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Il caso della piccola Anna Giulia: la giustizia italiana "scatenata" contro i Camparini

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Il caso della piccola Anna Giulia: la giustizia italiana

29/07/2010 - 20.37

Il reato di lesa maestà, in Italia, esiste ancora. E per chi lede la "maestà" di certa parte della magistratura, le cose si mettono male. Se poi l'audace sberleffo arriva da chi formalmente compie un reato, non c'è nessuna pietà. E così, mentre ancora si discuteva sulla natura del gesto dei genitori di Anna Giulia, e la vicenda si ammantava di epico significato - amore, coraggio, ribellione contro l'ingiustizia, addirittura eroismo - la giustizia italiana faceva silenziosamente il suo corso.

Infatti, nei giorni successivi al ritrovamento della famiglia (unita, almeno per 12 giorni), è successo di tutto: la bimba è stata riconsegnata alla tutrice, l’avvocato Sabrina Tagliati, mentre i carabinieri hanno arrestato i suoi genitori. Camparini, 40 anni, è stato ristretto nel carcere di Massa, mentre la Fontana, 45 anni, è in cella nella sezione femminile del penitenziario di Livorno. L’accusa per loro è pesantissima: sequestro di "persona" aggravato. L’interrogatorio di garanzia è stato fissato per il 30.

Come si può vedere in casi del genere, il codice penale è cinico. I figli, all'occorrenza, diventano semplicemente "persone". Il codice, se avesse vita umana, prenderebbe le forme di un pavido che non ha il coraggio neanche di chiamare le cose con il loro vero nome: sequestro aggravato di figlio proprio. La circostanza che si sia trattato del secondo tentativo, per giunta effettuato con successo, è la circostanza che "aggrava" il penale gesto d'amore, da un lato, e fa andare in bestia Sua Maestà Giudicante, dall'altro.

Le attività investigative che hanno permesso il ritrovamento della famiglia in fuga sono sorprendentemente simili a quelle che precedono la cattura di pericolosi latitanti. Gli inquirenti hanno individuato il luogo in cui si nascondevano grazie alle chiamate effettuate. Nonostante i numerosi cambi di schede telefoniche, il nucleo investigativo di Reggio Emilia è riuscito a individuare il luogo esatto dove si trovava la coppia.

L'inseguimento ha un non so chè di avventuroso. Infatti, i militari hanno prima monitorato una fitta rete di contatti che hanno preceduto il momento della sottrazione della bambina ma, memori dell’esperienza precedente, i genitori hanno disattivato il loro telefono. L’ultimo contatto è stato rilevato in provincia di Varese, indicando la direzione di fuga. Gli inquirenti, allora, hanno effettuato controlli sui tabulati delle chiamate nei telefoni delle persone maggiormente legate alla coppia.

L’attenzione dei carabinieri è stata attirata da una chiamata, effettuata con un numero di cellulare svizzero a un’amica. I militari hanno attivato il Centro comune di coordinamento Polizie e Dogane di Chiasso, che ha permesso di accertare l’acquisto della Sim da parte di Camparini qualche tempo prima. La coppia, però, ha disattivato l’utenza prima che gli inquirenti potessero capire dove si trovasse. I militari del Nucleo investigativo, allora, hanno richiesto un controllo ai gestori elvetici, appurando che una seconda utenza era stata attivata dai Camparini ed era operativa proprio su quel territorio. Scattata la segnalazione, in poco tempo è stato individuato il luogo dove si nascondevano i genitori.

Il pubblico ministero Alberto Dello Iacono, che coordina le indagini, ha avanzato una richiesta di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona, ovviamente accolta dal gip.  

Il resoconto delle indagini è stato reso noto con toni orgogliosi dagli inquirenti, ma nonostante gli sforzi della casta si stiano concentrando sul far passare i due genitori come "pericolosi tossicodipendenti", la gente comune non riesce a non pensare ai coniugi Camparini come a due brave persone, che hanno semplicemente obbedito ad una legge di natura.

Il Papà e la Mamma di Anna Giulia suscitano simpatia e spirito di solidarietà, e questo, per Sua Maestà Inquirente, non è sopportabile. Con la loro cinica persecuzione giudiziaria, ne stanno facendo due martiri eroi del nostro tempo.


Fonte: Redazione

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C'č 1 solo commento


13.57  di sabato 31/07/2010
scritto da  antonella
Dal primo monento sono stata dalla parte dei genitori capisco che in un caso dove i genitoriri ex tossicodipendenti magari si poteva vigilare un pò senza poi intrommettersi e invadere distruggendo la patria potestà di questi due genitori ma dal primo momento che al tg della sera è stata data la notizia quella persona che non ricordo esattamente se era un ass sociale o del ctu non ricordo la carica che occupava nella vicenda ha sostenuto che la bambina non voleva più edere i genitori che on voleva andare con loro .La disperazione ha fatto agire così i genitori di Aanna Giulia vedendosi tolta la potestà genitoriale mettersi da parte del tutto dalla vita di un figlio non è facile se hanno sbagliato gli si deve dare l opportunità di ripapare il danno ma tolgiendo la custodia della bambina senza permettere incontri normali di quotidianità di amore un figlio chiede prima di tutto amore poi siamo noi a condire con il resto ma l amore non deve mancare saper che anche lei ha dei gnitori che l amano altrimenti non si sarebbero così battuti per avere la bambina sono genitori che comunque provano un affetto per un figlio che è al mondo si dia loro l oppurtunità di essere genitori date una seconda possibilità vigilate ma da lontano e lasciate questa famiglia ricomporsi creando intorno un pò di serenità a questa bambina


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