO!!!!
Desideriamo rispondere a tutti coloro che,fino ad ora hanno voluto dar aria alla propria bocca,costruendo "mura" di carta attorno ad una struttara all´interno "marcia".
Molti di voi hanno commentato la "bellezza" apparente che quest´ultima possedeva,senza voler GUARDARE al di lĂ  di quello che voleva mostrare.
Vogliamo precisare l´atteggiamento falso della stessa direttrice,la quale,ci OBBLIGAVA ad assumere un atteggiamento di perfezione.
Alle vostre visite o cene,infatti,eravamo costretti ad essere inpeccabili,altrimenti le punizioni sarebbero state molte alte.
Siamo offesi da tutto ciò che dite e pensate al riguardo,continuando a diffendere una struttura che continua tutt´ora a rubare soldi dalle "tasche" del popolo italiano,invece di aiutare le famiglie che,al contrario di come pensate,amano i loro figli meglio di qualunque estraneo cerchi di farlo.
Ci sono persone che hanno diversi problemi economici,ma non per questo significa che maltrattano i propri figli..anzi,cercano di fare il possibile per dargli tutto e per fargli stare al meglio...ed invece di sostenere queste famiglie,i servizi sociali,o meglio lo stato italiano,le gli strappa!!
Nel frattempo queste case continuano a crescere "rubando" tutto alle FAMIGLIE ITALIANE...
Voi continuate a parlare senza il minimo rispetto di chi le cose le vive sulla PROPRIA pelle...
Noi combattiamo per queste ingiustizie che ci hanno lasciato "i segni" che ancora oggi ci portiamo dietro.
RICORDATE: "quando le cose non si sanno è inutile cercare di commentare per diffendere persone che nella vita hanno terrorizzato bambini"

18.59  di domenica 12/12/2010
scritto da  sofia
il commento è per la redazione.
Fino ad oggi la pazienza... adesso è arrivato il momento di far scendere il silenzio e il rispetto per la sofferenza altrui: quella delle persone ferite dalla menzogna e dalla calunnia, dalla vendetta e dall´invidia. Prima o poi la veritĂ  si saprĂ  tutta!
Oscurate questo sito

14.18  di giovedì 28/10/2010
scritto da  Germana
Resto esterrefatta dalla cattiveria che ci circonda. Capisco che viviamo in una societĂ  che non lascia spazio pertanto si trovano i modi piĂą biechi per avere un pò di "vita" ...ma mi domando come possano avere una coscienza le persone che rubano e approfittano dell´onestĂ  di chi ha creduto in questo sogno chiamato OPERA PJ.
Spero che si veda ciò che c´Ă¨ dietro, spero che DAVVERO si proteggano i nostri minori SPERO CHE NON SIANO TUTTI CIECHI!!!


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